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contributo inviato da toninorusso il 15 maggio 2010
Palermo, 13 maggio - Cara Gelmini, c’è poco da esultare. Sono passati due anni dai pomposi annunci del governo sull’investimento di 1 miliardo di euro per la messa in sicurezza delle scuole e oggi viene certificato che non solo si tratta di un terzo delle promesse, ma che queste risorse sono l’ennesimo scippo al Sud e alla Sicilia”.
Il Piano, oltre a violare numerose prerogative istituzionali di Comuni, Province, Regioni e Parlamento, opera una scelta profondamente ingiusta, bocciata dalla Corte dei Conti. Attinge, infatti, ai Fondi Fas e prevede una ripartizione contraria alla normativa che li regola. Il Mezzogiorno non vedrà l’85% delle risorse attribuite per legge, ma dovrà accontentarsi del  40%. E il Centro-Nord, che avrebbe dovuto riceve il 15% della somma totale, si ritroverà un abbondante 60%.
La Sicilia, anziché ottenere circa 74,4 milioni di euro, ne riceverà poco più di 35,5 milioni,  perdendo così circa 40 milioni di euro”.
La Gelmini, piuttosto che ringraziare le Regioni, dovrebbe avere il buonsenso di scusarsi con quelle che sono state profondamente penalizzate, a cominciare dalla Sicilia.
Il governatore Lombardo, benchè preso da altri problemi più gravi, non può rimanere in silenzio. Avallata e sottoscritta dal segretario generale del Cipe Gianfranco Micciché, la decisione di oggi grida vendetta, con buona pace di ogni ipocrita retorica meridionalista.
TAG:  MICCICHÈ  SICILIA  GELMINI  EDILIZIA SCOLASTICA  LOMBARDO  CIPE  FONDI FAS 

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commento di nonnapapera inviato il 16 maggio 2010
Sono insegnante di un Istituto tecnico. Ebbene, al di là di quello che penso sulla riforma, è nei fatti la bocciatura della riforma dei tecnici e dei professionali, sancita, nei fatti, dagli studenti e dalle famiglie rispetto al calo delle iscrizioni. E non è vero che non si sia fatto orientamento, perchè tutte le scuole hanno cercato di non perdere iscrizioni. Ma anche tralasciando il merito sulla riforma, è assolutamente stupefacente, se non fosse drammattico, che proprio qurgli strumenti di autonomia, sviolinati dal ministero, siano assolutamnte inapplicabili per i paletti predisposti. Quindi un ministero. ovvero un ministro, che promuove una riforma e ne invalida gli strumenti predisposti, dichiara pubblicamente la sua incapacità, inadeguatezza e se fosse coerente con la sua azione dovrebbe quantomeno dimettersi insieme al suo staff.
commento di beppe65 inviato il 15 maggio 2010
Faccio parte di un comitato genitori ed insegnanti della scuola dell'obbligo,siamo nati per dare informazione ai genitori sulla riforma,tanto è vero che tra noi ci sono geritori simpatizzanti del centrodesta(sono persone che ci tengono all'istruzuine dei propi figli,magari sono di quelli che non privilegiano la tv come primo mezzo di informazione).Scivo dal Piemonte dove sicuramente la situazione è meno drastica delle regioni meridionali.Se lei ministro Gelmini trova il tempo(olte le sue attività parlamentari e comparse televive preconfezionate,chi si occupa di sociale sappiamo tutti di cosa si nutre l'odiens).Sarebbe veramente interessante valutare i risultati di questa riforma in una sede con la presenza dei comitati con più peso sul territorio a patto però che questo incontro non sia alla luce dei soliti riflettori giornalistico-televisivi.Gentili saluti.
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15 maggio 2010
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