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contributo inviato da team_realacci il 11 maggio 2010
La Commissione europea ha deferito l'Italia e la Spagna alla Corte di giustizia dell'Unione europea in merito a due vecchi casi di violazione della normativa Ue sul trattamento delle acque reflue urbane in base alla quale entro il 31 dicembre 2000 i due paesi avrebbero dovuto predisporre sistemi adeguati per il convogliamento e il trattamento delle acque nei centri urbani con oltre 15.000 abitanti. Nonostante i due avvertimenti gia' inviati, sono molte le citta' e i centri urbani a non essersi ancora dotati di un impianto di trattamento delle acque reflue conforme alle norme Ue.
Le acque reflue urbane non trattate, secondo la Commissione, costituiscono sia un pericolo per la sanita' pubblica che la principale causa di inquinamento delle acque costiere e interne. L'azione intentata dalla Commissione trae origine dalla considerazione che a piu' di otto anni dal termine stabilito, l'Italia e la Spagna non si sono ancora conformate alla normativa comunitaria. Nel 2004 sia l'Italia che la Spagna hanno ricevuto una prima lettera di diffida. Una seconda e ultima lettera e' stata spedita alla Spagna nel dicembre 2008 e all'Italia nel febbraio 2009. Alla luce di una successiva valutazione, circa 178 citta' e centri urbani italiani (tra cui Reggio Calabria, Lamezia Terme, Caserta, Capri, Ischia, Messina, Palermo, San Remo, Albenga e Vicenza) e circa 38 centri spagnoli (fra le altre, A Corua (Galicia), Santiago (Galicia), Gijon (Asturias) e Benicarlo (Valencia)) non si erano ancora conformati alla direttiva. Le acque reflue non trattate possono essere contaminate da batteri e virus dannosi e rappresentano pertanto un rischio per la sanita' pubblica. Ma i pericoli valgono anche per l' equilibrio ecologico: queste acque contengono infatti nutrienti come l'azoto e il fosforo che possono danneggiare le acque dolci e l'ambiente marino, favorendo la crescita eccessiva di alghe che soffocano le altre forme di vita, processo conosciuto come eutrofizzazione.

Fonte: Ansa
10 maggio 2010
TAG:  ACQUE  REFLUE  TRATTAMENTO  COMMISSIONE UE  ITALIA  SPAGNA  CORTE  GIUSTIZIA 

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