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contributo inviato da team_realacci il 24 maggio 2010
Dopo il si' del Consiglio dei Ministri attende il parere della Conferenza unificata il decreto legislativo che introduce modifiche alle parti I, II e V del Codice ambientale (decreto legislativo 152/2006) in merito alle procedure per la valutazione d'impatto ambientale (Via) e la valutazione ambientale strategica (Vas) oltre che a alcune parti relative alla disciplina in materia di inquinamento atmosferico.
Per quanto riguarda la disciplina di Via e Vas alcune anticipazioni annunciano che le modifiche piu' rilevanti riguardano la definizione di ambiente, che assume adesso il diritto a essere tutelato come tale e non come bene strumentale per la qualita' della vita. Novita' anche per l'Autorizzazione integrata ambientale (Aia) che viene associata alla Via per le opere di competenza dello Stato: nel caso in cui la loro realizzazione ponga problemi inerenti alla tutela del patrimonio culturale, sara' richiesto il parere del ministero per i Beni e le Attivita' Culturali.
Per quanto riguarda le emissioni inquinanti degli impianti, che devono essere identificate in sede di autorizzazione sulla base delle tecnologie disponibili e delle prescrizioni dei piani regionali di qualita' dell'aria, sono previsti limiti all' utilizzo dei certificati verdi per la produzione di energia tramite incenerimento di rifiuti. Per quanto riguarda l'inquinamento atmosferico, le modifiche apportate al Codice ambientale sarebbero complementari a quelle introdotte da un altro decreto legislativo, che recepisce la direttiva 2008/50/CE in materia di qualita' dell'aria, anch'esso approvato dal Consiglio dei ministri. L'intento e' quello di realizzare la prima fase dell'azione di contrasto dell'inquinamento atmosferico, che sara' a breve completata dal Governo italiano con un vero e proprio piano anti-smog.
Il corposo schema di decreto di attuazione della direttiva europea sulla qualita' dell'aria si compone di 22 articoli, 16 allegati e 11 appendici, in cui si declinano le competenze di Stato, Regioni ed enti locali per la valutazione delle componenti inquinanti e per la gestione delle conseguenti misure di protezione della salute. La bozza di decreto stabilisce i valori limite per le concentrazioni nell'aria ambiente di biossido di zolfo, biossido di azoto, benzene, monossido di carbonio, piombo e PM 10; i livelli critici e le soglie di allarme per le concentrazioni di biossido di zolfo e ossidi di azoto; il valore limite, il valore obiettivo, l'obbligo di concentrazione dell'esposizione e l' obiettivo nazionale di riduzione dell'esposizione per le concentrazioni di PM2,5; e infine i valori obiettivo per le concentrazioni di arsenico, cadmio, nichel e benzo(a)pirene oltre a i valori obiettivo, gli obiettivi a lungo termine, le soglie di allarme e quelle di informazione per l'ozono.
Per la valutazione della qualita' dell'aria si prevede una zonizzazione, intesa come una suddivisione del territorio nazionale effettuata dalle regioni e su cui verra' effettuata una valutazione da parte del ministero dell'Ambiente. Queste zone e agglomerati, ridefiniti ogni cinque anni, devono essere espressione di spazi uniformi all'interno di ciascuna regione (ma possono essere anche sovra regionali) e la loro individuazione dovra' basarsi su elementi come la densita' emissiva, le caratteristiche orografiche, quelle meteo-climatiche o il grado di urbanizzazione del territorio.

Fonte: Ansa
24 maggio 2010
TAG:  AMBIENTE  DECRETO  MODIFICHE  CODICE AMBIENTALE  VIA  VAS  VALUTAZIONE  IMPATTO  AMBIENTALE  AUTORIZZAZIONE  INTEGRATA  AMBIENTALE  QUALITÀ ARIA  INQUINAMENTO 

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