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contributo inviato da cristina1950 il 10 aprile 2010

Credo che tutti noi siamo d'accordo sul fatto che l'Italia ha bisogno di riforme per uscire dall'attuale stato comatoso. Riforme da fare subito, non nei prossimi 10 anni come propone il governo. Tra dieci anni, se resterà nelle attuali condizioni, l'Italia sarà un paese morto. E noi siamo qui perchè questo non avvenga.

Allora dobbiamo chiederci:

1) quali sono le riforme che riteniamo prioritarie?

2) quale forma di Stato vorremmo: presidenzialismo all'americana, alla francese, alla tedesca, ritorno al proporzionale e fine del bipolarismo?

Posso anticiparvi la mia opinione: l'Italia deve modernizzarsi; deve diventare snella e competitiva. Per far questo ha bisogno di strutture più agili e più funzionali, che provvedano ai bisogni dei cittadini e non della casta. I sistemi per ottenere questa modernizzazione possono essere diversi, non credo esista un'unica formula vincente.

Come Pd però dobbiamo fare una scelta, produrre una sintesi che riassuma la maggioranza delle posizioni della base e proporla al paese. Prima avvertiamo l'urgenza di questa scelta e prima potremo davvero incidere positivamente sul futuro del nostro paese.

Ed ora......buon lavoro a tutti!

TAG:  RIFORME  PRESIDENZIALISMO  PROPORZIONALE  BIPOLARISMO  SCELTE URGENTI 

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commento di redazionepd inviato il 16 aprile 2010
Volevamo segnalarvi che Bersani ha pubblicato su www.pdnetwork.it un messaggio per rispondere a voi che avete realizzato in queste settimane delle sintesi delle opinioni sull'esito delle regionali e suggerimenti per l'attività del PD. Il post anticipa i temi che tratterà la relazione del segretario nella Direzione Nazionale. Commentatelo qui http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2473943
commento di Parola Mia inviato il 12 aprile 2010
Accettare il confronto sul Presidenzialismo o qualsiasi altra forma di governo che accentri il potere nelle mani di uno solo senza prima risolvere il conflitto di interessi ed, in particolare, il semi-monopolio dei mezzi di informazioni detenuto da sappiamo chi,
ritengo sia equiparabile ad accettare di correre i 100m piani contro Bolt con uno zaino di 50 Kg sulle spalle.

Il potere mediatico del tipetto che ci governa é cosí devastante che é ormai riuscito a far passare come "normale ed accettabile" il fatto che controlli quasi l' 80% dell'informazione televisiva e, cosa ancora peggiore, che ció non sia determinante sui risultati elettorali che ottiene.

Perfino tra di noi si nota ormai pudore nel ricordare questa "piccola anomalia" e, come fanno alcuni in dubbia buona fede, prendere ad esempio il fatto che nel 2006 la "sinistra" vinse le elezioni per convalidare la tesi che il controllo sui media non ha peso sul voto é demenziale in quanto senza tale controllo la destra nel 2006 avrebbe perso con vari milioni di voti di scarto non per 20,000.

Arrivare ad una elezione presidenziale diretta con questi presupposti sarebbe, a mio avviso, un suicidio, occorre invece insistere nello sviluppare un programma fatto di pochi e chiari punti che inchiodi la destra alle realtá dei fatti, ovvero che negli ultimi 10 anni hanno governato per 8 portando con rsultati nulli.
commento di cristinasemino inviato il 12 aprile 2010
Poichè il post è uscito frettolosamente dalla prima pagina, lo riposto.
commento di fabio1963 inviato il 12 aprile 2010
Aggiunta al precedente post:
non vi preoccupate per il voto:
questi scrocconi lo danno già in massa alla destra!
Tenete conto che ad ogni votazione da sempre con questi si parte da -33%!
commento di fabio1963 inviato il 12 aprile 2010
1) riforma fiscale simile all'americana
a) se non è possibile ancora consentire a tutti di scaricare tutto conservando gli scontrini degli acquisti, in modo da inculare i liberi professionisti con i controlli incrociati, passare al punto b.
b) si svincolano completamente i liberi professionisti dal sistema fiscale e si lasciano liberi del tutto! Lo stato rinuncia alle loro tasse, ma loro si devono pagare tutti i servizi. Direte è una pazzia, invece no. Perchè le statistiche dicono che questa classe di scrocconi (non tutti per fortuna) rappresenta il 33% dei lavoratori e pagano il 9% delle tasse (quindi evadono il 24%). Vedere i link x le fonti e ulteriori approfondimenti.
-http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2425556
-http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2467600

2) i soldi recuperati (150 miliardi circa) vengono travasati per un terzo sui lavoratori dipendenti a basso reddito, per un terzo a ripianare il debito pubblico e i rimanenti per costruire o riparare scuole, ospedali, asili, comunità terapeutiche, strutture di riposo per anziani ecc. ecc. Tutti servizi che in Italia mancano per colpa dei liberi professionisti scrocconi.
commento di cilloider inviato il 12 aprile 2010
Presidenzialismo?

Dal mio punto di vista non è prioritario anzi...
Lo è per i politicanti...quindi politicamente ritengo che l'unico presidenzialismo possibile sia quello francese per avvie ed indiscutibili accomunanze legislative...mentre bisogna abbandonare del tutto l'idea di un presidenzialismo all'americana dato che gli U.S.A come il mondo anglossassone in genere hanno un sistema legislativo diverso se non antitetico al nostro.

Fini ha detto cose di estremo realismo presso "FareFuturo" ..buona l'introduzione storica al problema del presidenzialismo, ottima la comaparazione tra la riforma costituzionale del 1958 francese e le sue modalità di attuazione con questo periodo storico italiano.

il Presidenzialismo senza riforma elettorale è come fare una democratica dittatura.

Il Presidenzialismo senza riforma fiscale è come ritornare ad un sistema feudale.

Questo Presidenzialismo è come il ponte sullo stretto ...forse buono in sè...ma totalmente fuori contesto.

Il Federalismo fiscale...con l'introduzione di imposte regionali diverse da regione a regione ...potrebbe essere una cosa più interessante...dove le regioni più povere avrebbero i mezzi per essere competitive detassando lavoro ed impresa...mentre quelle più ricche potrebbero investire gli introiti in infrastrutture e tutela del territorio.
L'italia sarebbe davvero divisa in parti 3 come la Gallia di Cesare...ma sarebbe un forte e temibile avversario per l'impero delle banche...e dei grandi monopoli.

commento di Anpo inviato il 11 aprile 2010
Ragazzi il post è "scivolato" fuori dalla home usate la funzione "aggiungi promemoria" per poter continuare a commentarlo
commento di frapem inviato il 11 aprile 2010
La mia proposta è la seguente:
Presidenzialismo all'americana, necessario nell'ottica federalista e più consono se davvero vogliamo una drastica riduzione della spesa politica, dato il debito pubblico. Riduzione a cinque dei membri della consulta ed elezione popolare degli stessi, scelti tra una rosa di insigni costituzionalisti proposti dal congresso in seduta congiunta, camera e senato delle regioni.
Un deputato ogni duecentocinquantamila elettori, un senatore ogni 500mila elettori. Equa distribuzione delle istutuzioni politiche, dell'ordine, del fisco, dell'istruzione, della detenzione carceraria, della cultura e dello sport sul territorio, in rapporto al numero degli abitanti. Riforma della rappresentanza sindacale che può essere frammentata finchè si vuole, ma per esercitare il diritto di sciopero deve dimostrare, a tutti i livelli, attraverso il referendum, di esprimere l'effettiva volontà dei lavoratori.
Subito l'inizio del cammino della riforma fiscale, tesa a colpire i consumi del medio lusso, in modo da avere denaro fresco dagli evasori, e spostarlo sui settori virtuosi.
commento di Parola Mia inviato il 11 aprile 2010
Un provvedimento semplice sulla trasparenza totale delle spese pubbliche potrebbe ridurre significativamente sprechi, inefficienze e corruzione.

La proposta su cui invito alla discussione é questa:

Tutti gli atti amministrativi di spesa pubblica, nei loro piú minimi dettagli ed a qualsiasi livello, devono essere accessibili a chiunque e gratuitamente sulla rete, con sanzioni economiche (od anche penali) severissime per chi non pubblica i dati o li pubblica volutamente alterati.

Esempio pratico spero indicativo:
Per ogni appalto concesso si dovrá aprire un sito alla direzione AppaltoX.ComuneY.it dove si pubblica:
Chi ha proposto l'opera
Chi l'ha votata
Quando, come, a chi, per quale cifra, con quali tempi di realizzazione, é stato assegnato l'appalto.
Dettagli della societá a cui é stato assegnato l'appalto.
Resoconti almeno mensili dello stato di avanzamento dell'opera.
Possibilita da parte dei cittadini di presentare interrogazioni online (che devono essere attese in 7 giorni massimo) su ogni fase dell'opera e qualsiasi soggetto implicato nella stessa.

Costi:
Software standard da distribuire a tutte le amministrazioni pubbliche.
Riqualificazione di personale pubblico gia esistente da adibire alla creazione e gestione dei siti.

Benefici :
la trasparenza su tutte le fasi della spesa pubblica sarebbe di grande ostacolo ad inciuci, collusioni, corruzioni, sprechi dmenziali.
commento di Parola Mia inviato il 11 aprile 2010
Tra le prioritá assolute ritengo vi sia il recupero di risorse per mezzo della lotta all'evasione fiscale, risorse che andrebbero destinato interamente (od in gran parte) alla riduzione del carico fiscale sulle fasce piú deboli.

La mia prosposta in tal senso é la seguente:

1) Si assume il livello impositivo attuale come base di riferimento non peggiorabile.

2) Si stabilisce per legge che tutto quanto si riesca a recuperare strutturalmente viene destinato alla riduzione dell'aliquota minima IRPEF od a qualsiasi altro sistema di redistribuzione che favorisca i soggetti piú deboli, l'importante é che la redistribuzione sia AUTOMATICA.

3) Si investe in una campagna di informazione continua e mirata per far capire alla gente che con questa norma pretendere ed anche emettere scontrini non solo é cosa giusta ma anche conveniente per tutti in quanto i soldi rientrano direttamente ed automaticamente nelle tasche dei contribuenti.

4) Parallelamente sia attuano provvedimenti (da studiare) per cercare di rendere evasione ed elusione fiscale molto meno facili da realizzare.

Il pregio di questo provvedimento é che si potrebbe mandare a regime a costi praticamente nulli con l'idea che se si riesce a dimostrare nei fatti che si riescono ad abbbassare le tasse (fosse pure di un 0.5% il primo anno) si potrebbe innesacre un ciclo visrt.

Comunque un risultato lo si otterrebbe, se il sistema non funziona sarebbe lampante che il governo in carica non é risuscito a diminuire l'evasione.
commento di giuseppe1 inviato il 11 aprile 2010
Segue da commento precedente: mentre alle province andrebbero i tributi relativi alle tasse di possesso degli autoveicoli e ai comuni le tasse locali e le addizionali (ici residuale ecc.). Per finanziare la spesa delle regioni economicamente più deboli verrebbe istituito un fondo perequativo a cui le regioni darebbero un contributo percentuale per garantire il gettio a tutte le regioni italiane. In un contesto di questo tipo la gestione del bilancio degli enti locali non sarebbe realizzato più con il criterio della spesa storica (ho speso 100 nel 2009, spenderò 102 nel 2010) ma sulla base di un budget preventivo fondato su una quantità di risorse prestabilite (avrò 100 nel 2009, ancora 100 nel 2010, avrò 99 nel 2011, devo gestire i servizi in modo tale da non tagliarli ma in modo da renderli più efficienti ed efficaci, altrimenti gli elettori mi mandano a casa). In questo modo si riuscirà a frenare la crescita della spesa pubblica fuori controllo e vi sarà una maggiore responsabilizzazione degli amministratori locali. Su questi temi maggioranza e opposizione possono trovare un accordo partendo dal presupposto che non è la legge elettorale a rappresentare l'ostacolo maggiore perché è ovvio che se si vota con una legge a turno unico il presidente viene eletto da una maggioranza relativa (A prende il 45%, B prende il 40%, C prende il 15% A diventa il presidente)mentre se si vuole che la maggioranza sia assoluta occorre che i candidati siano solo due (ma allora ci vuole il bipartitismo perfetto). Mentre col doppio turno nell'esempio che ho fatto più sopra A e B andrebbero al ballottaggio e B potrebbe anche farcela al secondo turno. Come potete facilmente intuire la sfida che hanno davanti i ceti dirigenti del nostro paese è notevole ma un accordo è possibile per il bene comune

Giuseppe Badalucco
Parma
commento di giuseppe1 inviato il 11 aprile 2010
Il PD deve accettare la sfida delle riforme in tutti i campi, da quello istituzionale a quello economico - sociale, senza lasciarsi scavalcare o dettare l'agenda politica dal centrodestra. Se parliamo delle riforme istituzionali e costituzionali relative alla seconda parte della Costituzione, la forma di Stato e di governo, io trovo accettabile e auspicabile che la modernizzazione del paese passi attraverso la sua strutturazione su un modello di Stato simile a quello semipresidenziale francese, in cui il Presidente viene eletto dal popolo con elezione diretta a doppio turno (possibilmente con legge elettorale uninominale maggioritaria) e nomina il primo ministro con la possibilità anche di coabitazione tra presidente di destra e primo ministro di sinistra e maggioranza parlamentare avversa (la forza della democrazia è maggiore di quello che pensiamo). A differenza però del modello francese che dura 7 anni e replicabile fino ad arrivare a 14 anni (un monarca)nel modello italiano il mandato dovrebbe durare 4 anni e al massimo potrebbero essere effettuati due mandati per un massimo di 8 anni. Il Presidente della Repubblica svolgerebbe l'indirizzo generale della gestione politica del governo del paese in collaborazione con il primo ministro e il governo promuoverebbe la predisposizione degli atti legislativi da portare in parlamento. In questo contesto il Parlamento sarebbe composto da una Camera dei deputati composta da 400 membri che predispone le leggi ordinarie e vota i decreti e da un Senato federale composto da 200 membri che gestisce le problematiche politiche delle Regioni federali. In tal caso verrebbe superato il bicameralismo perfetto e una legge sarebbe già promulgata uscendo dalla Camera. La struttura statale diverrebbe di tipo regionalista - federalista con gestione del bilancio pubblico attraverso una quota di compartecipazione al gettito Irpef, Ires, Iva, Addizionali regionali, Imposte di registro e accise a favore delle regioni, mentre alle province (le
commento di Fralang2002 inviato il 11 aprile 2010
Che i partitini che contano l'1,3% restino fuori dal Parlamento è UN BENE! Pensate ad un Pecoraro (Scanio) che riesca ancora a bloccare le decisioni per far valere il peso del prorio inutile partito!!

commento di F.Rosso inviato il 11 aprile 2010
Nessuna. Prioritario e salvare il paese, e soprattutto i lavoratori o ex tali, economicamente...
Se proprio si vuol farlo, si potrebbe fare una vera legge elettorale democratica, che riammetta i partiti esclusi in modo brutale dal Parlamento, che ridia al cittadino il diritto di scegliere il proprio parlamentare e che ci rifaccia diventare una vera democrazia.
Stop, per il resto, sono solo cose inutili buone per perdere tempo prezioso.
commento di Anpo inviato il 11 aprile 2010
Ciao viola,
Beh si in sostanza quello intendevo :)
commento di viola16 inviato il 11 aprile 2010
caro anpo perche' non: totale trasparenza? non dobbiamo piu' accontentarci.
commento di Anpo inviato il 11 aprile 2010
Abolizione di tutti i privilegi della Casta (non solo gli stipendi faranoici), il ritorno al mattarellum senza la quota proporzionale o almeno una legge elettorale con le preferenze e maggiore trasparenza nell'amministrazioen della cosa pubblica (perchè Buckingham palace mette online le sue spese e il Quirinale no?).

riguardo alla forma di governo non ne va bene nessuna finchè a fare le riforme sono politici non interessati ad uno Stato più efficiente ma agli interessi di bottega (basta guardare cosa stanno facendo con il semipresidenzialismo)
commento di bgiuliano inviato il 11 aprile 2010
E' vero e necessario uno snellimento e una modernizzazione, ma il paese non so quanto sia convinto del presidenzialismo ed ad altri 10 o 15 anni di Berlusconi in sella alla vecchia e stanca Italia!
I prossimi tre anni saranno un test!
Credo in una nuava bufala berlusconiana! Se ci sarà un referendum non so proprio come andrà a finire, ricordo lo storico Monarchia-Repubblica!
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22 febbraio 2008
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