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contributo inviato da cesare pisano il 24 maggio 2010

Di Cesare Pisano

Molto significativa ed importantissima reputo l’ultima assemblea del PD, che ha visto, in una girandola di relazioni, convergere intenti, volontà e consapevolezze finalizzate alla discussione dei contenuti, strategie, all’interno di una condivisione coesa, che ha espresso, nelle parole di Franceschini, la sottolineata volontà di sentirsi, insieme ai componenti di Area Democratica, fusi ed uniti all’azione politica ed alle scelte del Partito.

Pluralismo di idee come un valore del PD, ma unicità di azione e di intenti.

Unità, coesione e fusione per dare risalto e valore alla vera identità del Partito, fondato sulla libera espressione delle pluralismo delle idee per un confronto interno la cui sintesi esprimerà, costantemente, elementi del nuovo, proprio perché frutto di una continua evoluzione nelle dinamiche dialettiche, date dalla diversità delle idee, sui vari contenuti.

Un passo importantissimo che permetterà la crescita democratica, come sistema di valori da esportare come modello in tutti i Circoli, per riversarsi ed espandersi, poi, come sistema di vita nella società.

Una democrazia dialogata e partecipata, che porterà il PD alla sua vera identità, che non deriverà, come molti credono, da qualche elemento in particolare, ma dalla sua capacità di sapere agire all’interno del suo tempo storico e di realizzarsi come Partito storico riformista ed utile alla risoluzione dei tanti problemi del paese, riconosciuto da tutti, per questa sua funzione storica, che lo distinguerà da tutti gli altri Partiti di tradizione.

Il Circolo sarà lo spazio, la vera Agorà dentro cui realizzare l’incontro militanti-responsabili; lo spazio di discussione delle problematiche, per attivare i vari soggetti che avranno qualcosa da dare e da proporre.

Arriveranno denari ai vari Circoli, per potere avviare ed attivare la propria autonomia organizzativa sul territorio e continuare il radicamento, coinvolgendo la gente, attraverso la propaganda, le feste, dibattiti, etc…

Il bipolarismo come sistema di alternanza politica al governo ed il maggioritario per conservare la dignità del Partito, attraverso la scelta del candidato-Premier e del progetto alternativo, sui quali punti sarà costruita l’alleanza con altri Partiti; naturalmente, sulla necessità della condivisione dei punti programmatici, che dovranno riformare la società.

Allargamento delle alleanze a tutti i gruppi ed i portatori di idee democratiche, laiche, tolleranti, costituzionali, con forte coscienza di responsabilità di governo, per una sinergia coesa e fusa sulle Riforme sociali.

Capacità di sapere dialogare e confrontarsi con tutte le forze parlamentari, sia se si sta all’opposizione, sia se si governa; onde evitare l’obbrobrio perpetrato da queste destre di maggioranza, che non hanno mai saputo realizzare sprazzi di democrazia parlamentare, se si considera che su 46 decreti sono state richiesti 33 voti di fiducia; come dire: il Parlamento ha discusso solo sulla fiducia e non sui contenuti, che sono stati sempre blindati, interrompendo la vera efficacia del modus democraticus.

Produzione del progetto alternativo al potere delle destre che verterà su parole d’ordine ben precise, che sapranno riflettere le problematiche prioritarie da risolvere.

Al centro dell’azione politica del Pd c’è il lavoro di tutti; considerato nella sua dignità e valore di vita, e nella realizzazione della personalità dell’uomo.

Un no netto a tutte le forme di democrazia populista e falsa, che poggiata sulla nevrosi del continuo sondaggio, si trasforma in un blocco del riformismo, per conservare e proteggere corporativismi, moderne fortezze dei privilegi, dei sistemi corruttivi e della stasi politica.

Chi vive di immagine non può, certamente, pensare di produrre tutte quelle misure necessarie, che, molto spesso, possono essere considerate, in una loro prima fase attuativa, impopolari.

Una politica di qualità sa ascoltare il suo popolo, non lo segue nelle scelte errate, ma lo sospinge all’acquisizione di una nuova coscienza sui valori che, di volta, in volta, emergono, come bisogni di nuove situazioni.

Una politica priva di qualità segue il popolo nelle sue angosce e paure e crede di poterlo tutelare, con leggi falsamente protettive, invece, di condurre una politica riformista di apertura, per armonizzare le novità, con le aspettative conservatrici.

La chiusura alle nuove aspettative, che si presentano e costituiscono il nuovo, ignorate da questa maggioranza delle destre, come nel capo dell’integrazione degli immigrarti, èpe ril PD diventeranno la concretizzazione in lavoro regolarizzato, quindi, del diritto al voto amministrativo e, poi, della concessione della cittadinanza italiana.

Le destre hanno separato il paese, il PD dovrà unirlo con una politica nuova che armonizzi l’integrazione di fatto nelle forme della legalità e del riconoscimento dei diritti di quanti hanno scelto il nostro territorio, per creare le loro famiglie, per fare diventare italiani i loro figli, perché attratti dalla capacità degli italiani di sapersi armonizzare in un presente da vivere, come esistenza libera e non come guerra quotidiana e conflitti sociali.

Ricordo a tutti che nella Palermo degli anni mille convivevano in armonia tre razze: i Normanni, gli Ebrei e gli Arabi; la storia della città è una rappresentazione dell’armonia generale, dello sviluppo dei commerci e della politica; la sua architettura, fusione delle varie culture, ne è l’esempio storico.

Una maggioranza che per due anni ha ripetuto, come un mantra, che la crisi fosse passeggera, che occorreva vivere con tranquillità e che stava per superare i suoi effetti negativi.

Non era così; infatti, in questo momento la maggioranza è costretta ad una manovra correttiva di 28 miliardi; a misure basate su nuovi tagli, e blocchi contrattuali di pensioni e stipendi, interventi impopolari come i ticket, gli interventi sull'evasione, la chiusura di enti e l'eliminazione di consigli di amministrazione, etc…

La paura della Grecia ha riportato alla realtà il ministro Tremonti, che ha deciso le sue contromisure, che sono una vera stretta.

L’impegno del Partito è di evitare che possano cadere tutte sulle spalle dei ceti medio-bassi e sulla popolazione dei meno abbienti.

Il PD finalizza la sua politica alle fasce più alte ed agli stipendi onerosi; chi più ha più dovrà pagare, anche, perché molti di questi ricchi hanno speculato sulla crisi e sul malaffare.

Uguaglianza, libertà e laicità sono le tre parole scandite come a creare un suggello ed imprimere un marchio al progetto del PD, che, guardando al lavoro di tutti, finalizza la politica alla dignità di tutti, con un’azione che dovrà dare senso alle tante esistenze che vivono disarmonicamente la loro vita.

Uno Stato libero in tutte le sue manifestazioni di vita e laico, per dare una forma riconoscibile a tutte le sue leggi, nel rispetto delle tradizioni riversate nel nuovo, delle religioni e delle tantissime idee diverse che rendono plurale il sociale, ma, nello stesso tempo, vivo e capace di armonia, se i cittadini si sentono uniti e coesi e non separati e divisi.

Un’Italia, quindi, unita; ed un’Italia unita assume il significato-simbolo di una forza sociale, politica e culturale-produttiva immensa.

Una politica per il meridione, che non sia di mero aiuto passivo, ma di responsabilizzazione delle amministrazioni locali, per assumere una nuova coscienza e saldare le ataviche distanze, tra passato ed il presente.

Solo in questa ottica il PD assume il federalismo come lo strumento coesivo e non separatista del territorio e delle genti che lo abitano.

Un federalismo che sappia guardare ai problemi veri e storici del territorio del meridione, per non abbandonarlo al suo destino; una solidarietà non un’assistenza; una solidarietà mirata alla effettiva trasformazione del meridionale, come essere dignitoso e come amministratore virtuoso.

Quindi, un indice standard delle spese e dei costi, che crei un limite ben preciso e che porti il meridione alla sua responsabilità politica.

Autonomie vere ai Comuni e non blocchi dei patti di stabilizzazione, che hanno tagliato i fondi e che hanno lastricato gli Enti, incapaci di soddisfare le varie esigenze che salgono dalla cittadinanza.

L’autonomia comunale si evince dal suo simbolo, l‘antico gonfalone della città, che ne rappresenta la storia, e non il simbolo dei gonfaloni leghisti, che hanno sostituito quello cittadino e che rappresentano, solamente, il loro potere, la loro chiusura, l’annientamento della vera storia cittadina.

Scuola e Università, intesi come il luogo della formazione e della ricerca, delle sperimentazione e della libera espressione del discente.

Luoghi di cultura aperti a tutte le novità; luoghi di investimento e non di tagli; luoghi di preparazione alla vita e non luoghi di fuga verso altre patrie; luoghi di merito, come espressione vera del potenziale individuale.

Morte a tutte le baronie ed a tutte le forme di nepotismo a tutti i livelli delle istituzioni private e pubbliche, per rendere giustizia al merito ed alla preparazione.

Un progetto che dovrà essere alternativo nella sostanza e nei contenuti moderni e futuristi; un progetto preparato non per apparati e sistemi di potere e consorterie varie, per interessi particolari e di casta, ma per rilanciare le giovani speranze dei tanti, che credono nella giustizia della vita, nella Costituzione prodotta dalla Resistenza e nei suoi valori di vita.

Un progetto per l’Italia tutta e per tutti gli italiani; armonizzato in tutte le sue parti.

Un progetto che sarà posto al vaglio della lettura e della discussione in tutti i Circoli del territorio, per essere approvato, modificato in meglio e per essere presentato a tutti gli italiani, come:

          IL PROGETTO RIFORMISTA DEL PD PER L’ITALIA.

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