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contributo inviato da pierluigi bersani il 27 aprile 2010
Cara Cecilia,

le cose stanno come dici tu. Quella che descrivi è la sfida più grande per noi. Non può esserci una politica progressista senza un'idea e un sentimento di uguaglianza. C'è scarsa cittadinanza oggi, anche nella testa della nuova generazione, per quella idea. Parole come libertà, responsabilità, merito, diritti, ancorché ardue, sono tuttavia pronunciabili.
La parola uguaglianza lo è molto meno. Non pensare che sia una novità. Nella mia adolescenza, ad esempio, il classismo era senso comune. Poi l'aria rapidamentc cambiò; mai concedere qualcosa alla sfiducia! Affermare l'uguale dignità e libertà di tuttc le persone del mondo, comprese quelle che incontriamo alla porta di casa, è appunto un compito della nostra politica. La parzialità, la gradualità e il realismo delle soluzioni che la politica offre devono sempre illuminare e mai occultare i nostri valori di fondo. Hai ragione: i luoghi di socializzazione sono le palestre vere per far maturare nei giovani nuove convinzioni. Una discussione, un confronto che siano battaglia di idee: la scuola dovrebbe costruire spazi per tutto questo.
Non dimentichiamo tuttavia quello che possiamo fare noi. Rompendo qualche schema e qualche ritualità anche dove siamo forti e radicati. Anche lì bisogna farci trovare dove c'è il problema e combattere a viso aperto perché non trovi risposta in regressioni culturali e ideali. La ricorrente fine delle ideologie ne ha sempre fatte nascere di nuove. Berlusconismo e leghismo che cosa sarebbero mai? Dobbiamo ricordarci (e lo dico prima di tutti a me stesso!) che il nostro compito non è solo trasmettere scelte politiche o programmi ma un sistema di idee che viene prima. La comune umanità degli uomini, la loro comune dignità, sono la nostra vera cifra che dobbiamo rendere più visibile nel volto del partito che vogliamo costruire. In altre parole, l'idea di uguaglianza esiste negli uomini, esiste nelle persone (anche nei giovani!). Quando dorme, va risvegliata.


La lettera di Cecilia Alessandrini

Caro Segretario,

le scrivo dal cuore della regione più "rossa" d’Italia. Il centrosinistra qui ancora vince ma inizia ad essere in difficoltà. Nelle scuole ho constatato con sgomento il fastidio con il quale i giovani guardano alla povertà. Il povero non ispira più quel sentimento di compassione che spesso ha animato l’uomo davanti alle sventure di un suo simile; ora la povertà ispira fastidio, a volte disprezzo. Questo sentimento è il perno dell’attuale successo della Lega tra i giovani. Il problema non sono solo gli immigrati ma chiunque si dimostri un po’ meno "luccicante" di loro. La scuola non riesce ad arginare questa ondata di disprezzo perché non è attrezzata per contrastare il messaggio di agenzie educative molto più aggressive. La scuola ha bisogno di essere riorganizzata permettendo ai ragazzi di passarvi la maggioranza del loro tempo.
Questa è una sfida che noi, prima o poi, dovremo deciderci a raccogliere perché solo allora la Lega avrà davvero vita dura. Il clima di paura colpisce soprattutto le donne, vogliono persuaderci che il mondo è troppo pericoloso per noi. La paura costringe a chiudersi in casa, ad uscire solo se accompagnate da qualcuno, uomo ovviamente. Al centrosinistra serve il cuore per appassionare i giovani, il coraggio di aprirsi alla conoscenza di nuovi modelli di sviluppo e di diversi stili di vita, la coerenza di interpretarli con scelte e comportamenti personali. Quella stessa coerenza per la quale il mio bisnonno non andava in paese la domenica per non dover indossare la camicia nera, mio nonno partigiano ha combattuto in montagna e per la quale io scelgo, nel mio piccolo, di arrivare sempre in sezione in bicicletta.

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commento di Andrea Esausto inviato il 29 aprile 2010
Bersani è segretario da soli 6 mesi; quando si perdono delle elezioni, la responsabilità è indubbiamente attribuibile al segretario e a tutta la dirigenza del partito. Non nascondiamoci però che la continua rivalità interna e le azioni incrociate (più o meno scoperte) delle correnti (chiamiamo le cose con il loro nome) ha portato, in alcuni casi (vedi il Lazio) a non sostenere con forza e convinzione i candidati. Sull'UDC sono d'accordo, un'alleanza a tutti i costi non piace nemmeno a me (su quale programma, poi? per mettere in pratica cosa?) e certo le strategie di comodo di Casini e colleghi non sono un punto su cui fare affidamento. Non dimentichiamo però (ma non è una scusante, semplicemente un fatto) che il PD, da quando è nato, non ha avuto un tempo sufficiente per consolidarsi ed aprirsi al Paese per competere appieno : Primarie fondative del 14 ottobre 2007, caduta del Governo Prodi, elezioni anticipate, sconfitta alle politiche, dimissioni del segretario, segreteria temporanea, elezioni europee perse, congresso, primarie, elezioni regionali.
commento di micvox inviato il 29 aprile 2010
Io non critico Bersani, pretendo che faccia il Segretario! Che decida, che sia in grado di coinvolgere le persone, che abbia l'umiltà di confrontarsi, che sappia ascoltare voci nuove, che comprenda dove nel partito ci sono risorse importanti e dove si lavora con altri fini, che dia delle linee, che metta in condizione i circoli di lavorare con serenità!
Io ho partecipato al congresso e non ho votato per Bersani. Tutte le persone entrate nel PD che io conosco che prima non erano iscritte ad alcun partito, hanno votato o per Franceschini o per Marino. Nel mio circolo hanno votato in massa i vecchi "compagni" per Bersani. Io accetto e mi va bene. Per 4 anni Bersani è il mio segretario. Gli chiedo di farlo! di giocarsi puntando su un'idea, su una linea, di rischiare. Lui ha l'umiltà di dire "sulla strategia mi sono sbagliato. Ho vinto un congresso nel nome dell'alleanza con l'UDC e ha fallito. Ricominciamo. Ora si lavora sodo sull'ideantità! forza!" ? Io dopo le elezioni non ho sentito questo... ho sentito farfugliare altro... vedo che negli ultimi giorni si sta provando a raddrizzazre la barra... ben venga!
commento di Anpo inviato il 29 aprile 2010
Prego
commento di Andrea Esausto inviato il 29 aprile 2010
Mi permetto di dubitare che Binetti ed altri fossero entrati nel PD perché credevano fortemente nel progetto del Partito Democratico. Lo dimostra il fatto che non appena si è tenuto un regolare congresso, alcuni esponenti hanno detto di stare nel PD con un forte disagio. Quando poi l'esito non è stato quello da loro sperato, Rutelli, Lanzillotta, Lusetti, Carra e non ricordo chi altri, hanno lasciato il partito, alcuni per approdare nell'UDC (più coerentemente, secondo me), altri fondando l'ennesimo partitino, l'API. Poche considerazioni :
1) Se si è creduto fortemente in un progetto tanto da essere stati tra i promotori, non capisco il disagio (e cmq i problemi semmai si affrontano a viso aperto, non con gli sgambetti continui, le frasi sibilline, le dichiarazioni estemporanee);
2)Se si riteneva così nefasto un certo esito (la vittoria di Bersani) la personalità politica più forte di quell'intera area, Rutelli, poteva benissimo candidarsi a Segretario del partito per conquistarne la guida;
3) Non ha vinto quello che piace a me, non gioco più, me ne vado. Legittimo, però si è tante volte detto che dopo un passaggio così importante, democratico, aperto, si accetta il vincitore e si lavora tutti assieme per la riuscita del progetto politico; così non è stato con Veltroni, così non é con Bersani;
4) Bersani è stato eletto con il 55% dei voti; c'erano altri 2 candidati. Quelli che oggi così tanto criticano, hanno votato alle primarie? Se no, di cosa si lamentano?
commento di dollaro07 inviato il 29 aprile 2010



non ricordavo il nome di quel sindaco di Firenze, di centro sinistra, autore

dell'ordinanza antilavavetri.Grazie.
commento di Anpo inviato il 28 aprile 2010
Dominici questo era il nome del sindaco è stato uno dei tanti beoti che hanno infestato al sinistra (dichiarare che il provvedimento sui lavavetri si ispirava a Lenin è la prova più fulgida della sua dabbennagine).

Berlusconi e Bossi seguendo non Dominici ma la loro ragione sociale hanno fatto di peggio dando ai sindaci un potere di ordinanza che non sanno gestire e che infatti la magistratura boccia di continuo ritenendo ileggittimi i loro provvedimenti.
commento di dollaro07 inviato il 28 aprile 2010

Infatti davano fastidio i lavavetri nela civilissima Firenze amministrata da

una giunta di centro-sinistra ( quella prima di Renzi)

Ci fu una Ordinanza del Sindaco (2007?) che vietava di lavare i vetri delle

auto.

I lavavetri sorpresi ai semafori per l'aministrazione dovevano essere

puniti per inosservanza dell'art.650 del codice penale!!

Cioè per l'amministrazione commettevano un reato e dovevano essere puniti con

un sanzione penale.

Poi la civilissima Procura fortunatamente ritenne che non si poteva punire

con una sanzione penale il lavoratore sorpreso a lavare i vetri.

E MENO MALE!!!!


Poi invece le elezioni le ha vinte la destra che ha proseguito sulle

indicazioni di quella amministrazione "progressista".


Il governo Berlusconi ha riformato l'art.54 del testo unico enti locali ed i

sindaci leghisti si sono sbizzarriti.

In alcune città gli extracomunitari non possono nemmeno dormire sulle panchine.

commento di versoest inviato il 28 aprile 2010
Carissimo Micvox, con ragione pretendi il diritto di critica e di discussione, sono l'ultimo che pretende di negarlo. Quando la critica è costruttiva e porta a un dibattito sereno sugli argomenti in discussione è sempre positiva. Nel merito, l'errore di cercare l'appoggio dell'UDC è, a mio avviso, attribuibile alla speranza che questo partito si dimostrasse coerente in tutte le Regioni cosa che non corrisponde alla visione opportunista di Casini delle occasioni elettorali, grave è che questa ambiguità fosse già evidente perchè dichiarata. Grandi alternative a questo tentativo non mi pare ce ne fossero: la sinistra è extraparlamentare, i verdi non esistono i radicali sono scomodi per molti, IDV e i movimenti sono bravissimi nel fare danni. Certo l'identità del partito e la sua azione politica sono fondamentali, credo, però, che tu sottovaluti, hai dichiarato tu stesso di non provenire da un partito "precedente" il PD, le contrapposizioni di pensiero e soprattutto di potere che queste significano. Una presa di posizione chiara, netta definitiva su argomenti come diritti civili, laicità dello Stato, principio di solidarietà,scuola e sanità pubblica, riforme Istituzionali, riforma dello Welfeare e dei contratti di lavoro, ho l'impressione, siano un motivo di separazione e non di unità. Hai ragione anche per quanto riguarda il ruolo della base, costretta a non esprimersi per mancanza di comunicazione e abbandonata all'improvvisazione.
commento di Pino1954 inviato il 28 aprile 2010
Micvox, se leggi bene non ho parlato di sbattere fuori chi esprime critiche, altrimenti sarei già andato nel PDL.
Io dico che chi non si riconosce nella linea del partito, o addirittura con i veti impedisce che questa linea si formi, ponendo questioni dirompenti che non possono trovare composizione, è giusto che vada altrove. Binetti era un esempio di queste posizioni ed ' sacrosanto che se ne sia andata. Ma mi pare normale. Anime contrapposte, non disponibili a mediazione, sono la morte di un partito.
Quanto poi al dubbio che il PD non esprima una linea, non perchè ci siano veti incrociati ma perche' Bersani è inadatto o non all'altezza, è una possibilità, nemmeno tanto improbabile, ma se è cosi' peggio mi sento.
Se devo dirla tutta io credo che Bersani abbia espresso una linea che gli è stata imposta, e che magari ha pure condiviso. La vicenda della Puglia e la posizione di D'Alema in quel frangente per me ne sono la conferma.
Come dici tu, la stupida strategia di cercare le alleanze prima di avere un programma, è stata sconfitta, ma in questa storia vedo tanto lo zampino di Baffino.
Comunque potrebbero essere valide entrambe le possibilità. Se è vera l'ipotesi mia e di Versoest, abbiamo la flebile (molto flebile) speranza che l'uomo si ravveda. Se è vera la tua, non abbiamo speranze.
commento di micvox inviato il 28 aprile 2010
scusate ma io fatico a capire...
voi credete veramente che il problema siano i vari capicorrente? Bersani ha avuto il 65% di consenso. Ha dettato chiaramente una linea che è stata bocciata dagli elettori (allenaze prima di identità e costruzione dell'alternataiva con l'UDC). E' uscito con un'analisi del voto nemmeno condivisa dal gruppo dirigente del partito (tanto che 5 minuti dopo sono arrivate le prime smentite).
E smettiamola di dire che chi pone una critica se ne deve andare! e smettiamola di dire che chi pone delle critiche è un Rutelliano o Binettiano! se fossimo semplicemente delle persone che sono entrate nel PD credendo in questo progetto e che vogliono dare il proprio contributo per costruirlo?
Siamo certi che il problema sia che Bersani ha una linea forte, ma purtroppo gli altri non gliela fanno esprimere?! scusatemi.. sarà che io non provengo da alcuna esperienza di partito precedente ma io di queste discussioni mi sono rotto le scatole. Il Segretario deve dare la linea. Punto. La domanda è: è in grado? Io semplicemente osservo: a me, al mio circolo, non arriva alcuna linea da proporre in mezzo alla gente. Se facessi un volantinaggio davanti alle fabbriche non saprei cosa dire. Ritorno sull'acqua. So bene cos'ha detto Bersani. Gli faceva schifo, mentre costruiva la giustissma proposta elaborata e costruttiva, dare un segnale di vicinanza al movimento e dare una mano a raccogliere le firme? tanto i circoli di tutta iItalia lo fano ugualmente! gli piace così tanto essere smentito dalla sua stessa base. Io andrò a raccogliere le firme per abrogare e qualora il PD debba raccogliere le firme sulla proposta, raccoglierò anche quelle! E credo in questo modo di contribuire a dare, a livello locale, avvicinandomi a chi si batte per queste lotte, quella credibilità che il livello nazionale non sta dando.. gli altri partiti fano il contrario: vivono a livello locale della rendita del livello nazionale.. noi dobbiamo lavorare a livello locale NONOSTANTE il
commento di Pino1954 inviato il 28 aprile 2010
Caro Versoest, credo tu abbia colto nel segno. Hai messo in risalto quella che probabilmente è la causa fondamentale della mancate risposte alle numerose e reiterate richieste di definire una linea di partito ed un programma.
A prescindere dalla reale volontà di Bersani, sono anche io dell'idea che la tragica realtà sia come la descrivi.
L'unica cosa da sperare è che Bersani trovi il coraggio di rompere il cerchio mettendo tutti di fronte alle loro responsabilità, in maniera scoperta e palese.
Chi non si riconosce nel partito, (con rispetto ovviamente alla normale e democratica dialettica, anche aspra, e della libera circolazione di idee) chi intende forzarne la natura con idee e posizioni redicalmente incompatibili (V.ex-Binetti), vada fuori. Altri entreranno al loro posto.
Solo così si potranno liberare le energie positive e innovatrici che il PD sicuramente possiede.
commento di versoest inviato il 28 aprile 2010
Carissimi tutti e in particolare Bersani, il nostro Segretario ha avuto un consenso dai circoli importante, il mandato dovrebbe avere, perciò, l'autorevolezza dovuta al rispetto della volontà di tutti noi di perseguire un disegno politico unitario. Purtroppo non è così, quotidianamente, per ogni iniziativa presa o annunciata, il Segretario deve convocare la nomenclatura del partito per spiegare meglio quello che intende e per ricevere in cambio i "consigli" su come agire. Delle due l'una: o Bersani è Segretario solo di se stesso o le divergenze sono tali che il partito risulta, ingovernabile e , soprattutto, incapace di esprimere una posizione definitiva che permetta una strategia unitaria a lungo termine che lo definisca con chiarezza diverso e alternativo alla destra. Caro Segretario, non vi è nulla di più importante dell'unità del partito ed è ammirevole il tuo sforzo di mantenerla, ma è l'intento di tutti? Mi permetto di fare un invito che so inutile ancor prima di formularlo: sig. Marini e amici di Rutelli superstiti, esponetevi una buona volta! dichiarate ciò che volete, chi siete, credete nel PD? La strana accoppiata Veltroni/D'Alema intende imporre il dialogo con Berlusconi, bene, credo però che non possano essere loro a dettare le condizioni dopo le conseguenze disastrose dei loro personali tentativi di approccio con il cannibale di Arcore.
commento di Andrea Esausto inviato il 28 aprile 2010
Micvox, in effetti la partecipazione non sembra proprio dirompente :-) sulla faccenda della privatizzazione dell'acqua (a proposito di temi seri e concreti), capisco la tua contrarietà all'atteggiamento del PD. Troppi anni di distinguo, di SI, MA, di No, MA VEDIAMO hanno scoraggiato ed allontanato molti di noi. Ma Bersani ha spiegato che la proposta di legge è un mezzo per far passare norme più incisive ed articolate, in modo da correggere le stirture. Un referendum abrogativo potrà anche eliminare il decreto Ronchi, però non aggiunge nulla e non si possono apportare modifiche in tema di monitoraggio degli acquedotti, riparazioni della rete, risparmio e maggiore efficienza, ruolo dello Stato e degli enti locali come controllori (di una eventuale affidamento gestionale con resoconti obbligatori e sanzioni precise, non certo una privatizzazione dell'acqua come bene pubblico primario, totale e deregolamentatoria). Ho letto che l'obiettivo è 1.000.000 di firme. Il tema va portato però con forza nel partito, partecipando, incalzando e contrastando la classe dirigente, se necessario.
commento di micvox inviato il 28 aprile 2010
considerazioni sul fatto che a leggere queste righe sembra che siamo in 4 o 5 a parte (e sicuramente fra questi non ci sono i nostri dirigenti nazionali), cerco di andare sulla buona fede. Comprendo Bersani: lui ha fatto il Presidente della Regione, il ministro, ha spesso avuto ruoli di governo. Ora si trova a fare il capo dell'OPPOSIZIONE ed è una cosa che non gli appartiene. Non sa come si fa probabilmente. Allora cosa fa: in nome della costruzione di un'alternativa di governo, fa il partito di governo anche dall'opposizione! Come se il PD debba dimostrare di essere un partito responsabile ecc... Io ho l'impressone che siamo più realisti del re: il partito che in questo momento viene spacciato per il perno di equilibrio del sistema politico italiano è la Lega, che è l'unico partito che dice A a Roma e B in tutte le altre sedipur essendo al governo, e tutti la portano come bandiera di responsabilità, di buona amministrazione e noi che siamo all'opposizione ci facciamo dei problemi a dire qualcisasi cosa?! Esempio: sull'Acqua pubblica capisco l'ipotesi di una proposta di legge, ma quanto ci vorrà per elaborarla? non si poteva fare che nel frattempo si raccolgono le firme, se poi presenti una proposta di legge meglio! così sui territori si inizia a discutere (bisognerebbe coniare un nuovo modello: il partito di lotta e di alternativa)! Così il PD ha perso l'occaisone di dire qualcosa di forte, con i soliti distinguo, perdendo credibilità di fronte ai movimenti; e molti circoli stanno aderendo autonomamente (così farà il mio!). Oppure: continuo a sentire che "le nostre proposte di riforma sono in parlamento".. ma chi le conosce?! se le conoscessimo potremmo iniziare a fare politica sui territori! sul lavoro ci sono 4 disegni di legge! devo venire a sapere dal sole 24 ORe i temi su cui il mio partito vuole costruire con me (iscritto) l'agenda dei prossimi anni...
c'è tanto da lavorare...
ma la foresta cresce... il grande albero non la sente nemmeno più.. ma la fo
commento di scompala inviato il 28 aprile 2010
CARA CECILIA NON HAI ANCORA CAPITO CHE NON CI SONO DIRIGENTI ALL'ALTEZZA
GENTE CHE SAPPIA FAR RIBOLLIRE LA COSCIENZA ALLA GENTE
BERSANI FA DORMIRE ALTROCHE' !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
commento di Andrea Esausto inviato il 28 aprile 2010
Si, Pino, ci siamo un po' accavallati :-) Comunque condivido il tuo ultimo intervento. E' un po' quello che dicevo prima sulle primarie un po' quà e un po' là, dove si e dove no, con forzature a non ricandidare alcuni e a far planare altri per la terza volta. Insomma, è chiaro che poi le persone, con tutti i problemi che hanno, con la crisi, e vedendo questo spettacolo meschino non votino per noi o non votino affatto. Un saluto
commento di Pino1954 inviato il 28 aprile 2010
Andrea i nostri commenti si sono un pò accavallati.
Concordo sulla tua risposta al mio primo intervento.
Però anche qui debbo rilevare che non siamo ne carne ne pesce.
Le primarie, una delle poche cose su cui il partito si è espresso e su cui fa leva, viene trattata in maniera equivoca e non chiara. A volte sembrano più uno strumento di propaganda da sventolare all'occasione e secondo convenienza (dei disegni della direzione del partito) , che una precisa scelta di fondo nella gestione del partito.
Anche questo a mio avviso disorienta.....
commento di Andrea Esausto inviato il 28 aprile 2010
Il forte astensionismo alle ultime elezioni regionali (un 7-8% di media nazionale con punte del 13% qui nel Lazio) credo sia dipeso oltre che dalla generale sfiducia nella politica e nella sua capacità di risolvere i problemi, anche dalla scarsa aderenza di una campagna elettorale ai temi importanti per la vita della Regione che, non dimentichiamolo, è un ente locale molto importante, con competenze di peso e bilanci molto corposi. I delusi del centrosinistra, le fasce deboli, i lavoratori, non hanno trovato una valida alternativa al potere consolidato di Formigoni, di CL, etc.(e credo in parte alla buona amministrazione, ma ne so troppo poco per potermi pronunciare, posso solo supporre che alcune cose positive le abbia realizzate in 15 anni). Penati aveva già perso 9 mesi fa la guida della Provincia di Milano (ed aveva vinto nel 2004 per la divisione del centrodestra). Nulla togliendo anche a lui e alle cose pur positive che suppongo abbia fatto tra il 2004 ed il 2009.
commento di Pino1954 inviato il 28 aprile 2010
In relazione al mio commento precedente vorrei poi osservare che la mobilitazione della gente si ottiene dandole delle motivazioni, proponendole delle idee, indicandole un programma credibile, organizzandole gli sforsi in maniera che non si senta isolata ma si senta parte di un disegno condiviso.
Dare la carica! in maniera non populistica ma su basi concrete e su una idea di politica che ridia entusiasmo a chi ha voglia di impegnarsi.
Siamo come piazzisti che fanno vendita porta a porta senza avere niente da proporre. Cosa andiamo a vendere ? Le nostre idee personali ? Ma per piacere !
Come ho giò osservato in un altro blog, Bersani mi da l'idea di un medico che, scrollando il testone, ti ha appena dato una bruttissima notizia.
Ma promettendoti che rifletterà su come aiutarti....
Stiamo stimolando il PD da anni su questo punto. Consolidate una identità di partito ed un programma !
Macchè ! L'ultimo dei pensieri....!
Ieri sera Cacciari a "Parla con me" ha detto qualcosa del tipo : io ho dato gli stessi suggerimenti per dieci, venti volte ma , dagli oggi e dagli domani, alla fine mi sono stufato e ho pensato : fate un po' come volete....
Sinceramente, dentro di me, ho lo stesso sentimento.
commento di Andrea Esausto inviato il 28 aprile 2010
Pino, non si tratta tanto di ascoltare le risposte del segretario (che ci diano ragione o meno poco importa, ciò che conta è l'identità del Pd ed il suo programma). Su Renzi, Serracchiani e Civati sono d'accordo, li ho ascoltati più volte e mi trovo d'accordo su molte cose da loro dette. Renzi, infatti, si è candidato alle primarie contro l'apparato tradizionale del PD e non solo le ha vinte, ma è diventato sindaco di Firenze. Il suo mi pare un esempio validissimo, da ricordare anche nei prossimi anni (poi sul suo operato valuteranno e decideranno i cittadini di Firenze). Su Civati l'unica cosa che mi lascia perplesso, proprio alla luce dell'esempio di Renzi, è perché mai, visto che le primarie sono previste nello Statuto del Pd per la selezione e la scelta dei candidati alle cariche istituzionali, non abbia provato a fare lo stesso percorso. Certo bisogna avere anche del denaro, una rete di sostegno e tanta militanza attiva. Probabilmente è ancora meno forte rispetto a Vendola. Però rimane il fatto che Loiero le ha pretese le primarie. Altri, che io sappia (se sono maleinformato me ne scuso e sono pronto a ricredermi) non hanno mosso paglia. La credibilità del Pd si gioca anche sul rispetto delle regole interne e sulla coerenza nell'uso di uno strumento che tanto si è esaltato.
commento di Pino1954 inviato il 28 aprile 2010
Non possiamo continuare ad ascoltare risposte di un segretario di partito che ci danno ragione, che fanno diagnosi sulla situazione e ci parlano delle nostre sfide, senza mai far vedere uno straccio di azione o di iniziativa per cambiare.
Andrea Esausto scrive : "Nè si può invocare il ricambio generazionale senza partecipare attivamente, cercando di incidere (ad esempio iscrivendosi al partito e portare idee nuove, votando magari persone diverse alla prossima occasione) ". Andrea, io penso che le persone con le idee ci sono già e hanno già fatto il cammino che auspichi.
Sono i vari Renzi, Civati, Puppato .... Solo che non vengono valorizzati. La Serracchiani l'hanno mandata in Europa... Il cambiamento auspicato del PD viene già dal basso, ma viene tenuto con la testa sott'acqua.
Nella migliore delle ipotesi, queste persone sono fatte crescere ma, se sono un po' dirette e controcorrente sono tenuti ai margini come Chiamparino e Cacciari. Alla direzione sono sempre i soliti, che hanno tessuto una rete soffocante e non non mollano. Hai voglia a spingere da sotto.
commento di Andrea Esausto inviato il 28 aprile 2010
Volevo precisare che non credo in assoluto alla superiorità delle donne, ma so per certo che sono mediamente migliori degli uomini in tutti i settori, nonostante la disparità di condizioni. Detto questo, mi domando se il PD abbia sostenuto convintamente, anche in queste elezioni regionali, le candidate ai vari Consigli Regionali. Per tornare al metodo di selezione delle candidature, ci sarebbe da decidere una volta per tutte se le primarie (se non sbaglio sono nello Statuto) siano un esercizio di stile per mostrarsi politicamente corretti oppure un principio di partecipazione democratica valido sempre. Lo spettacolo offerto prima di queste elezioni non è stato edificante : candidati impostisi, primarie a macchia di leopardo, rimozioni forzate a causa di divisioni interne (come al solito), conferme di lungo periodo piovute dall'alto, clamorose sconfessioni di candidature proposte dal PD. Non è un buon sistema per riavvicinare i cittadini alla politica, tantomeno gli elettori di centrosinistra ai propri partiti di "riferimento" (una volta, forse).
commento di Andrea Esausto inviato il 28 aprile 2010
Concordo con micvox che per poter parlare a testa alta e voce chiara di merito bisogna applicarlo noi per primi. Mi dispiace doverlo ribadire, ma secondo me finora la cooptazione è stato il metodo scientificamente perpetuato dal PD e dal centrosinistra.Di rappresentanza femminile mi piacerebbe parlare; nel Lazio, regione nella quale io ho vivo ed ho votato, su 15 eletti del PD non c'è neanche una donna. Non personalizzo mai, ma a parte il fatto che quei 15 sono tutti (o quasi) assessori e consiglieri uscenti (non vedo dove sia la capacità del PD di esprimere rinnovamento e ricambio di rappresentanza), mi domando : possibile che nel Pd del Lazio gli uomini siano tutti più capaci e meritevoli delle loro colleghe? Ho seguito un'interessante analisi del voto fatta dal sociologo Carlo Buttaroni ed é emerso che le donne più adulte hanno votato in maggioranza per la Polverini, mentre quelle più giovani hanno votato per la Bonino in misura minore dei loro coetanei maschi. Da anni leggo ed ascolto esperti dire che, mediamente, le donne non votano le donne. Francamente mi sembra un mondo alla rovescia.
commento di Andrea Esausto inviato il 28 aprile 2010
Caro Segretario, tu dici, fra le altre cose, "la scuola dovrebbe costruire tutto questo"(riferito ai luoghi di socializzazione dove i giovani possano confrontarsi e fare una battaglia di idee. Bersani, io ti stimo e ti apprezzo, però mi pare che ignoriate del tutto le condizioni disastrose in cui si trova la scuola, a cominciare dalla salute degli edifici, i luoghi fisici che dovrebbero garantire l'incolumità di chi vi lavora e vi studia. A parte la cronica mancanza di fondi (la sinistra ha una grave responsabilità nel non aver invertito la tendenza dei finanziamenti, oggi c'è una pateria sconfinata per la Gelmini), tieni presente che molte volte quei giovani dei quali parli allagano la scuola per evitare il compito in classe di greco o un'interrogazione. Altro che cittadinanza, responsabiulità e merito. Se ne avrò l'occasione, racconterò degli episodi riguardanti la scuola che secondo me danno il segno di come siamo messi; e siamo messi molto male, te lo assicuro.
commento di domenico1971 inviato il 28 aprile 2010
Si è svolto ieri (21 aprile), l’incontro a Roma presso l’Unione Industriale, tra le segreterie nazionali e territoriali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, le Rsu S e i rappresentanti di Ericsson Italia, per discutere della riorganizzazione della funzione ricerca e sviluppo, alla luce degli esuberi dichiarati (115, di cui 85 solo a Genova). Il fatto è tanto più grave per la nostra città in quanto l’azienda ha firmato l’accordo con gli enti locali per il trasferimento agli Erzelli. Anche su questo si pretende chiarezza rispetto al progetto che il gruppo ha in proposito.

Le organizzazioni, si legge in una nota, "da tempo sostengono la necessità di un forte investimento sulle attività di ricerca, già oggetto nel passato di pesanti tagli, su assunzioni di nuovi giovani ricercatori, su un piano di valorizzazione e formazione dei lavoratori. Il tutto dentro una discussione più generale sui perimetri delle attività oggi lavorate in house e che – come sindacato – denunciamo essere a rischio, attraverso un ricorso spregiudicato a ditte esterne e consulenti".

"A tutto ciò l’azienda si è resa indisponibile e ha confermato che al momento il piano di riorganizzazione coincide esclusivamente con un ulteriore taglio di posti di lavoro". I sindacati quindi "non intendono proseguire il confronto in sede sindacale, ma presso il ministero del Lavoro. Al fine di spingere l’azienda a modificare i propri atteggiamenti le segreterie nazionali hanno dichiarato lo stato di agitazione di tutto il gruppo. Il giorno 30 aprile nelle principali piazze delle città dove ha sede Ericsson le delegate e delegati di Ericsson insieme alle strutture territoriali si svolgeranno presidi e volantinaggi per informare la cittadinanza delle gravi scelte di Ericsson
commento di domenico1971 inviato il 28 aprile 2010
“La Moka Express, la famosa macchinetta da caffè con ‘l’omino coi baffi’, rischia di non essere più un prodotto fatto in Italia. Infatti, la proprietà della Bialetti vuole delocalizzare interamente il ciclo produttivo in Cina e conservare solo il marchio". A denunciarlo in una nota è il segretario nazionale della Fiom Cgil, Giorgio Cremaschi.

"Tutto ciò - si legge nella nota - oltre a determinare la chiusura della fabbrica e il licenziamento delle lavoratrici e dei lavoratori occupati presso lo stabilimento di Omegna, rappresenterebbe un danno incalcolabile per l’immagine industriale del nostro Paese. Uno dei prodotti che rappresentano la cultura e il modo di vivere dell’Italia, che entra in tutte le case, sarebbe fatto in Cina”.

Secondo Cremaschi, "la Regione Piemonte e il Governo nazionale sono oggi di fronte a un banco di prova concreto rispetto alla volontà di conservare il sistema manifatturiero in Italia e di impedire delocalizzazioni disastrose per il lavoro e per l’immagine industriale del nostro Paese. Per questo - aggiunge il segretario - la Fiom nazionale ha assunto la vertenza Bialetti come simbolica della difesa del made in Italy e ha espresso piano sostegno a tutte le iniziative dei lavoratori”.

Domani, martedì 27 aprile, le lavoratrici e i lavoratori della Bialetti di Omegna (Verbano-Cusio-Ossola), 120 dipendenti diretti più l’indotto, manifesteranno a Torino, in piazza Castello, sotto la sede della Regione Piemonte. Nel corso della manifestazione, verrà preparato e offerto caffè con la Moka Express.

Dopo l’offerta pubblica di caffè, una delegazione dei lavoratori e dei sindacati territoriali di Omegna incontrerà il presidente della Regione Piemonte, Cota, per chiedere un intervento attivo dell’Istituzione regionale affinché la produzione non sia delocalizzata.

Mercoledì 28 aprile, presso il ministero dello Sviluppo Economico, si svolgerà a Roma un incontro nazionale sulla vertenza; incontro in cui verrà chiesto al
commento di micvox inviato il 28 aprile 2010
Caro Segretario,
concordo con lei su molti punti però mi chiedo: responsabilità, merito... siamo sicuri che noi del PD abbiamo l'autorevolezza per parlare di merito? come dimostriamo ai cittadini, e anche a noi iscritti, che il partito gestisce per primo le proprie dinamiche interne attraverso questi principi? io sono Lombardo.. mi vuol far credere che l'ultima candidatura a Presidente della Regione seguiva questi criteri?
Il PD oggi funziona per cooptazione. E' un modo di selezione della clase dirigente. Per me non ci garantisce la possibilità di selezionare il merito. Non mi scandalizza. E' una scelta che state portando avanti come classe dirigente di questo partito. E' una scelta contro cui mi sento di lottare nel partito proprio perchè credo che ci sia bisogno di altro.
Riguardo alla lettera: le chiedo scusa se oso... ma ho l'impressione che sia tanta e tale la distanza fra voi e chi vive ogni giorno in mezzo alle persone di cui parla Cecilia, che lo faccio. Vi capisco perchè voi siete cresciuti in un'Italia diversa. E avete elaborato categorie che hanno costrito la vostra identità politica e quando avete bisogno di certezze vi aggrappate a quelle. Riportare il tema dell'uguaglianza è, a mio avviso, sintomo di questa lontananza. Il tema è, semmai, quello della diversità! Ancora puntare al "siamo tutti uguali" è inefficace, perchè la diseguaglianza è evidente.. non foss'altro per motivi estetici: il colore della pellle! per non parlare della lingua, i costumi, la cucina, gli odori. E' la diversità che dobbiamo imparare ad elaborare. Il tema è semmai quello dell'inclusione, della costruzione di un nuovo patto sociale che comprenda anche gli stranieri, che costruisca, da oggi, una storia in cui tutti ci si possa riconoscere... che ritorni a far percepire un territorio dove ci sono degli stranieri sicuro, sia per noi che per loro... perchè la paura esiste, negarla non ci aiuta a farla scomparire!
Caro segretario...
chissà se mai leggerà questi comment
commento di domenico1971 inviato il 28 aprile 2010
io da sindacalista le cosiglio di battere sui veri problemi sociali come il lavoro,la disoccupazione,la precarieta', i contratti a breve termine che stanno diventando una piaga.

le consiglio di parlare della gente che dopo 40 anni di lavoro e contributi versati non c'e'la fa ad'arrivare alla fine del mese in modo dignitoso.

tremonti ha detto che le banche italiane hanno retto meglio delle atre europee , ma non dice che non danno piu' credito alle piccole e medie aziende che rischiano di scomparire.

la crisi e stata solo delle banche, che se si facesse come una volta che chi risparmiava metteva i soldi nel cuscino? le banche sparirebbero no? allora perche loro non devono aiutare le imprese a sopravvivere?

bisogna pensare alla hgiustizia dice berlusconi,certo a lui interessa soprattutto quello perche rischia di finire al fresco con tutti gli imbrogli che a combinato da imprenditore.

bisogna pensare al lavoro prima, perche' se non girano i soldi con il consumo tutto quanto e inutile.

industrie come la bialetti, sta pensando di trasferire la produzione in cina, e i lavoratori italiani? disoccupati naturalmente vero? ma il governo cosa fa?

pensa alla giustizia, al federalismo, ad' inviare milioni di euro di soldi pubblici in giro per il mondo, e poi non ci sono i soldi per aiutare i lavoratori.

lui pensa al ponte sullo stretto,per lui e importante questo, non e importante attivare i nuovi ospedali costruiti in giro per l'italia con macchinari ancora imballati che aspettano di essere usati, poi negli ospedali non si trova un posto letto neanche a pagare oro,e una vergogna totale....
commento di Anzalone.Michele inviato il 27 aprile 2010
Spero che questi miei commenti raggiungano qualcuno come il messaggio in una bottiglia. Io non disprezzo questo partito, io credevo nel pD ma questo non è il pd è... boh... non è NIENTE. Non è qualificabile perché non sta facendo niente, niente che si possa giudicare. Dove siete tutti quanti? Quanti parlamentari del pd ci sono fra camera e senato? Cosa fate tutto il giorno?
commento di Anzalone.Michele inviato il 27 aprile 2010
Detto questo non so come commentare questa risposta. E' una risposta?
Mi sembrano tanti "ancorché" "si dovrebbe fare" "c'e' scarsa cittadinanza"... somiglia alla frase "C'è crisi" che dicono i vecchi per scaricarsi le proprie angosce.
Poi tanti buoni auspici contro "regressioni culturali" generalizzate attribuite a vaghe "agenzie educative". A parte che se lei non fosse stato il segretario di questo partito, questa lettera non gliel'avrebbero neanche pubblicata: e' scritta in un linguaggio criptico, sembra quasi che si stia avvitando su se stesso e sui propri pensieri. La lettrice vuole risposte.

Vanno bene le idee ma il vostro compito è costruire politiche e programmi. Punto. La situazione è questa, la regressione culturale c'è, è un dato di fatto e dovete confrontarvi con questo problema. Tutti noi nel nostro piccolo cerchiamo di combatterla con i nostri mezzi. Lei è un politico è ha dei mezzi che le competono: politica e programmi. Non puo' negarlo questo problema, non potete fare finta che non ci sia la regressione culturale e non potete utilizzarla come alibi per i vostri fallimenti, "non ci votano perché non ci capiscono". Voi avete il vostro ruolo, combattetela con azioni concrete, banali, scontate, evidentemente giuste, di palese buon senso. Tenetevi nel cuore i vostri sentimenti, le vostre idee tenetele bene a mente, ma concretizzate o questi rimarranno dei farfugliamenti.
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27 febbraio 2008
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