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contributo inviato da verduccifrancesco il 1 maggio 2010
Sono tre mila all'anno le morti causate dal contatto con l'amianto; contatto che si verifica in molti modi e di cui chi si ammala quasi mai ne ha consapevolezza.
Secondo i dati del cnr, il materiale contenete amianto presente oggi in Italia è pari a 32 milioni di tonnellate; materiale che si trova sparso un po in tutta Italia e sotto varie forme.
L'amianto è stato usato in molti campi, dall'edilizia, pubblica e privata, alla nautica, dai trasporti all'industria e anche per le tute dei pompieri dato la sua resistenza al calore.
I siti sono dislocati su gran parte del territorio italiano e riguardano sia discariche che ex stabilimenti per la produzione di quei manufatti contenente amianto; riguardano anche abitazioni, onduline per i tetti, cappe per i camini ecc. marina, dove veniva usato sulle navi.

Con la legge 257/92 per la messa al bando dell'amianto, si è incominciato alla mappatura dei siti e la loro bonifica. Questo, oltre che essere un'operazione che presenta molte difficoltà e ha costi elevati, non riesce a raggiungere tutti i siti; in modo particolare l'edilizia abitativa e l'industria.
Inoltre, mancano le strutture per lo smaltimento.
Nelle disposizioni generali, la legge non limita la sua azione alla sola messa al bando dell’amianto, ma affronta anche le complesse problematiche ad esso collegate: la tutela contrattuale dei lavoratori, i limiti ed il controllo delle emissioni, l’imballaggio, l’etichettatura e lo smaltimento dei rifiuti contenenti amianto. Per esse indica norme di riferimento già in vigore, introducendo a volte in queste ultime adeguate modifiche. La legge contiene forme di tutela sia verso i lavoratori che verso le imprese di produzione penalizzate dalla dismissione dell’amianto.
Non indica nessun intervento per le persone coinvolte indirettamente.

I dati riportati da Leganbiente: "I numeri dei casi riscontrati di mesotelioma alla pleura si spiegano anche con il record non invidiabile di produzione di amianto che deteneva l’Italia - secondo produttore europeo, con oltre 3,7milioni di tonnellate di amianto grezzo estratto dal 1946 al 1992 - che è stato prodotto e commercializzato in tutto il Paese con alcune situazioni interessate da
quantitativi davvero incredibili. Si va dal milione di metri quadrati delle coperture di edifici privati di Casale Monferrato (Al) ai 45milioni di m3 di pietrisco di scarto contaminato e utilizzato per il rimodellamento dei versanti e delle valli circostanti la miniera di Balangero (To), passando per i 90mila m3 di fibra in varie forme contenuto nello stabilimento produttivo di cemento amianto nella città di Bari, fino ad arrivare ai 40mila big bags contenenti rifiuti d’amianto prodotti fino ad oggi con la bonifica di Bagnoli a Napoli", danno la misura di come si sia operato in Italia e delle difficoltà di realizzare le aspettative della legge stessa. A ciò va aggiunto la lungaggine della burocrazia nel disporre i mezzi alla sua attuazione.

Ma il dato più sconcertante riguarda la salute di quanti sono stati o sono tuttora a contatto con le fibbre.
Innanzi tutto, il periodo di latenza del mesotelioma (tumore provocato dall'amianto) arriva fino a 40 anni, il che significa, per coloro che sono esposti, accorgersi anche dopo 40 anni del pericolo e comunque, sempre tardi.
Le malattie provocate dalla polvere d'amianto sono parecchie: mesotelioma pleurico,  asbestosi,   fibroma polmonare, lesioni pleuriche e peritoneali e carcinoma bronchiale. Nomi spaventosi, dei mali incurabili inequivocabilmente collegati alla sua esposizione.
Il problema, purtroppo, riguarda anche categorie di persone che hanno avuto contatto anche semplicemente lavando le tute degli operai. 
Che l’amianto sia nocivo per la salute umana è noto da sempre. Anche solamente circoscrivendo la nostra ricerca al periodo che va dalla seconda guerra mondiale al 1965 – anno nel quale fu promulgato il testo unico per molte parti ancora in vigore -, si possono elencare almeno 7 diversi interventi legislativi finalizzati alla tutela dei lavoratori a contatto con questo materiale: leggi e decreti per la tutela dei lavoratori a contatto con l'amianto.
Queste leggi e decreti indicavano chiaramente la pericolosità dell'amianto, ma la legge è arrivata solo nel 1992, fino ad allora si è continuato a estrarre e produrre manufatti con l'amianto sommergendo l'Italia di prodotti, usati nei più disparati settori, conteneti amianto.

Ma anche sul risarcimento dei danni non c'è da stare allegri: ci sono 50 milioni destinati alle vittime (30 governo Prodi 2008, altri 20 governo Berlusconi 2009) ma finora non sono stati utilizzati perché non è ancora stato approvato il decreto attuativo necessario a sbloccare e utilizzare il fondo.
 
TAG:  SICUREZZA  AMIANTO  TUMORE 

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