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contributo inviato da liblab1984 il 12 aprile 2010
Pd_logo "Tra il 1983 e il 1987 il Labour si è limitato a cercare di non affogare. Solo dopo la revisione della nostra politica nel 1988-89 abbiamo cominciato davvvero a riprendere fiato e a impegnarci in un'alternativa di governo. E tuttavia, come dimostrano tutte le indagini che abbiamo fatto, nel 1992 la preoccupazione principale dell'elettorato non era tanto che il Labour fosse cambiato; ma che non fosse cambiato abbastanza in profondità. (...) Il Partito Laburista ha bisogno di un'identità chiara e basata su principi comprensibili, non di una serie di aggiustamenti parziali che vengano dopo ogni successiva sconfitta elettorale. Ma la nostra identità deve essere adeguata al mondo contemporaneo, non può essere un ritorno ad una visione romantica del nostro passato. Al processo politico che viene chiamato "modernizzazione" corrisponde dunque la traduzione dei nostri principi più vitali e duraturi alle condizioni in cui vivono le nuove generazioni. Non solo attraverso la creazione di un'organizzazione di partito efficiente, ma soprattutto nel disegno di un programma adeguato al governo contemporaneo della società, dell'economia e dell'assetto costituzionale. Tutto questo non significa affatto la distruzione dell'ideologia di base della sinistra. Ma al contrario il suo salvataggio dalla trappola mortale della palude politica e ideologica". Così Tony Blair in un saggio apparso nella rivista laburista "Renewal" nel 1993. Uno saggio illuminante per l'intera classe dirigente del Partito democratico: uno scritto che ci fa capire la distanza culturale tra la sinistra italiana e il riformismo europeo. E' ora di guardare al New Labour di Blair e non più al PCI di Palmiro Togliatti, Nilde Jotti ed Enrico Berlinguer. Basta con i tatticismi, le nostalgie, le proposte politiche antiquate e il navigare a vista, sì ad un progetto modernizzatore, ad una idea forte di Italia del futuro. Solo così si potrà vincere e dare il via ad una stagione di progresso e innovazione. E' una sfida difficile e coraggiosa,ma deve essere affrontata.
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commento di R.C. inviato il 14 aprile 2010
Caro liblab1984,
sono d'accordo che il PD come il il New Labour di allora " ha bisogno di un'identità chiara e basata su principi comprensibili",ma non credo che il modello da imitare sia quel partito che ,sebbene partisse da buone premesse, si è rivelato essere più liberista di molti partiti conservatori di destra del resto d'Europa.Invece ritengo che la sinistra riformista debba guardare alla propria storia e lì cercare le basi per il rinnovamento,senza per questo essere indifferente a ciò che avviene nel resto del mondo e in particolare all'evoluzione del riformismo europeo.I partiti che sono confluiti nel PD dal 1989 hanno cambiato nome molte volte fino allo scioglimento nel nuovo partito, dimenticando ogni volta le proprie radici,la propria natura e i propri obiettivi.Questi presunti cambiamenti hanno portato alla costituzione di coalizioni,che ,pur risultndo vincenti alle elezioni, si sono rivelati dei vuoti contenitori incapaci di governare.
Il PD deve rinnovarsi in maniera costruttiva per tenere il passo con i tempi, senza per questo dimenticare quali sono i principi e gli ideali della sinistra che non sono così diversi da quelli di Berlinguer, cercando quell'identità che sembra aver perso.Deve invece evitare di cambiare a ogni sconfittà o difficoltà : il compito del PD non dovrebbe essere quello di cambiare per governare,ma al contrario quello di governare per cambiare.
commento di liblab1984 inviato il 14 aprile 2010
Caro seamusbl guarda che i Laburisti prima di vincere le elezioni del 1997, vennero battuti addirittura dall'opaco John Major. Quindi non solo dalla Thatcher. Il travaglio che ha vissuto il Labour è stato lunghissimo: ogni volta sembrava che fosse arrivato il momento della vittoria e ogni volta arrivava la sconfitta. Vi era un problema culturale di fondo: il Labour era visto come un partito legato ai retaggi marxisti, all'operaismo, allo statalismo, ad un rapporto organico con il sindacato. Insomma, un partito conservatore di sinistra incapace di comprendere le evoluzioni della società britannica e di fare proposte innovative. Il grande merito della dirigenza laburista, dapprima con Neil Linnock, poi con John Smith e infine con Tony Blair, fu il comprendere la necessità di un processo modernizzatore. Un processo lungo, con forti opposizioni interne ma efficace. Comunque per approfondire le tematiche riguardanti il New Labour inglese, ti consiglio il bel libro di Andrea Romano "The Boy. Tony Blair e i destini della sinistra" edito da Mondadori.
PS: Per quanto riguarda quello che hai detto, ovvero il New Labour come partito delle oligarchie, terrei a precisare che uno dei grandi meriti dei laburisti di nuovo corso fu quello di essere votati dalla cosiddetta "Worchester Lady", l'equivalente britannico della "casalinga di Voghera", esponente della working class, ma elettrice dei Tory. Ciò dimostra che il Labour di Blair era un partito in grado di parlare a tutti gli strati sociali, anche a quella parte di ceto popolare che non l'aveva votato prima. In fondo è quello che dice Pierluigi Bersani, quando afferma che dobbiamo parlare anche a chi guarda il TG4.
commento di versoest inviato il 14 aprile 2010
Caro Seamusbi, bene, non abbiamo la stessa visione del sistema politico più efficace negli interessi dei cittadini, questo è semplicemente normale nel rispetto reciproco. L'osservazione sulla cultura era ovviamente "retorica", sappiamo tutti che la cultura per la destra è un pericolo perchè la sua visione della società è quella del pastore sul gregge. Mi consola che il tuo nazionalismo sia temperato dall'ironia. Non vorrei farne solo una differenza lessicale, ma ritengo che l'unico nazionalismo ammissibile, almeno per la mia visione del mondo, sia la preoccupazione per la salvaguardia degli interessi di comune rilevanza che non sempre coincidono con i confini nazionali.
commento di seamusbl inviato il 14 aprile 2010
"E' ora di guardare al New Labour di Blair "

Per mettere in evidenza le asinerie:

1- il partito laburista era gia' partito di governo, nel senso che una alternaza si era gia' verificata, non era una novita' come un PCI mai ritenuto competente per governare dagli italiani.

2- la vecchia babbiona era stata al governo una eternita' e gia' si erano un poco scoglionati gli inglesi, il desiderio di cambiare fa parte della natura umana pure,e il successore della babbiona era stato uno sorta di spaventapasseri imbalsamato che non riscosse grande successo.

3-Vi era una predisposizione a cambiare e la vittoria di Blair non era cosi' improbabile anche se non avesse fatto nulla. Anzi le chances di vincere erano elevate, poi se si addiziona la sua figura relativamente giovane e di buona dialettica perdere era difficile.

4-quello che Blair scrive sono razionalizzazioni a posteriori per giustificare il fatto che mise il partito a fare da maggiordomo della city e della finanza.
Per un poco, fino al 2007, tutti vissero felici e contenti grazie alla sterlina forte, interessi bassi e indebitamento crescente delle famiglie e poveracci.

5-Mi stanno sul cazzo quelli che devono sempre guardare all'estero e hanno il complesso di inferiorita', spero che ci vadano definitivamente. Sono nzionalista, anche se devo riconoscere non in fatto di donne.
commento di seamusbl inviato il 13 aprile 2010
"Caro Seamusbi (Seamusbl)
... strano però che la cultura sia considerata tra le peggiori nemiche dalla destra che non perde occasione per denigrarla,"

Non e' tanto strano perche' la destra vuole una popolazione ignorante e rincretinita, dato che rappresenta gli interressi di pochi (ma il peronismo berlusconiano e' ancora diverso dalla destra).
Ora non per questo non si puo' criticare la pseudointellighenzia che la sinistra ha espresso,(o che ha usato la sinistra) in gran parte una manica di cialtroni e opportunisti che hanno lavorato per il proprio portafoglio e uno piu' cretino dell'altro.

" Tu consideri il maggioritario il male peggiore, mentre giudichi il proporzionale la soluzione migliore."

Ritengo un proporzionale con sbarramento, cioe' l'idea della DC, la migliore soluzione per l'Italia. Per avere robusti partiti radicati sul territorio e per una rappresentazione della composita stratificazione italiana. E per fortificare anche il parlamento.


"Il nemico più acerrimo del maggioritario è Casini che attraverso il proporzionale sogna una riedizione della prima Repubblica."

Ma Casini mezzo scemo non sarebbe neanche da prendere in considerazione, al contrario del suocero. In ogni modo la sua posizione e' quella della DC. Ora poi non si capisce il perche delle critiche alla prima repubblica che e' quella che ha dato tutto all'Italia. Non sarebbe stato cosi' difficile porre allora uno sbarramento e risolvere la barzelletta dei micropartitini.
Invece qualcuno ha voluto sfaciare tutto per gettare l'Italia nel caos.

commento di versoest inviato il 13 aprile 2010
Caro Seamusbi, senza entrare nel merito delle asinerie e delle civetterie intellettualistiche, strano però che la cultura sia considerata tra le peggiori nemiche dalla destra che non perde occasione per denigrarla, è interessante il confronto tra maggioritario e proporzionale. Tu consideri il maggioritario il male peggiore, mentre giudichi il proporzionale la soluzione migliore. L'attuale maggioritario è retto da una legge elettorale scandalosa che pone nelle mani dei capibastone la scelta dei candidati, indubbiamente questo non è bene. Il nemico più acerrimo del maggioritario è Casini che attraverso il proporzionale sogna una riedizione della prima Repubblica. Non sarebbe meglio trovare una buona legge elettorale che migliori il maggioritario e che contemporaneamente impedisca il concretizzarsi delle mire del bel Pierferdinando?
commento di seamusbl inviato il 13 aprile 2010
"E' un satanista membro di congreghe masso-fasciste."

Ehi Max be cool, non e' necessario sparare slogans da folclorico gruppettaro sinsistrorso.
Tony ha contribuito a sfasciare un poco l'Inghilterra, il che non e' poi un male, cosi' devono abbassare un poco la cresta.
Certi sistemi elettorali incentrati sul bipartitismo e uninominale tendono per l'appunto a creare artificiose opposizioni, ridurre i caratteri popolari e consegnare le leve nelle mani di pochi.
Il 70% o 80% di una popolazion e ha interessi in comune e molto stretti anche se lo ignora.

Quanto a Berlusconi non e'cosi' stupido da non sapere le vere ragioni delle guerre. Non e' una lieve differenza. Di certo deve ridere a crepapelle pensando all'esportazione di democrazia.
commento di seamusbl inviato il 13 aprile 2010
"Il vostro è l'atteggiamento giusto per continuare a perdere: essere legati al passato... "

Per i dementi invece molto meglio essere legati agli asini e alle asinerie.
Nel momento della debacle completa di una devastante asineria (ipervantaggiosa per pochissimi) come il neoliberismo, di cui Blair e la sinistra sono stati tra i maggiori fautori, alla classe media che va scomparendo e perdendo reddito gli si propone Blair.
Se poi l'insegnamento e' che occorre essere spregiudicati nel marketing per vincente ad ogni costo, non e' che sia una grossa novita', solo che altri qui lo hanno fatto meglio.

La ragione delle ripetute sconfitte della sinistra e poi del PD, che ne rappresenta una certa continuazione, va individuata altrove. Nella specificita' italiana, nell'incapacita' di diventare realmente popolare ma coniugare stupida pretesa superiorita' antropologica con i coriferi cialtroni pseudointellettuali e parallela trasformazione in cavallo di troia di elite e oligarchie. (Un cammino opposto a quello auspicato da Gramsci). La DC non e' passata invano qui e gli italiani, nonostanti alcuni siano dei perfetti idioti, non lo sono ancora in maggioranza.


commento di max bianco inviato il 13 aprile 2010
Il New Labour è stato la rovina della sinistra inglese così come il fascista sistema elettorale uninominale che lo ha favorito. La volontà degli elettori con il maggioritario non viene rispettato. Il bipartitismo è una cagata pazzesca lì come qui e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
L'ex-capo del New Labour è un criminale dell'umanità e dovrebbe marcire in una cella insieme a Bush e Berlusconi per le bastardate che ha fatto con loro in Iraq e Afghanistan. Ha distrutto il welfare peggio della Tatcher. Ha speso miliardi per ripristinare il primato militare inglese. Ha contribuito all'efffetto serra, alla cementificazione, al nucleare. E' un lurido bastardo filo capistalista e lo è anche chi lo ammira. E' uno sporco traditore del popolo. E' un satanista membro di congreghe masso-fasciste.

commento di Pino1954 inviato il 13 aprile 2010
Concordo con Versoest e anche con il principio di fondo esposto da LibLab.
Lasciando perdere Blair, che detesto profondamente e che eviterei di prendere ad esempio, salverei il fatto che il PD debba rimanere fedele ai "fondamentali" modulando l'offerta in maniera coerente con un contesto in profonda e continua mutazione.
Ciò che importa è che rimanga visibilmente un partito progressista e non diventi una melassa indistinguibile con il centro.
Ma ciò che importa ancora di più è che sappia rompere con il suo immobilismo e sappia rinnovarsi davvero in profondità.
A mio avviso la proposta di Prodi, davvero dovrebbe essere considerata seriamente. E' l'unica cosa convincente che ho sentito sul tema "rinnovamento".
commento di Anpo inviato il 13 aprile 2010
Concordo con l'analisi di versoest. Più Blair ha fatto "il conservatore" più le cose per lui sono andate male
commento di versoest inviato il 13 aprile 2010
Caro Liblab, credo sia necessario mettere la necessaria attenzione nel proporre argomenti di indubbio interesse evitando di esporre il fianco alle facili e scontate, oltre che motivate, taglienti critiche. Il cammino del Labour party è stato lungo, difficilissimo, partendo dal grande successo di consensi della Thatcher è riuscito a capovolgere a suo favore il voto degli Inglesi. Tuttavia la storia personale di Blair e dei suoi successori rappresenta la parabola discendente, forse il fallimento, dell'inseguimento di un partito del Lbour alle posizioni conservatrici più lontane dalla tradizione Laburista. Per queste ragioni, a mio parere, la, pur necessaria, revisione profonda nella comprensione delle nuove dinamiche sociali e i bisogni indotti da questa trasformazione, deve essere condotta dal PD in modo intelligente e pragmatico. Non è necessario, ad esempio, mettere in discussione il Welfare a vantaggio delle convenzioni con il privato, basta renderlo giusto e rivolto a chi ne ha bisogno in particolare rivolto alle nuove povertà da disoccupazione. Insomma, si può essere realisti senza aderire alle Lobbies del potere cercando soluzioni condivise tra le parti sociali senza favorire alcuni a danno degli altri.
commento di liblab1984 inviato il 13 aprile 2010
A seamusbl e F. Rosso:
Il vostro è l'atteggiamento giusto per continuare a perdere: essere legati al passato, non cercare di comprendere i nuovi fenomeni sociali, non parlare alla classe media, ai ceti produttivi e ai settori più moderni della società italiana. Il PD deve essere un partito riformista, moderno e innovativo. Poi se a voi piace stare perennemente all'opposizione, è una vostra libera scelta. Autolesionista, ma libera.
commento di seamusbl inviato il 13 aprile 2010
Solo qualche mentecatto e povero deficiente puo' infatti riesumare il folclorico Blair, piu' a destra della Thatcher e sponsor della finanziarizzazione economica.
E autore in prima linea del disastro economico inglese,
Sembra una barzelletta.
commento di F.Rosso inviato il 12 aprile 2010
Certo che ce ne vuole per riesumare Blair dopo tutti i disastri che ha combinato.....
E poi, accostarlo a Berlinguer, a cui non avrebbe nemmeno potuto allacciare le scarpe...
Una prece per Tony e il suo new-qualchecosa..... Riposino in pace, amen.
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17 dicembre 2008
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