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contributo inviato da dalle nebbie mantovane il 1 maggio 2010

Buon primo maggio!


Una vaga idea di come andassero le cose nella Grecia di oggi, paese di cui noi altri non sappiamo e non vogliamo sapere niente tranne a che ora è il traghetto per Santorini e se sono più belle le spiagge di Ios o quelle di Rodi, me l'ero già fatta un mese fa leggendo per la prima volta un giallo dello scrittore Petros Markaris.
L'idea, letteraria finché si vuole ma purtroppo credibilissima, era quella di un paese tendenzialmente corrotto, con una polizia i cui metodi di interrogatorio risentivano molto dei bei tempi dei colonnelli, e una società molto arraffona e immersa nell'illegalità, un po' come il sud Italia ma senza mafia. Anche perché, nella posizione geografica in cui è, il suo problema sono le mafie straniere (balcaniche soprattutto) e i loro traffici di merci e soprattutto di esseri umani.

In questi giorni, volenti o nolenti, tutti coloro che vanno oltre il proprio ombelico, da Obama in giù, si stanno occupando e cominciano lentamente a capire qualcosa del problema greco.
La mia conclusione, al momento, è che in confronto alla Grecia l'Italia ha fatto negli anni sforzi enormi per modernizzarsi, ridurre l'economia in nero e i privilegi: certo col governo attuale non si può dire che la lotta all'evasione fiscale sia il suo primo pensiero, ma per fortuna abbiamo avuto premier come Amato, Ciampi, dini, Prodi che qualche risultato l'hanno ottenuto. E anche Brunetta, nonostante la faccia tosta e certe sue scoperte dell'acqua calda, ha la sua utilità in un paese dove furbi e fancazzisti sono sempre pronti a risorgere dalle ceneri.

Ci terrei, in modo particolare, a lodare La Repubblica (anche con le inchieste su Repubblica Tv , che tra tutti i quotidiani che consulto quotidianamente è l'unico ad essersi sforzato di andare oltre l'oggi contingente e l'economicismo più tecnico, di dare cioè uno straccio di spiegazione che vada oltre le emissioni di titoli e l'entità del debito pubblico ellenico.

Il 6 febbraio Repubblica aveva parlato dei conti pubblici greci, truccati (
http://www.repubblica.it/economia/2010/02/06/news/dossier-grecia-2204292/). "Se riuscisse a tassare appena un quinto dell'economia sommersa, grossomodo il 25% dell'economia reale, sarebbe già a buon punto", mi dice l'economista George Pagoulatos. Ma per quanto il governo stia cercando di restituire efficienza a ispettorati fiscali distratti o corruttibili, neppure l'ottimista Pagoulatos si attende di vedere salpare per le Bahamas la bianca flotta di panfili attraccata al Pireo, tanto vistosa quanto invisibile al fisco (su una popolazione di undici milioni, solo cinquemila contribuenti ammettono un reddito superiore ai centomila euro).

Qualche giorno fa il giornale aveva spiegato l'incredibile situazione fiscale greca, molto simile peraltro a quella italiana, che si poteva sintetizzare così: in Grecia c'è una metà - i fessi - che paga le tasse. E un'altra metà che non le paga perché denuncia introiti ridicoli. La prima metà tira la cinghia e dovrà tirarla sempre di più se Papandreou riuscirà a realizzare il suo piano di risanamento. La seconda metà è quella che spende, spande, gira in Suv e ha la barca al Pireo:
"L'economia in nero pesa per il 25,1% del Pil", ricordano con teutonica precisione all'università di Heidelberg. Le famiglie hanno una rete di protezione robusta (il loro debito è al 48% del patrimonio, ben al di sotto della media Ue). ... "Il fisco lo scorso anno ha provato a controllare a campione i 150 medici che abitano qua dietro, nelle case verso la collina di Kolonaki - racconta Helena Papadimitriou, studentessa di economia, al tavolino di un bar del quartier più "in" di Atene - Sa qual è stato il risultato? Che la metà di loro aveva un reddito inferiore ai 30mila euro e trenta ne guadagnavano meno di 10mila. Cifre ridicole, con cui da queste parti non ti paghi nemmeno il box per la macchina" (l'articolo in versione integrale è scaricabile su http://www.repubblica.it/economia/2010/04/24/news/grecia_sull_orlo_della_rivolta_sociale_ora_paghino_evasori_e_corrotti-3578330/index.html?ref=search).

Ieri approfondiva infine gli incredibili, inveterati privilegi di alcune categorie di pensionati (ci sono addirittura le figlie zitelle di dipendenti pubblici defunti, che prendono la pensione a babbo morto), di dipendenti pubblici viventi (troppi, assunti per ragioni elettorali, molti dei quali "lavorano" per enti inutili come la Commissione Kopais, authority incaricata di salvare l'omonimo lago prosciugatosi nel 1930) e non solo.
L'articolo completo su La Repubblica del 30 aprile:
http://www.repubblica.it/economia/2010/04/30/news/piano_austerity_grecia-3717105/

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