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contributo inviato da mario cavallaro il 19 aprile 2010

Il sindaco Conti ha manifestato di recente un certo seppur garbato fastidio per le critiche che diffusamente e da più parti piovono sul governo cittadino, dopo neppure un anno di amministrazione, nonostante il pur apprezzabile impegno che egli profonde.

Purtroppo, nonostante l'enfasi con cui vengono presentati incontri pressoché di routine con le amministrazioni vicine e rassicurazioni che sono giunte, per la verità specie a ridosso della competizione elettorale, dalle istituzioni nazionali e territoriali, non registriamo allo stato alcun risultato concreto e non apprendiamo alcuna notizia diversa da quelle acquisite mesi addietro, nei colloqui avuti, anche personalmente dal sottoscritto, con esponenti del governo e della maggioranza ed in risposta ad atti di sindacato parlamentare o che sono desumibili dagli atti e documenti che sono presenti in Comune o nelle altre istituzioni competenti.

Valga per tutte la questione carcere, ove alle parole rassicuranti fa da contraltare un piano nazionale di cui di soldi ed impegni per il nuovo carcere di Camerino, o anche solo per un miglioramento della struttura esistente, non c’è tuttora traccia; speriamo che le ultime dichiarazioni aprano nuovi spiragli, ma continuiamo a ritenere che senza uno studio di fattibilità completo di cifre ed un piano di project financing incentrato oltre che sulle specificità camerinesi su progetti innovativi come il carcere-scuola o il carcere-lavoro, idea apprezzata anche dal sottosegretario Caliendo, sia molto difficile convincere il DAP ed il Ministro.
 
In ogni caso, un miglioramento della struttura ed un aumento degli organici della polizia penitenziaria a Camerino ed in tutte le Marche è divenuto improcrastinabile e ci batteremo insieme all’amministrazione comunale ed alla Regione per questo obbiettivo.
 
Parimenti, sarà pur vero che, anche per la vigile presenza del presidente Zucconi fra gli Ordini forensi e modestamente del sottoscritto, che non ama di regola dar clamore al proprio operato, in Commissione Giustizia ed in parlamento, il Tribunale non corre immediati pericoli, ma occorre pur dire che tanto nella deliberazione del 10 gennaio scorso del Consiglio superiore della Magistratura ancora da attuare, quanto nelle dichiarazioni e nei progetti ministeriali e di tutte le forze politiche il riordino delle circoscrizioni giudiziarie è tuttora fra i primi punti che si discutono in materia di riforma della giustizia. 
 
Nei tempi non sospetti che precedettero la consultazione elettorale avevo già indicato più volte pubblicamente l’insufficienza nel risolvere i problemi della città dell’insoddisfazione polemica, sentimento che ha concorso a travolgere l'ultima amministrazione Fanelli come prima quella Giannella, insoddisfazione fondata anche sul semplicismo di chi dice, di regola senza conoscerli in profondità, di avere in tasca la soluzione di tutti i problemi con il contorno di geniali analisi e mirabolanti soluzioni da attuare in poco tempo.
 
Non credo possa negarsi che oggettivamente, nonostante l’ennesima cura di mirabolanti soluzioni propinate magari un po’ da tutti, ma da alcuni sicuramente di più e sicuramente in dosi inversamente proporzionali alla reale capacità di risolvere i problemi, in campagna elettorale, la situazione della città era e permane grave, da mesi con difficoltà di circolazione che ne minano persino l’accessibilità, con una lentissima e disordinata realizzazione di opere e progetti pubblici, con una sensazione diffusa d’inadeguatezza delle soluzioni e dei metodi per l’intempestività e la scarsa consistenza delle misure adottate, che nulla hanno ovviamente a che vedere con la buona volontà individuale e collettiva dell’amministrazione, ma certo ne minano oggettivamente, sotto gli occhi di tutti, l’efficacia.
 
Ultimo paradosso, già lucidamente stigmatizzato da Sandra Gentili, l’averci dato un quadro dapprima scurissimo ed allarmistico delle finanze comunali e poi appena qualche mese dopo aver presentato un bilancio in cui vi è addirittura un avanzo di amministrazione, mentre ovviamente il vero problema è la difficoltà di tutta la finanza locale, soffocata dalle misure ingiuste del governo, di far fronte alle esigenze dei cittadini, a cui si aggiunge l’ulteriore particolare difficoltà di un comune come Camerino, povero di abitanti ma tenuto ad erogare servizi e prestazioni degne di un capoluogo di provincia; in queste condizioni, occorre combattere battaglie ed esporre ferme rivendicazioni, non sommesse raccomandazioni.
 
Nell’amministrazione e in politica, si risponde di quel che si fa ma anche di quel che non si fa, ed è evidente che sia l’opposizione politica sia il fermento cittadino accesosi anche attraverso comitati non ha nulla a che vedere con il preconcetto e l’ostilità, essendosi anzi finora concretizzato in una disponibilità a dare il proprio contributo costruttivo, sol che si indichi in quale direzione, non confusa, non generica e finalmente non più preelettorale, esso debba essere incanalato.
 
L’occasione dell’ormai avvenuto insediamento del nuovo governo regionale è troppo preziosa per poterla sprecare riprendendo quei cori vittimistici ed antagonisti che a nulla giovano e che non esprimono le possibilità di dialogo che Camerino, città fra l’altro di tradizione democratica e riformatrice quante mai altre nelle Marche, può mettere in campo, solo che rifugga d’ora in poi dalla facile blandizie del campanilismo sollecitato strumentalmente e che ha avuto di nuovo, anche in questa competizione elettorale, il solo risultato di essere, consapevole o inconsapevole poco importa, strumento di decisioni che hanno beneficato ben altri esponenti politici e ben altri territori.
 
I temi, purtroppo, sono sempre gli stessi e tutti irrisolti: dalla difesa attiva delle istituzioni locali alla necessità di un’utilizzazione dei grandi contenitori cittadini e di un rapido ed ordinato completamento dei lavori diffusamente avviati, dal rafforzamento del sistema sanitario in un quadro di relazioni policentriche d’area vasta al totale mancato avvio del riuso delle Casermette e del lancio di un sistema turistico-culturale di elevata qualità ed efficacia, dal già citato carcere alla casa di riposo, dal rapido completamento del nuovo edificio scolastico a Madonna delle Carceri al tema, forse più drammatico di tutti, di un’Università già fragile secondo i parametri ministeriali ed oggettivamente fiaccata da accordi tutt’altro che soddisfacenti, come ormai anche la comunità universitaria ammette o motiva con lo stato di necessità e con la difesa non solo dell’esistente, ma anche della possibilità di un futuro sviluppo, allo stato assai incerto e che solo una garanzia ben più robusta di quella contenuta nell’accordo attuale può dare alle comunità cittadine interessate ed alla stessa Università in tutte le sue componenti scientifiche, didattiche ed amministrative.
 
Ci attende perciò un’agenda di lavoro intensa e pesante, se vogliamo reagire in modo finalmente nuovo e convitamente unitario.
 
Finora abbiamo avuto, specie per quel che riguarda gli organi del governo centrale, che secondo l’amministrazione cittadina avrebbero dovuto dare immediate risposte anche a causa di particolari legami più volte evocati, soltanto insoddisfacenti e consolatorie assicurazioni, in parte dovute anche alla mancanza di progetti e programmi chiari, sostituiti da generiche rivendicazioni spesso con lo sguardo rivolto ad un passato che non può tornare.
 
Un incontro a Camerino con Giammario Spacca, con la Giunta regionale e con i consiglieri regionali del PD eletti in provincia, che ben conoscono la situazione camerinese e sono tutt’altro che lontani, sia geograficamente sia nella sensibilità, dalle nostre problematiche, è il primo passo che metteremo in campo per avviare una forte iniziativa programmatica che abbia come centro Camerino e come obbiettivo il sostegno all’economia ed alle infrastrutture di tutta la zona interna e montana della provincia.
 
Il nostro auspicio è che i camerinesi voltino pagina e sostituiscano alla confidente malriposta fiducia in vecchi e nuovi salvatori della patria la capacità di contribuire con spirito comunitario e con senso critico, ma anche con energia costruttiva, all’impegno che il sottoscritto, per tutto quel che potrà anche come parlamentare, il partito democratico e l’intero centrosinistra, facendo buona politica, intendono profondere nella città e nel suo territorio.
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