.
contributo inviato da CondizioniAlContorno il 25 marzo 2010

Coloro che in passato hanno colpevolmente sottovalutato il problema del "conflitto di interesse" il quale, nel caso del Banana, si dovrebbe chiamare più correttamente "conflitti di interesse", viste le "mille e una" sfaccettature (una più grave dell'altra) mai come in questo periodo dovrebbero fare una profonda autocritica. Non osiamo, per carità, pretendere di più. Ma guardate che capolavoro hanno fatto! Una tale superficialità è davvero sconcertante, dobbiamo ammetterlo. Ma ho l'impressione che il problema di fondo sia anche un altro. Un'indicazione si può trarre per esempio dalla notizia della multa di 100 mila euro da parte dell'autorità garante a Tg1 e Tg5 per lo squilibrio informativo tra PDL e PD. Qui sta, a mio avviso, la misconcezione. Mi spiego. In democrazia "governa" chi ottiene il consenso della maggioranza dei cittadini che si reca alle urne per votare. Ma mi auguro si voglia ammettere che è assolutamente fondamentale che l'esercizio di questo voto debba essere espresso in una situazione di piena consapevolezza delle notizie, delle informazioni, dei fatti. Non si tratta dello spazio informativo concesso ai partiti, o di dare voce a "tutti" i partiti. Questo spazio, se si vuole, potrebbe essere scelto solo come "indicatore" grossolano di una sostanziale pluralità ed equilibrio dell'informazione, ma non può assolutamente identificarsi con queste. I cittadini hanno cioè  "diritto" a informazioni plurali e libere, indipendentemente dall'interesse di un organismo "privato" (anche se "collettivo") come è di fatto un partito. Chi afferma di governare perché la maggioranza degli elettori lo vuole non può poter ottenere i voti manipolando e omettendo le notizie. Che razza di "consenso" è quello ottenuto manipolando le "menti" o facendo scegliere in assenza di elementi informativi fondamentali? Dico cose ovvie e semplici, lo so, ma in Italia oggi nessun partito si fa portavoce di questa condizione "ab initio". Le "timide" osservazioni su questo grave problema non sembrano farsi portavoce del "diritto" dei cittadini, ma solo del "diritto" di questo partito o di quell'altro. Dobbiamo pertanto essere noi "elettori" a chiedere e pretendere che questo tema sia inserito prioritariamente nell'agenda politica. Per prima cosa il PD dovrebbe diventare il partito che difende questo "diritto" e questa "libertà", e il centrosinistra in generale dovrebbe caratterizzarsi come forza politica e sociale estremamente sensibile a questi temi. Chi si riconosce in una forza di cs, infine, dovrebbe pretendere che le "forze" che lo vogliono rappresentare non dimostrino mai cedimenti e/o sottovalutazioni e/o ambiguità su questo tema, perché è la condizione essenziale per vedere riconosciuti anche tutti gli altri diritti (lavoro, solidarietà, socialità, servizi, ecc.)  e per poter continuare a chiedere "giustizia" e "rispetto delle regole" in modo efficace (e non sterile).

P.S. (questa sottovalutazione potrebbe costare cara ancora una volta al cs nelle prossime elezioni. La "letterina" al Banana sarebbe infatti stata molto più pesante in condizioni informative non pesantemente inquinate come quelle attuali, nell'ipotesi migliore. Se invece a verificarsi sarà l'ipotesi peggiore, si tratterà per l'ennesima volta di un'occasione perduta di "salvarci" dal malgoverno e dalla lenta corrosione del tessuto democratico e della coesione sociale. Come ho finalmente sentito dire a Bersani: Berlusconi è pericoloso. Come all'inizio del ventennio fascista, la responsabilità è ricaduta comunque su tutti i soggetti politici ed istituzionali dell'epoca. Compreso tutto il popolo italiano).

Roberto Zanrè

 

TAG:   

diffondi 

commenti a questo articolo 0
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
16 febbraio 2010
attivita' nel PDnetwork