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contributo inviato da verduccifrancesco il 8 maggio 2010

Nel post precedente ho evidenziato le difficoltà della famiglia ha educare l’adolescente nel mondo d’oggi, ma i modelli chi li crea?
Quasi sempre i riferimenti vengono dal mondo reale mediato dai mezzi di comunicazione: televisione, cinema, ma anche giochi virtuali.
Il problema, perciò, non è la famiglia, ma il rapporto che esiste tra essa e l'esterno, rappresentato da una miriade di informazioni quasi mai coerenti tra loro e la famiglia stessa.
Questo fa si che l'adolescente non abbia più un riferimento preciso da seguire.

Solitamente si tende a credere, perché cosi ci dicono, che la televisione e il cinema, ma anche la moda, che i modelli proposti sono copiati dalla realtà e di conseguenza anche i loro comportamenti.  Ciò è vero in parte; i modelli possono si essere copiati dalla realtà, a essere modificato, cioè creato, sono i loro comportamenti, le loro filosofie. Ciò che essi propongono è un mondo sempre reale ma al contempo si discosta dalla realtà nel momento in cui pensano in modi che, anche se sembrano simile, perché partono dalle aspettative delle persone,  al modello reale, si discostano da esso nel momento in cui, le loro azioni, sono contrarie al modo di pensare dell’originale. Il pensiero “televisivo” nasce si dalle aspettative delle persone, ma nella sua analisi cerca di convogliare tali aspettative su  modelli comportamentali che, nel loro evolversi, creano aspettative simili ma, al contempo, modificate al punto di cambiare radicalmente il modello.

Tutti hanno l’aspettativa di avere un tenore di vita che permetta loro di usufruire dei vantaggi sociali, partendo da questa aspettativa, i media la sviluppano al punto di convincere le persone che tutti hanno la possibilità di arricchirsi; per far ciò usano il concetto di potenzialità: cioè, in una società libera, avendo tutti   le stesse possibilità di azione, ne consegue che, chiunque possa arricchire. Questo in sé, come principio, è vero; ma nel momento in cui, per arricchire, oltre alle potenzialità, un individuo ha bisogno anche dei mezzi per svilupparle e che questi mezzi sono gestiti da chi detiene il potere, solo chi si adegua, rinunciando a sé stesso come individuo, ne può usufruire.; ma questo, ovviamente, non viene detto, anzi, l’individuo deve crescere nella convinzione che i modelli che segue sono il frutto della sua inventiva.

In un contesto simile, dove i media creano tutta una serie di modelli a cui, e in modo particolare gli adolescenti, ci si dovrebbe identificare, la famiglia viene messa in secondo piano, quando, addirittura, annullata.

Questo non significa che la famiglia venga soppressa, essa rimane come nucleo base, a cambiare è il suo scopo. Invece di essere il riferimento come modello, diviene cassa di risonanza della propaganda occulta del potere.

TAG:  FAMIGLIA  MEDIA  MODELLI COMPORTAMENTALI 

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