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contributo inviato da moreno bucci il 8 maggio 2010
A sentire la determinazione con la quale i rappresentanti degli stati dell'area "euro" si apre il cuore.
Di fronte alla paura di una catastrofe, o forse proprio per evitarla, sono echeggiati atteggiamenti che, se presi cinque o sei anni fa (all'epoca del trattato costituzionale, tanto per intenderci) i problemi adesso sarebbero stati fronteggiati molto meglio e con maggiore fermezza.

Non è stato uno scherzo la moneta unica. 
Si disse all'epoca del Sistema Monetario Europeo (atto di concepimento della moneta unica) che non sarebbe bastato avere una unica moneta per dare impulso all'Unione  (all'epoca Comunità). Ma se si fosse atteso che gli stati decidessero di cedere un po' di sovranità per darsi un governo comune dell'economia, saremmo ancora al marco,alla lira, al franco...

"Capiranno il da farsi...", fu sottolineato. Ma non capirono ed hanno continuato a non capire fino a pochi giorni fa. Poi la speculazione ha mostrato il suo viso, feroce e determinato, ed allora, anche i più restii a capire quello che doveva essere fatto si sono convinti.

Ora bisogna però che non ci si contenti di aver allontanato la paura.
Bisogna che l'area dell'euro si doti di una politica economica comune. Gli strumenti ci sono, i trattati lo permettono. al lavoro, dunque, non solo per salvare la Grecia o per impedire che prenda fuoco anche la nostra casa, ma per costruire il futuro comune della casa europea.
TAG:  POLITICA ECONOMICA COMUNE  AREA EURO  SPECULAZIONE 

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