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contributo inviato da dianacomari il 20 aprile 2010

E' curioso vedere come, dopo la sconfitta elettorale del Partito Democratico alle elezioni regionali, tutti si siano prodigati in consigli, riflessioni, idee e proposte per dare una svolta a questo partito. Chiunque si è sentito in diritto di esprimere le proprie tesi in merito, i simpatizzanti esterni al partito, i semplici iscritti e i militanti, i dirigenti locali... Molte bellissime riflessioni sono nate sul web, come le proposte avanzate da un gruppo sul sito PdNetwork>>>, che sono addirittura riuscite ad ottenere una risposta da Bersani, e altre ne girano tutti i giorni su Facebook.

L'impressione che se ne deduce, però, è un po' meno esaltante: se da un lato si può dire che il Partito Democratico gode di iscritti molto interessati, attenti e preparati politicamente, dall'altro lato non si può fare a meno di dedurre che, tutta questa profusione di proposte, deriva dal fatto che la maggioranza delle persone reputa il gruppo dirigente del Pd (nazionale, ma anche locale) piuttosto incapace e si sente in diritto di indirizzarlo sulla giusta strada, visto che non sembra in grado di trovarla da solo.

Possibile che gli squadroni di dirigenti che sono stati piazzati nelle direzioni nazionali e regionali, non siano in grado di elaborare qualche proposta semplice e chiara da proporre al Paese e ci sia bisogno che sia la base a dare la sveglia? Cosa stanno lì a fare se non sono capaci di elaborare delle idee politiche da mettere in campo?

 

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