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contributo inviato da Achille_Passoni il 30 marzo 2010
Dura da più di un mese ormai quello che viene definito dagli stessi partecipanti “l’unico reality reale, purtroppo”. Gli operai della Vinyls di Porto Torres vivono giorno e notte da oltre 30 giorni nell’ex carcere di massima sicurezza dell’Asinara, in Sardegna, per portare i riflettori su uno dei tanti tessuti industriali italiani devastati dalla crisi. In quest’Italia dove si parla di tutto tranne che dei problemi reali delle persone, gli operai della multinazionale del settore chimico sono riusciti a portare l’attenzione sulla loro vertenza con un metodo non convenzionale: hanno scimmiottato uno dei tanti programmi privi di contenuti della tv pubblica, tenendo un diario in diretta sul web. In poco tempo hanno ottenuto risultati incoraggianti: 80mila fan su Facebook, tanti contatti sul sito e visite all’Asinara da parte dei media di tutta Europa, da France Presse alle Iene. Si tratta di una vertenza complessa, in cui il governo potrebbe e dovrebbe intervenire: il problema principale infatti è che l’Eni, di cui lo Stato possiede il 30% del capitale, non fornisce da tempo per mancanza di garanzie finanziarie le materie prime necessarie alla Vinyls per continuare la produzione. Esisterebbero diverse ipotesi di vendita della società per salvare i posti di lavoro degli operai, ma i tempi si stanno dilatando, il Governo e la Regione non si fanno sentire e il petrolchimico di Porto Torres rimane sull’orlo del baratro. In attesa che si risolva questa impasse, i lavoratori restano sull’isola, aggiornano quotidianamente il loro blog su internet e sperano in nuovi sviluppi. E’ noto da tempo l’interesse del gruppo arabo Ramco nell’acquisto di tutti gli impianti sardi dell’Eni, per rilanciare la chimica sarda: possibile che non ci sia la volontà di accelerare la trattativa? Di cosa si deve occupare un Governo se non del dramma sociale ed economico dei lavoratori italiani?
TAG:  LAVORO  CRISI  DISOCCUPAZIONE  ASINARA  VINYLS 

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4 marzo 2010
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