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contributo inviato da Elena.loto il 17 aprile 2010

Immagino una donna, su un podio, o dalle colonne di un giornale, che parli a nome del PD, e questo è quello che vorrei sentire da lei:

 

Noi abbiamo bisogno di PASSIONE.
E quando dico NOI, intendo NOI ITALIANI.

E' vero, siamo una nazione di persone appassionate.
Lavoriamo con passione, viviamo con passione, ci infiammiamo per una partita di calcio, per uno spettacolo satirico, per una discussione politica.
Perchè abbiamo cuore.
Ma abbiamo anche ragione, e da troppi anni, a questo paese viene negato di usare la ragione insieme al cuore.
Da troppi anni sulla scena politica ci sono leader che promettono cose incredibili e poi ne fanno altre, ancora più incredibili, sfruttando la buona fede degli italiani e poi ingannandoli.

Ma, purtroppo per questi personaggi, gli italiani non sono così stupidi come credono.
Lo dimostrano, tristemente, i tanti astenuti delle ultime votazioni.
Lo dimostrano i tanti movimenti di volontariato, l'indignazione di fronte alle ingiustizie, le persone che si mobilitano in difesa della Costituzione, dell'acqua pubblica, del lavoro, della scuola.

Rubare i soldi alla gente in vari modi:

- approvando lo scudo fiscale per agevolare i corrotti
- annunciando social card farsa
- facendo i mitici Bond per le banche che continuano a non aiutare l'economia e il lavoro
- tagliando l'ICI ai ricchi e annunciando di tagliare l'IRAP senza farlo mai
- svendendo l'Alitalia agli amici del quartierino accollandone i debiti ai cittadini
- tagliando i soldi alla sicurezza, alla sanità e alla scuola, servizi preziosi per tutti
- impedendo le intercettazioni e le indagini contro i corrotti e i truffatori
- soffocando i sindacati non asserviti al potere

E' CRIMINALE.

Ci sono imprenditori e artigiani che hanno dato l'anima e si ritrovano nella merda, operai alla disperazione, pensionati che frugano nei cassonetti, giovani che devono lasciare l'università, persone

che muoiono nei modi più atroci per mancanza di assistenza sanitaria, di sicurezza sul lavoro, di protezione da parte delle forze dell'ordine o per disperazione.

Ormai sono storie di tutti i giorni, quello che fa più schifo è che ci sembri NORMALE.

Non è normale, e gli italiani non ci stanno.

Non ci stanno e provano in tutti i modi a ribellarsi.
Ma non con le rivoluzioni, con la violenza, con atti inconsulti o vigliacchi, bensì ricostruendo pazientemente la politica dentro e fuori dai partiti tradizionali.

Perchè è evidente come la politica degli ultimi 15 anni abbia schifato
i cittadini onesti, volenterosi, creativi, appassionati.
E allora è normale che molti cerchino una via d'uscita fuori da tutti
gli schemi della politica istituzionale.

Be' io dico che noi dovremmo essere orgogliosi che in Italia, fino ad oggi, si siano avute solo reazioni pacifiche al progressivo attacco alle istituzioni, alla distruzione sistematica della Nazione, agli insulti al tricolore, alle leggi medioevali che immunizzano i politici dalla giustizia, alla negazione della realtà e dei problemi delle persone, agli oltraggi alle donne, la metà più generosa, più pacifica e che più si sacrifica per il benessere della famiglia e dei soggetti più deboli.

Io sono orgogliosa che questo popolo, nonostante sia stato tanto umiliato, tanto trascurato, tanto ingannato nelle sue speranze, non abbia avuto reazioni estreme, e invece si dedichi a un paziente lavoro di cambiamento, di trasformazione, di rinascita.

Un lavoro spesso contrastato dal potere. Quasi mai riconosciuto. Minimizzato.
Inascoltato e disatteso.

C'è un'Italia che non ci sta a questo gioco al massacro.
Non ci sta a farsi portare via l'acqua, un bene essenziale, da sotto il naso.
Non ci sta a farsi portare via il lavoro, a vedersi distruggere la scuola,
la ricerca, l'università, le industrie, le pensioni, in una parola IL FUTURO.

E noi vogliamo stare con questa Italia.
Noi vogliamo prestarci a questa forza immensa, inarrestabile e intelligente.

Il nostro passato è quello di un movimento fatto dalla gente per la gente.
Non vogliamo essere una forza in cui qualcuno scrive una legge la notte nel suo ufficio e poi si alza una mattina, suona al campanello del Quirinale e chiede una firma al Capo dello Stato.

Noi vogliamo una DEMOCRAZIA, non un'azienda!

Vogliamo la discussione dei rappresentanti eletti dal popolo, non le decisioni di un consiglio di amministrazione che decide a quali uffici destinare i soldi e quali amici proteggere giorno dopo giorno !

Noi siamo disposti a mettere in discussione tutto quello che non piace ai cittadini.
Ma non siamo disposti a mettere in discussione i principi della nostra democrazia e della Costituzione che rappresenta la garanzia della vera libertà e dei diritti delle persone.

Lavoro.
Sovranità.
Solidarietà.
Giustizia.
Dignità.
Uguaglianza.
Progresso.
Rispetto.
Pace.
Memoria.

Non sono parole a caso: sono le parole che riempiono i Diritti Fondamentali della Costituzione Italiana.
E riempiono anche il cuore e la mente degli italiani stufi, stufi, stufi di vedere alla mattina alla sera questo teatrino di facce vecchie che da una trasmissione all'altra insistono a raccontare che cosa vogliono fare e poi non fanno mai niente, e quando fanno qualcosa, è qualcosa di totalmente contrario a questi principi.

Noi abbiamo un'idea di società che deve smettere di essere orientata alla conservazione di questo passato. Noi vogliamo andare avanti. Vogliamo un paese per giovani, dove non si dimentichi la solidarietà verso gli anziani.

Vogliamo un paese dove le cose riacquistino un senso, un ordine, una direzione, una spinta in avanti.
Economia, Lavoro, Cultura, Ambiente.
Quattro aree che devono camminare insieme e non ostacolarsi tra di loro.
Noi abbiamo in mente un progetto in cui queste quattro forze si sviluppano in armonia.
Come acqua, farina, pomodoro e mozzarella, se lavorate bene fanno una buona pizza.

Ecco noi sappiamo che per fare una buona pizza, ci vuole il lievito giusto, e il tempo giusto, per lievitare e per cuocere.
Noi vogliamo che gli italiani siano il nostro lievito, e ci impongano
quanto tempo la pasta deve lievitare e poi quanto deve cuocere,
per fare un'Italia buona per tutti.

Noi vogliamo un'Italia dove governare non significhi comandare,
dove non è il cuoco a decidere come debba essere la pizza, ma il cliente !
Un'Italia dove chi governa si preoccupa del bene di tutti, di una parte e dell'altra.

Tutti si devono sentire importanti ed ascoltati, qualunque sia il governo in carica.
Perchè nel nostro ordinamento democratico ciò che conta è il Parlamento cioè che tutte le parti della popolazione siano rappresentate ed ascoltate quando si fa una legge, e non che la si faccia solo per alcuni.

Perchè tutti dobbiamo mangiarla la pizza, e quindi dev'essere fatta
con il contributo di tutti, con la collaborazione, non con lo scontro.
Unendo le forze, non dividendole.
Loro hanno creato un paese diviso: nord contro sud, ricchi contro poveri, disoccupati contro milionari.
Noi abbiamo un'altra idea: una Nazione unita, democratica, vicina alla gente.

 

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17 aprile 2010
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