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contributo inviato da DavideCiaccia il 20 aprile 2010

Sono un democratico. Non sono un elettore del PartitoDemocratico.

Evidentemente c’è qualche problema.

Quasi digiuno di politica mi sono avvicinato al PD, il PDche andava costruendosi, quello che rappresentava una sfida ed una speranza peril paese. L’ho votato nel 2008, convinto che quello fosse il mio partito, lamia casa.

Sono stato a Cortona a Settembre dello stesso anno, ho vistoil vero PD, quello dei giovani che hanno organizzato la manifestazione, quellodei giovani e dei  “non più giovani” chevi hanno partecipato, quello che parlava di buona politica. Quello che formava,quello che invitava Morin, Rifkin, Rampini, Fitoussi.

 

Da lì, il nulla.

 

Io, da democratico, mi sento defraudato del mio partito, dalmio partito.

 

Mi sento defraudato diun partito che ha perso il senso iniziale della sfida per il quale è nato.

 

Mi sento defraudatodell’idea di un partito che aspirava a rappresentare la maggior parte delpaese: ma alla fine è vero, perché fare lo sforzo se possiamo appaltare queivoti all’UdC a destra ed a SEL ed IDV a sinistra?

 

Mi sento defraudatodell’idea di un partito pragmatico, senza bizantinismi: un partito che pereleggere un segretario politico consulta gli iscritti, e che, per eleggere ilcandidato premier, governatore, sindaco APPLICA SISTEMATICAMENTE IL MECCANISMODELLE PRIMARIE, un partito che decide in direzione e non si scanna suigiornali, a tutti i livelli.

 

Mi sento defraudatodell’idea di un partito che può “tirare fuori le palle” e dire a Bagnasco,Ruini e compagnia che NON POSSONO PERMETTERSI DI FARCI LA MORALE SULL’ABORTOvisto il fango che sta travolgendo la Chiesa.

 

Mi sento defraudatodi un partito che parla ai suoi elettori. Se il segretario, commentandol’esito delle ultime regionali, ha il barbaro coraggio di affermare che non èstata una sconfitta, scusate il francesismo, MI SENTO PRESO PER IL CULO. Abbiamoperso ovunque ci è stato possibile, 4 regioni sono passate al centrodestra equesta non sarebbe una sconfitta?!?

 

Mi sento defraudatoda un partito che ha un minimo di percezione del suo elettorato. Sì, stoproprio pensando alle elezioni pugliesi: quel suicidio politico collettivo cheè stata la scelta del candidato governatore.

Ora, se per caso, e sottolineo per caso, ci capita digovernare e di GOVERNARE BENE al Sud, di avere un leader forte e carismatico,cosa c’è di meglio da fare che non tentare di trombarselo? Per cosa poi? Perallearsi con l’UDC di Casini, Cuffaro, Mele ed Euprepio Curto … roba da grandistatisti. Il nostro gruppo dirigente inaugura “la politica della calcolatrice”e decide di lasciar finalmente perdere la politica della gente, che non ne sepoteva proprio più, diciamocelo.

Un passaggio anche sul caso Mazzarano: non sono né il pm, néil giudice. Non mi interessa giudicare. Dico solo che Michele Mazzarano hascritto l’ennesima pagina di brutta politica di questo partito.

 Dico che non abbiamoper niente bisogno di ritrattare su un’assunzione di responsabilità e fare lafigura di quelli attaccati alla poltrona. La volontà popolare non è un colpo dispugna sulle inchieste, questa concezione non fa parte della nostra tradizionepolitica.

E provo pena quando vedo giovani affermare che Mazzarano èinnocente (loro sì, sono i giudici), che addirittura è la magistratura ad aversbagliato nell’imputarlo in quanto non può essere corrotto non avendo incarichiistituzionali. Questa è arroganza, l’arroganza allontana la gente.

 

Mi sento defraudatodall’idea di un partito libero da gruppi di potere e dalle loro moderneforme: le fondazioni. Le fondazioni sono il cancro del PD, e non vengano a dirmiche sono dei “think tank”, luoghi di elaborazione programmatica e culturale eroba del genere.

 Voglio citare unafrase del discorso del Lingotto :”È  piùfacile aderire ad una corrente che ad un’idea”.

 La sinistra italianaè l’unica sinistra europea in cui le sconfitte dei leader non equivalgano ad unallontanamento dalla scena. Tony Blair, e stiamo parlando del leader che hariportato il Labour al governo dopo vent’anni, per un errore, seppure gravissimocome la guerra in Iraq, si è dimesso da Primo Ministro  ed è sparito dalla politica inglese.

Certi personaggi noi ce gli portiamo dietro da più diquindici anni … e mi permetto di ricordare che sono stati quindici anni disconfitte e pesci in faccia.

Come Nietzsche ha ucciso Dio, bisogna UCCIDERE IL PADRE, efarlo, proprio come lui (Nietzsche), sul piano della prassi e non su quellodella metafisica: se siamo figli, ci sarà per forza un padre, e finché ci saràun padre, gli dovremo obbedienza. Uccidi il padre.

 

Mi sento defraudatodelle radici forti del mio partito, non ho sentito una volta citare AntonioGramsci, non ho sentito parlare di egemonia culturale. Non ho sentito parlaredi Moro e Berlinguer, di una politica intesa come senso delle istituzioni, comeponte tra Stato e cittadino, al servizio del cittadino.

 

Mi sento defraudatodall’identità forte che deve avere il mio partito: il mio partito deveessere dalla parte giusta del mondo. Il mio partito deve CONDANNARE LAREPRESSIONE IRANIANA, non si può pagare con la vita per il proprio dissenso.  Il mio partito deve  parlare DARFUR, e del TIBET, e della CECENIA.Il mio partito avrebbe dovuto PAGARE LA MENSA SCOLASTICA ad Adro.

 

Voglio un partitoche abbia come obiettivo primario quello di garantire a coloro che devonoancora nascere la massima libertà possibile, le stesse condizioni di partenza pertutti e le stesse opportunità nel percorso.

 

Voglio un partito chenon si vergogni di dire che queste sono i punti fondamentalirispettivamente di Liberalismo, Socialismo e (o mio Dio!) Comunismo.

 

Voglio un partito cheparli di giustizia sociale, che non abbia paura di dire che è necessarioridurre la distanza tra chi sta molto bene e chi sta molto male, e che questoobiettivo si ottiene anche con il “metodo Robin Hood”.

 

Voglio un partito cheparli di ambiente. Che  si indegniquando qualcuno sproloquia affermando l’antiesteticità delle pale eoliche,aggiungendo, magari, che queste rovinino il paesaggio. Bisogna indignarsiperché, spesso, è la stessa persona che invece è favorevole all’energianucleare.

Sono un convinto relativista, ed i concetti di bello e dibrutto sono quanto di più soggettivo e personale possa esistere, ma questo no,non lo posso accettare.

PALA EOLICA = BELLO ;CENTRALE NUCLEARE = BRUTTO

 

Voglio un partito chesi spenda per la raccolta differenziata, ma che non abbia paura dipreferire un termovalorizzatore ad una discarica a cielo aperto, visto che, peril momento, realizzare il ciclo a rifiuti zero è utopico.

 

Voglio un partito chedica chiaro e tondo che l’Alta Velocità, così com’è oggi, con i servizi cheoffre oggi, con i prezzi che impone oggi, è UNA GRANDE TRUFFA. Perché uniscel’Italia un paio di palle, i treni sono perennemente in ritardo e subisconoguasti continui.

 

Voglio un partito cheabbia il coraggio di dire che la Guardia di Finanza deve fare la Guardia diFinanza, e non fermare i ragazzini per strada.

 

Voglio un partito chenon discuta di presidenzialismo. Si può parlare di riformare leistituzioni, ma non di alterare l’architettura dello Stato. Insistiamo sulmodello inglese, proponiamo un premier più forte, che magari possa nominare erevocare i Ministri, che sia legato al Parlamento da un rapporto fiduciario dellaserie “Simul stabunt vel simul cadent”,come già per sindaci e governatori. Chissà che non si raggiunga lo stesso lagovernabilità.

 

Voglio un partitoche metta al centro i problemi dellepersone: la burocrazia ed i conservatorismi, che tappano le ali al paesesicuramente più della giustizia, ma, ahimé, non ne parla nessuno.

 

Voglio un partito cheparli ai giovani: che cerchi una soluzione al problema del precariato, chenon permetta lo SFRUTTAMENTO, sotto forma di stage (a 500€ al mese, se vabene), di ragazzi  e ragazze laureati econ tanto di master. Non si possono umiliare, perché di questo si tratta,persone, idee e competenze conseguite in anni di studio e sacrifici economicidelle famiglie.

 

Voglio un partito chesi interessi dei problemi concreti degli studenti universitari: gli affittiper i fuori sede, spesso in nero ed a prezzi esorbitanti, ed il costo deilibri, che ammonta ad almeno 200€ per semestre.

 

Insomma io, e tanti altri che si sono allontanati, “abbiamo bisogno di una spintaverso qualcosa di nuovo, perché siamo disposto a cambiare ogni giorno, perchésentiamo la necessità di una morale diversa, perché forse è solo una forza, unvolo, un sogno, è solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, dicambiare la vita”.

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