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contributo inviato da galfra il 9 maggio 2010

Inutile illudersi, le riforme servono, ma non le può fare questo governo a causa dell'antitalianità della Lega e degli enormi conflitti d'interesse di B
Pur non essendo un elettore dell'Udc, concordo sull'utilità di un governo tecnico per i prox 3 anni e solo dopo si ritorni alla competizione politica.
La riprova dell'impossibilità è la sconcezza della legge gattopardesca sulla corruzione, così serve a B e Bossi accetta tutto pur di fare un qualsiasi tipo di federalismo per non smentirsi dopo 20 anni che ci sfracella il cervello con un federalismo di cui non ha mai esposto i dettagli

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commento di Andrea Esausto inviato il 12 maggio 2010
Ciao dollaro, non é mai una buona notizia quando qualcuno lascia un luogo di confronto, sia pure virtuale. Su Rutelli sono assolutamente d'accordo. La sinistra ha lasciato la "battaglia ideale" del MERITO a Casini, che sta in politica da quarant'anni e viene da un partito che in buona parte ha fatto del clientelismo e delle raccomandazioni un sistema costante di gestione del Paese. E gli esponenti del PD non replicano, perché loro sulla meritocrazia non hanno mai fatto nulla, basta vedere come la sinistra ha ridotto la scuola pubblica, che infatti è ormai un carrozzone fatiscente con diverse eccelleznze fra gli insegnanti (sottopagati e maltrattati nella loro diggnità e nel loro ruolo sociale ed educativo)ma pieno di parassiti ignoranti che parlano come De Mita (nonno per dire NON, conno per dire CON), sguaiati, arruffoni, pressapochisti e per nulla meritocratici. Lo sappiamo tutti che la scuola è stata per decenni il collocamento clientelare della DC, un enorme bacino meridionale di gente da sistemare purché fosse, senza badare alle capacità e alla preparazione. Poi la sinistra, con l'EGUALITARISMO (che é cosa ben diversa dall'uguaglianza delle pari opportunità di partenza) ha fatto il resto, con l'aiuto dei sindacati. In tutte le classifiche internazionali siamo agli ultimi posti, anche per preparazione culturale, capacità di lettura e comprensione. Abbiamo 2 milioni di analfabeti totali e il 33% di semianalfabeti; per non parlare di quelli di ritorno. Altro che governo tecnico. Qui ci vuole un'alternativa democratica e radicalmente riformista che spazzi via tutti i grumi di rendite (finanziarie e di posizione).
commento di dollaro07 inviato il 11 maggio 2010

cari amici,

il vostro vice apicella,trol,provocatore vi saluta.Non scriverò questo più su questo sito.Era gia un pò che non scrivevo ma ora ho deciso.

I motivi sono tanti ma uno su tutti, le mancate dimissioni di qualcuno della nomenklatura: i responsabili del disastro.

Dopo la sconfitta alle politiche mi aspettavo un cambiamento, invece nulla e cosi è arivata la batosta alle elezioni Europee.

Alle regionali mi aspettavo un cambiamento invece nulla.Ci siamo presentati con De luca e Bonino.Due professionisti della politica.Ed è stata una caporetto.

Nonostante ciò nessuno si è dimesso.

Che vi devo dire? ora viene l'estate la nomenklatura mette la barca a mare e riapre le case a capalbio o all'estero.

Se ne riparlerà tra 3 lunghissimi anni con la povera gente che continuerà ad esssere stritolata nella macelleria sociale in atto mentre i filosofi di turno sperano in Fini,Casini o Rutelli.

Quest'ultimo dopo aver mangiato pane e cicoria a pranzo (e caviale a cena) per fare il PD vi ha addirittura sbattuto la porta in faccia.

E se non ci credono i professionisti della politica che hanno costituito il PD perchè ci devo credere io?
commento di maxo7533 inviato il 11 maggio 2010
Un Governo tecnico, Fini,Casini,Bersani e Di Pietro (i numeri sono con questi) cosa possono fare?

La riforma elettorale, le telecomunicazioni (non possono lasciare a Berlusconi le televisioni)la giustizia.

Ma le riforme necessarie all'Italia in questo momento sono quella fiscale e le liberalizzazioni e con queste persone non è possibile, perchè hanno due concezioni diverse, come attuarle e non possiamo stare due o tre anni a traccheggiare, sarebbe la fine dell'Italia.

Sarà l'Europa e gli Industriali a costringere Berlusconi, sè non le farà, dovrà andare ad elezioni e sicuramente Fini lo abbandonerà, più tempo passa, più sarà logorato, dai suoi e dal mondo imprenditoriale.
commento di NicolasWoods inviato il 11 maggio 2010
Condivido quanto scritto da "Andrea Esausto".

A.A.A. Statisti Cercasi!
commento di Andrea Esausto inviato il 11 maggio 2010
Fare scelte impopolari, se ritenute giuste per salvare molte situazioni gravi di questo malmesso Paese, vale la pena. Purtroppo siamo a corto di statisti (Nicolas ottimo ricordare la frase di De Gasperi, ci serve a ritessere il filo della memoria che questa Italia sembra aver reciso da tempo e con virulenza) e il ricatto soffocante del consenso paralizza la politica indegna, indecorosa ed indecente, a destra e a sinistra. E' anche vero che per fare riforme bisogna essere in maggioranza (vincere le elezioni per governare, quindi). Non mi illudo che una maggioranza di questo Paese abbia il coraggio di affidare il governo ad una compagine progetto riformista. Ma intanto sarebbe il caso di elaborarlo alla svelta. Che sia chiaro, netto e non di 590 pagine.
commento di NicolasWoods inviato il 11 maggio 2010
Ovviamente finché c'è questo governo è inutile parlare di governo tecnico. Ma se politici navigati come Casini lanciano la proposta "pubblicamante" è per iniziare a contarsi.

Nell'ipotesi che Bersani avesse detto si, poi sarebbe stato necessario contare quanti nel PdL si sarebbero potuti sfilare (i.e., quanti parlamentari Fini è in grado di portare a sostegno di un governo tecnico).

Però se non si inzia a tirare colpi di piccone, Berlusconi rimane al suo posto.

L'ipotesi che fare le scelte giuste, ma impopolari, sia un regalo a Berlusconi mi sembra miope. Se una cosa è giusta è giusta... se poi l'italiano preferisce vivere nel mondo dei sogni, cosa ci possiamo fare.

Se si continua a ragionare pensando al vantaggio eletorale non si farà mai il bene dell'Italia. Come diceva De Gasperi: "il politico pensa alle prossime elezioni e lo statista alle prossime generazioni".
commento di F.Rosso inviato il 11 maggio 2010
Mah, continuo a pensare che le priorità siano altre, ammesso che il PD abbia idee forti e radicali per salvare l'economia del Paese, e il lavoro.
L'unica riforma urgente che vedo, a parte quelle economico-sociali (fisco, welfare, liberalizzazione degli ordini, ecc..) e quella della legge elettorale.
Il resto, compreso il fantomatico federalismo, può e deve attendere.
Non facciamoci fare l'agenda dalla Lega, che ha solo l'interesse di staccare il nord dal resto d'Italia.
commento di Andrea Esausto inviato il 11 maggio 2010
Mai più un'alleanza con gente come Dini e Mastella, francamente non ci si può aspettare che sostengano mai un Governo che preveda misure di sostegno ai lavoratori. Infatti hanno fatto cadere Prodi. E ora ci si dovrebbe alleare con Casini, Fini, mezzo (forse) PDL? Per tagliare ancora le pensioni, la scuola, la sanità. E dopo 3 anni per chi credete che voterebbe la maggioranza di quelli che andrebbero alle urne? Che altro devono dare pensionati e lavoratori? La disoccupazione cresce e crescerà ancora, i diritti sono quasi tutti smantellati, la precarietà dilaga. Ancora sacrifici? Gli operai della Fiat devono fare 20 turni invece che 18? Trenta notti di seguito anziché quindici? Ma per favore, vediamo di essere ciò che siamo e di fare ciò che dovremmo fare : una sinistra popolare che affronta i problemi di oggi e propone un progetto per il futuro.
commento di Andrea Esausto inviato il 11 maggio 2010
Maxo, ribadisco : il Governo Prodi é caduto perché una parte della sua risicata, eterogenea, raccogliticcia e litigiosa maggioranza se ne è tirata fuori. Mastella e Dini e i loro pochi ma determinanti parlamentari. Secondo me non sarebbe durato comunque e poco tempo dopo ci sarebbe stata la votazione sul rifinanziamento della missione in Afghanistan. Comunque PRC aveva già fatto cadere il primo Governo Prodi nell'ottobre 1998, anche lì quando si trattava di cominciare una redistribuzione dopo l'ingresso nell'euro. La tassa si sarebbe dovuta restituire a noi cittadini per il 60% e poi procedere negli anni successivi. La verità é che se un Governo riformista fosse andato avanti, né i sinistri radicali né i centrini di gravità permanente (sulla poltrona) avrebbero avuto più spazio. Invece Berlusconi può fare qualunque cosa e tutto va bene comunque. La spesa corrente (improduttiva) é aumentata, il debito pubblico anche (118,4% del PIL), il rapporto deficit / PIL pure (5,5% mi pare), l'evasione fiscale galoppa, crollano le entrate fiscali, la spesa prevista da Prodi per investimenti è stata dirottata per parare il culo agli agricoltori furbi delle quote latte (rispettare le regole mai, eh?) e per tappare i buchi di Bilancio di Catania (140 milioni di euro di Scapagnini & C.). Con tutti i difetti dei governi di centrosinistra, mi pare che ci sia troppa generale accondiscendenza, proprio ora che siamo messi così male.
commento di Andrea Esausto inviato il 11 maggio 2010
Nicolas, scusa ma la conclusione che hai tratto é legittima ma non corrisponde a ciò che penso. Non ho mai né detto né pensato che siano meglio 3 anni di Berlusconi. Rimane il fatto che finché non c'é una mozione di sfiducia o una crisi di maggioranza, il Parlamento è questo qui, con questi numeri. Non si fa un Governo tecnico perché lo decide qualcuno. C'è una Costituzione che prevede una procedura da seguire nel caso di una crisi (che finora non c'é).Sulla qualità dei governi tecnici passati non fatico a riconoscerne i meriti, però mi sembra che non ci siano davvero le condizioni. Io da cittadino ed elettore del PD non accetto di aiutare questa destra a varare il legittimo impedimento, il Lodo Alfano bis, il bavaglio alla magistratura, le intercettazioni, ecc. Mi pare che le priorità siano altre. Parliamo dei 60 miliardi di euro che ogni anno ci costa la corruzione, degli almeno 100 miliardi di evasione fiscale, del lavoro nero, della crisi economica.
commento di maxo7533 inviato il 11 maggio 2010
NicolasWoods,

Un Governo Tecnico prevede una scissione nel PDL e robusta, per consentire quelle riforme che tu hai citato.

Nel Frattempo avresti una televisione in mano a Berlusconi che tutti i giorni, ricorderebbe che il suo Governo non ha mai messo le mani in tasca agli italiani.

Le riforme costano sacrifici, altrimenti Berlusconi le avrebbe già fatte, è 16 anni che è in politica, l'unica riforma che mi viene in mente, è la Legge Biagi
la liberalizzazione del lavoro, metre le altre che vanno ad incidere nel Suo elettorato non sono mai state fatte ed ancora oggi i privilegi abbondano (non sono i lavoratori statali e comunali, come pensa Brunetta).

Come potresti ripresentarti agli elettori dopo tre anni (sperando di durare tanto) con i sacrifici, riforma pensioni (già adombrata da Fini e Casini) e chiedere il voto?

E' un suicidio per il PD pensare un'allenza del Genere, sè Casini decide di appoggiare il Governo, faccia quello che crede, il PD ha altre riforme per la testa, non quelle di Casini e Fini.
commento di maxo7533 inviato il 11 maggio 2010
nonnapapera
Se non erro l'ultimo governo Prodi in realtà è caduto per l'accellerazione verso il PD voluto da Veltroni, quindi un fatto interno.

Sono usciti Dini e Mastella (uomini di centro, interessati al risanamento) per non entrare nel PD e poi sono andati nel PDL, persone molto vicine ai poteri forti (industriali e Chiesa). Nel centrosinistra tutti i giorni parlavano, nel PDL dopo due anni, qualcuno ha mai sentito parlare Dini e Mastella?

Andrea Esausto,

Non credere che dietro queste due persone non ci fosse niente, Diliberto e ferrero avranno tirato la corda (per difendere i più deboli o gli elettori a loro vicini) ma non hanno tradito il Governo Prodi, quando era giunto il momento di restituire i soldi ai lavoratori.

Gli industriali avevano già usuffruito del Cuneo Fiscale, 5 miliardi di euro e non potevano chiedere di più, perciò il Governo Prodi per loro aveva già dato, era ora di cambiare e Dini e Mastella, si saranno venduti a Berlusconi, ma avevano anche l'appoggio della parte politica a cui appartengono, altrimenti non si sarebbero mai sognati di fare il salto della quaglia.
commento di NicolasWoods inviato il 10 maggio 2010
Meglio 3 anni di governo tecnico che 3 anni di Berlusconi.

Tre anni di piccole, ma incisive, riforme. La prima deve riguardare la legge elettorale, poi la gestione della crisi.

Preferirei un Draghi a Tremonti. Voi no?

Poi che si vada pure ad elezioni da soli.

Un governo tecnico saboterebbe anche il sodalizio tra Lega e PdL.
commento di NicolasWoods inviato il 10 maggio 2010
Scusate, ma di solito con il "governo tecnico" si rimuovono alibi e preconcetti.

Guardate il goveno Ciampi. I governi politici degli ultimi anni, anche di sinistra, non hanno concluso nulla... solo il caos.

Sarò anche fuso, ma il problema è l'Italia che affonda e la politica che pensa ad altro.

Purtroppo non ho capito chi è "quel citrullo rimbambito". Chi è?
commento di seamusbl inviato il 10 maggio 2010
"La vuota frase "governo per fare le riforme" non significa nulla"

Certo Anpo e cosa vuoi che capisca quel citrullo rimbambito.
Si deve trattare direttamente con il suocero, che ha cervello e conta qualche cosa al massimo.
commento di seamusbl inviato il 10 maggio 2010
"Last but not least." sei fuso Nicolas, non esistono governi tecnici, il governo tecnico e' una grande balla magari per non assumersi la responsabilita'. Sono governi politici che di norma fanno danni.
Sono i pariti che devono assumersi le responsabilita' e non nascondersi dietro le finzioni.
Altrimenti eliminiamo suffragio universale ed elezioni. Diamo tutto il potere all'elite che con i suoi governi tecnici fara' grandi cose.
dio Goldmangovernment magari

Solo a sinistra si possono leggere certe idiozie.

commento di Anpo inviato il 10 maggio 2010
Nicholas,
giustamente osservi che un governo tecnico si fa in base ad un accordo. Ora a a parte che trovare qualcosa che metta d'accordo Fini, Casini, Bersani e Di Pietro (numericamente indispensabili per avere la maggioranza) mi sembra arduo, Casini deve spiegarci quale deve essere questo accordo. La vuota frase "governo per fare le riforme" non significa nulla e di certo non sarebbe comprensibile dagli elettori per cambiare quella maggioranza che, piaccia o non piaccia, è uscita dalle urne
commento di NicolasWoods inviato il 10 maggio 2010
Last but not least.

Come pensa il PD di vincere le elezioni se si presenta da solo o con l'IdV?

Bisogna essere realisti.

P.S.: Non parlatemi più di Bertinotti & Co. ... Il partitone del "se non fate come diciamo noi è meglio Berlusconi!"
commento di NicolasWoods inviato il 10 maggio 2010
La conclusione al ragionamento di "Andrea Esausto" è la seguente:

- meglio altri 3 anni di Berlusconi, che sporcarsi le mani... vabbé!

Comunque, ripeto: negli ultimi 20 anni le cose migliori le hanno fatte i governi tecnici.

I politici non sono in grado... li dobbiamo mettere sotto tutele... soprattutto quelli del PD.
commento di Andrea Esausto inviato il 10 maggio 2010
C'è una crisi economica e sociale gravissima, d'accordo, ma non possiamo sempre cedere perché il momento é di emergenza (quando mai siamo stati in un periodo di non emergenza?) e fare sempre, alla fine, quello che vuole qualcun altro. Il tentativo di Marini di formare un Governo è stato bocciato per precipitarsi al voto e noi invece ci rendiamo sempre più opachi? E poi ci domandiamo perché gli elettori di centrosinistra se ne stanno a casa....scusate lo sfogo, ma veramente non ne posso più di questo spettacolo indecente. Succedono cose gravissime ogni giorno e noi perdiamo tempo con i desiderata di Casini. Ma siamo seri!
commento di Andrea Esausto inviato il 10 maggio 2010
Scusate, ma il 47% dei voti validamente espressi nel 2008 sono andati alla coalizione PDL - LEGA, hanno 100 deputati in più e non riescono a governare? Ancora parliamo di governi tecnici, di transizione? Ma non ne abbiamo visti troppi? E poi vi rendete conto che si tratterebbe di fare una maggioranza con il PDL? Ma non eravamo alternativi? Non mi pare il caso di mettere di nuovo un comodo sellino sotto il sedere di Berlusconi. Un Paese europeo, un Paese moderno della Ue, bla bla bla...tante chiacchiere e poi facciamo i governicchi? Ma stiamo scherzando? Nei Paesi UE se una maggioranza non riesce a governare ne prende atto e si torna al voto. Io a salvare il culo a questa banda di gangster non ci sto. Meno che mai perché lo dice Casini. Ho appena rinnovato la tessera ma posso tranquillamente restituirla in pochi minuti.
commento di Andrea Esausto inviato il 10 maggio 2010
Maxo, il Governo Prodi é caduto perché Mastella e Dini si sono sfilati. Smettiamola di credere noi per primi alla propaganda berlusconiana (con l'unico risultato di dividerci anche su questo mentre lorsignori continuano a sgovernare indisturbati). L'indulto lo ha votato il PARLAMENTO, non il Governo. Lo ha votato anche Forza ITalia. Ti ricordo che i signori sinistri Diliberto, Pecoraro Scanio, Ferrero (che era ministro del Governo Prodi e dunque doveva rappresentare i cittadini italiani)hanno manifestato contro lo stesso Governo di cui facevano parte e si sono scatenati anche contro il protocollo sul welfare firmato dai sindacati confederali con il ministro Damiano e votato da 5 milioni di lavoratori (tra i quali anche io, che sono disoccupato e scusa se é poco se ho potuto esprimere il mio parere)che prevedeva una serie di misure per alleviare la precarietà di molti (Lavoro a chiamata, job sharing, porcate simili che infatti dopo sono state subito ripristinate).
commento di nonnapapera inviato il 10 maggio 2010
xmaxo7533
Se non erro l'ultimo governo Prodi in realtà è caduto per l'accellerazione verso il PD voluto da Veltroni, quindi un fatto interno. Ed è stato lo sbaglio peggiore, perchè fino a quel momento il governo aveva fatto passare l'indulto e sacrifici per il risananmento. Come sperava di vincere le elezioni?
commento di maxo7533 inviato il 10 maggio 2010
Abbiamo fatto una riforma, che correggeva lo scalino Maroni, riforma fatta a furbi, che entrava in vigore dopo 4 anni e chi ha pagato lo scotto è stato il centrosinistra con 10 miliardi, nonostante i Sindacati siano stati determinanti ed oggi sono d'accordo sulla riforma CISL,UIL e UGL, bella coerenza.
Non possiamo far pagare sempre i soliti per far star bene sempre i ricchi (non pagano le tasse e si fanno la pensione da soli con le assicurazioni).

Facciamo fallire l'Italia e vediamo chi ha più da rimetterci.
commento di NicolasWoods inviato il 10 maggio 2010
Se si fa un governo tecnico, lo si fa in base a un accordo!

Bene, le pensioni, etc. entreranno nell'accordo.

Basta alibi è tempo di picconare!
commento di maxo7533 inviato il 10 maggio 2010
Bersani non deve fare un Governo tecnico, perchè Fini e Casini vogliono fare la riforma pensionistica e sè Bersani cade nel tranello il PD è finito come dice Veltroni.

Hanno fatto cadere Prodi pensando che il risanamento non servisse più, oggi si sono impauriti, perchè l'Italia sarà nelle stesse condizioni della Grecia frà due anni, sè non vengono fatte le riforme, il federalismo fiscale non è la riforma che può risolvere i problemi nell'immediato.

La pattuglia che stà accorpando Fini, diventa sempre più numerosa, sanno molto bene che sè l'Italia falisce loro non vedranno mai più il Parlamento e il PD non può per amor di Patria prenderselo sempre nel C..., chi farà le riforme perderà consenso, come è successo al Centrosinistra, perciò questa volta le castagne dal fuoco devono togliersele da soli, altrimenti Berlusconi, avrà portato il Paese alla bancarotta, ma quando Governava le tasse non le faceva pagare ai suoi.

Sè crolla la Borsa insieme ai BOT, i nostri industriali si troveranno con una manciata di carta straccia e le loro industrie verranno comprate con pochi soldi da altri, di questo hanno paura, oggi si rendono conto di cosa vuol dire metterci degli incompetenti al Governo, applaudivano Berlusconi al Convegno degli Industriali, perchè gli permetteva di evadere e abbassare gli stipendi, manovra che ha reso fatale lo sfacelo del sistema Italia, condannandola alla bancarotta, si sono comportati come il Titanic, marciando a tutto vapore verso il ghiacciaio, oggi che lo vedono, hanno paura di scontrarsi e cercano di virare chiedendo aiuto anche a chi hanno deriso fino ad ieri.

Una bancarotta farà piazza pulita di tutta questa marmaglia che fino ad ieri ci ha circondato, dagli evasori, ai corruttori e affaristi, persone che ci hanno insegnato che quello che conta è il denaro e per quello si può fare tutto, essere disonesti, immorali e bugiardi. Dalle ceneri possiamo fare un'Italia migliore, è inutile mettere una toppa, il buco è troppo
commento di NicolasWoods inviato il 10 maggio 2010
In linea di principio, Bersani può aver anche ragione.

Però non possiamo andare a votare con questo sistema, quindi è necessaria una "transizione".

Il governo Berlusconi è vivo e vegeto, ma bisogna iniziare a picconare!
commento di NicolasWoods inviato il 10 maggio 2010
Non sono un fan di Casini, ma questa volta ha ragione.

C'è una priorità: l'ITALIA!

Si inciucia quando non si dovrebbe e facciamo i "casti e puri" quando l'Italia affonda!

Bisogna ammetterlo, negli ultimi due decenni, le uniche vere riforme in Italia le hanno fatte i governi tecnici.
commento di Anpo inviato il 10 maggio 2010
Io invece concordo con Bersani con il quale concorda anche Veltroni: bisogna costruire un'alternativa.
commento di matteo.g.k. inviato il 10 maggio 2010
Finche' non cade il governo, che parliamo a fare di cambiarlo?

Berlusconi "ha da fare", e non fara' l'errore di "perdere tempo" con i suoi oppositori esterni ed interni. Questa volta, si e' ormai capito, non vuole cadere ad ogni costo e vuole portere a termine il suo sporco lavoro.

A sentire cosa dice Berlusconi, si evince chiaramente che fara' la sua controrifoma della giustizia e mettera' il bavaglio ai giornalisti, e poi si mettera' per sette anni al Quirinale con un premier (fatto divenire potentissimo con il suo ridisegno dei poteri costituzionali), ma che sara' di fatto nelle sue mani (come fa il suo amico Putin in altra forma e stessa sostanza).

E intanto noi stiamo qui a sentire le "ipotesi auspicate" dell'ex alleato di lungo corso di Berlusconi, solo pieno di livore per il suo fallimento storico?
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27 febbraio 2009
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