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contributo inviato da mauda il 6 aprile 2010

Caro Beppe Fioroni,

leggo su Repubblica che nella solita, puntuale analisi del dopo voto, uno dei motivi  della sconfitta del Pd, sarebbe il "conservatorismo rancoroso di alcune parti sociali" - avresti fatto prima a specificare la Cgil - che impedirebbero una riforma del mercato del lavoro.

Mi chiedo semplicemente se, uno dei dirigenti del partito per il quale io ancora voto, sa di cosa sta parlando: il mercato del lavoro è composto da persone in carne ed ossa, che hanno famiglie da crescere (quelle di cui   tutti si occupano e difendono in teoria, specialmente su certi argomenti, senza fare un solo intervento adeguato in pratica), che vivono con i soldi del loro lavoro, che affrontano i cosiddetti problemi di tutti i giorni.

Sai cosa significa tirare avanti con 800,00 euro al mese, se sei in cassa integrazione oppure con 1.200,00 se lavori a tempo pieno? Sai che la maggior parte dei giovani non ha altro che lavori precari e dequalificati? Lo sai che angoscia ti prende quando ti rendi conto che la tua vita quotidiana sarà un'incertezza continua, per te e per i tuoi figli, e che rimarrai sempre in queste condizioni?. Diceva Bruno Trentin, uno dei grandi  "conservatori" che ha preparato il terreno, assieme ad un altro illustre  "conservatore" di nome Ciampi, per tutte le principali riforme attuate in questo Paese sul welfare ed il lavoro: "LA PIU' GRANDE UTOPIA E' CAMBIARE LA VITA QUOTIDIANA DELLE PERSONE".

Ti vorrei ricordare che la Cgil non si è mai tirata indietro, anche quando le questioni da affrontare erano le più difficili, con la differenza che ha sempre cercato di migliorare e non peggiorare ulteriormente le condizioni delle PERSONE: non capisco dove sia il rancore sociale in questo contesto, a meno che non si pensi che ci si debba  rassegnare e condividere questo stato delle cose.

Non penso proprio che tutto ciò si possa definire rancore sociale o impedimento, ma giusta aspirazione a migliorare le proprie condizioni, e non a tornare sempre un po più indietro;  certo è che se il Pd non è punto di riferimento su tutti questi concreti argomenti, sarà sempre un partito di grandi analisi e pesanti sconfitte.   

Daniela Bondi

 

TAG:  LAVORO  ELEZIONI REGIONALI 

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