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contributo inviato da team_realacci il 7 aprile 2010
INTERROGAZIONE  

Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero dello sviluppo economico,
al Ministero dell’economia e delle finanze

Per sapere, premesso che,

sulla base delle tecnologie attualmente disponibili non risulta credibile la motivazione del Governo in carica di puntare sull’energia nucleare come fonte in grado di fornire significative quantità di energia elettrica a prezzi molto più bassi degli attuali;

la struttura dei costi del nucleare è particolare rispetto a quella delle altre fonti energetiche: incide molto la costruzione degli impianti, relativamente poco la gestione e il costo del combustibile, tantissimo lo smantellamento e la chiusura del ciclo, con la messa in sicurezza delle scorie. Vale la pena sottolineare, a tal proposito, che gli italiani ogni pagano in bolletta 400 milioni di euro per lo smantellamento del vecchio nucleare. Allo stato attuale di tecnologia in Italia questa fonte energetica, comporta dunque costi elevati, tempi molto lunghi, problemi legati allo smaltimento delle scorie radioattive;

se in un’economia di mercato si tiene conto di tutti questi costi il ritorno al nucleare non è competitivo, mentre diverso è ovviamente il caso delle centrali già esistenti. E’ questo il motivo per cui attualmente in tutto l’Occidente sono in costruzione due soli impianti nucleari, uno in Francia a Flamanville e uno in Finladia a Oikiluoto, entrambi con tecnologia francese Areva, la stessa privilegiata dall’Enel e dal Governo Italiano;  

l’impianto di Oikiluoto avrebbe dovuto essere consegnato lo scorso anno, si parla ora del 2012 e i costi di costruzione sono già aumentati del 60%, un vero e proprio disastro industriale;

l’ Enel per gestire finanziariamente la costruzione di centrali nucleari ha chiesto al Governo la certezza dell’acquisto e un prezzo minimo per il Kilowattora nucleare. Un’opzione molto lontana da quella di ottenere un prezzo più basso per l’energia, oltre che una messa in discussione dello stesso mercato elettrico;

lo stesso amministratore delegato dell’Eni Paolo Scaroni in un’intervista rilasciata al quotidiano il Sole 24 ore il 13 marzo u.s., nel sottolineare allo stato attuale il non interesse dell’Eni per il piano nucleare ha dichiarato che il nucleare è possibile (...) dove è lo Stato ad assumersi l’onere del decomissioning e dove l’Acquirente Unico è disposto a garantire un prezzo minimo. Solo a queste condizioni è conveniente farlo (...)

Ciò premesso si chiede  

se nel corso degli incontri tra il Governo Italiano, il Governo francese e la società francese Areva sia stata ipotizzata una clausola secondo la quale in caso di mancata realizzazione delle centrali nucleari in Italia, per cause indipendenti dalla volontà del fornitore, lo stesso abbia comunque la garanzia ad essere pagato totalmente, con un evidente e pesante onere sulle finanze dello Stato italiano.  
 

Roma, 7 aprile 2010
On. Ermete Realacci
TAG:  TREMONTI  CITTADINI  NUCLEARE  SCAJOLA  REALIZZAZIONE  COSTI  INTERROGAZIONE  SCORIE  CENTRALI  AREVA  MANCATA 

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commenti a questo articolo 1
commento di popapopa inviato il 8 aprile 2010
Buongiorno,
sul tema ambientale sento personalmente un bisogno di chiarezza totale all'interno del partito democratico. Ritengo non sia chiara la posizione del partito come espressa nei documenti di programma (peraltro non mi risulta ce ne siano di successivi a quelli predisposti per le europee del 2009). Mi sbaglio? Mi piacerebbe molto poter leggere una sintesi politica chiara delle considerazioni del vostro team anche per capire se su questo esiste una unitarietà di vedute che ritengo imprescindibile su questo argomento.
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