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contributo inviato da team_realacci il 30 marzo 2010
Mentre è slittata a data da destinarsi la presentazione del rapporto rifiuti di Ispra, in programma per oggi, potrebbe invece esserci una accelerazione nel recepimento della direttiva quadro sui rifiuti da parte del nostro paese. Da voci di corridoio dal ministero dell'ambiente sembrerebbe infatti che il testo della legge di recepimento della direttiva potrebbe essere pronto anche prima della scadenza di maggio annunciata dal ministro Stefania Prestigiacomo in occasione dell'incontro con il Commissario europeo all'Ambiente Janez Potocnik.

Addirittura si diceva che il decreto legislativo potesse essere inserito nel prossimo consiglio dei ministri, ipotesi che si è rivelata poi non vera per il fatto che non è presente nell'elenco degli argomenti discussi nel pre-consiglio.

Il recepimento con l'approvazione del relativo decreto legislativo dovrà comunque avvenire entro giugno, termine entro il quale la legge comunitaria 2008 dava delega al governo per farlo. Ma sarebbe comunque un caso quasi eccezionale di rispetto dei tempi - anzi di anticipazione dei tempi- da parte del nostro paese, visto che la scadenza per l'attuazione del provvedimento comunitario da parte degli Stati membri è fissata dalla stessa direttiva per il 12 dicembre 2010 e che per esperienze pregresse l'Italia è sempre stata semmai in ritardo anziché nei tempi previsti.

Certo al di là dei tempi quello che sarebbe utile è che nel recepimento della direttiva europea sui beni a fine vita si cogliesse anche l'opportunità di risolvere alcune questioni rimaste aperte con il Testo unico e con le successive modifiche che su questo sono intervenute. E quindi che oltre al quando avverrà il recepimento l'attenzione fosse messa fortemente sul come questo avverrà.

Il recepimento della direttiva 2008/98 dovrebbe introdurre - anche attraverso modifiche all'attuale Codice ambientale (Dlgs 152/2006)- una ridefinizione delle differenze attualmente esistenti tra rifiuti, sottoprodotti e materie prime secondarie, e nuove definizioni per quanto riguarda le operazioni di riciclaggio e di recupero. Elementi di estrema novità e di cambiamento nell'ambito della gestione integrata dei rifiuti.

Intanto un commento positivo è stato espresso da parte di Fise Unire, l'associazione dei recuperatori dei rifiuti a seguito della presentazione della proposta di recepimento della direttiva europea fatta dal ministero dell'Ambiente al Cespa, il Consiglio economico e sociale per le politiche ambientali nel quale sono presenti le confederazioni nazionali delle categorie economiche.

«Un concreto passo in avanti nel lungo processo di attuazione della parità di condizioni concorrenziali tra imprese dei servizi pubblici e imprese private di gestione dei rifiuti, in linea con i ripetuti richiami e le indicazioni della Comunità europea» l'aveva infatti definita il presidente di Fise Unire, Corrado Scapino.

Secondo l'associazione aderente a Confindustria, con questa proposta viene infatti disciplinato l'ambito di responsabilità del produttore dei rifiuti, individuando i soggetti cui gli stessi possono essere affidati per il recupero o lo smaltimento e stabilendo che tale responsabilità cessa (e viene quindi esclusa) nel caso di conferimento a centri di raccolta pubblici o a piattaforme private, a condizione che questi siano autorizzati al recupero o smaltimento e che il conferimento stesso avvenga sulla base di una convenzione o di un contratto. Impostazione presente invece nel vigente Codice ambientale (Dlgs. 152/06).

Federambiente non entra invece nel merito della proposta ma formula un auspicio riguardo all'opportunità offerte dal recepimento della direttiva quadro.
«Auspichiamo che questo decreto legislativo in corso di definizione costituisca finalmente un momento di stabilità e certezza nel settore della gestione dei rifiuti» ci ha detto il direttore di Federambiente, Gianluca Cencia.
«Un settore - ha continuato Cencia- che ha estremo bisogno di certezze, non solo negli elementi fondamentali e quindi tecnici ma anche in quelli strategici».

Vi sono degli elementi in particolare che pur non facendo parte della direttiva europea, crede che dovrebbero essere presi in considerazione in questo nuovo testo sui rifiuti?
«Di temi da affrontare ve ne sarebbero diversi e tutti di grande importanza, ma ve ne sono due in particolare che hanno estrema necessità di chiarezza: il tema degli ambiti territoriali ottimali, recentemente aboliti dal testo sugli enti locali e quello della tariffa da applicare per lo svolgimento del servizio. Se non si danno riferimenti certi su chi dovrà svolgere i compiti sino ad ora di competenza degli Ato e se non si risolve il problema della tariffa nato a seguito della sentenza della Consulta, il sistema dei servizi pubblici nel campo della gestione integrata dei rifiuti rischia di essere messo in seria difficoltà, con conseguenze facilmente immaginabili per i cittadini e per l'ambiente».

Fonte: Greenreport
30 marzo 2010
Autore: Lucia Venturi
TAG:  RIFIUTI  BONIFICHE  DIRETTIVA  UE  RECEPIMENTO  DIRETTIVA 2008/98 

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