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contributo inviato da team_realacci il 16 marzo 2010
Al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

Al Ministro dell’Economia e delle Finanze

Per sapere, premesso che:


numerosi articoli apparsi sulla stampa nazionale sottolineano una contrazione dei fondi nazionali a sostegno del mercato dei piccoli lavori pubblici inferiori per importo al milione di euro. In particolare numerosi articoli, a firma Giorgio Santilli sul quotidiano “Il Sole24ore”, sottolineano come la situazione si ripercuota soprattutto sulle imprese edili più piccole, dal momento che nel primo bimestre del 2010, si è registrata una contrazione del 30% degli appalti (dagli 801 milioni del 2009 si è passati ai 561 milioni del 2010). Un ulteriore riduzione anche rispetto all’anno precedente in cui si era segnato un calo del 30% rispetto al 2008;

fra le cause prioritarie di questa situazione, secondo quanto evidenziato dal Sole24ore, ci sono da segnalare che l'Anas, grande committente di opere pubbliche di piccola entità, ha azzerato nel 2010 i fondi per i nuovi investimenti stradali per effetto della Legge finanziaria per l’anno corrente; che il piano dell'edilizia scolastica è fermo in attesa del completamento dell'anagrafe delle scuole, che i comuni e gli territoriali locali, costretti al rispetto del patto di abilità, non investono fondi a disposizione dei loro bilanci;

un’altra causa di sofferenza delle piccole opere sta nella scelta del Governo di privilegiare le opere di fascia alta e altissima: i dati riportati dal Sole24ore evidenziano come gli appalti per opere di importo superiore ai 50 milioni abbiano avuto nel primo bimestre del 2010 una crescita del 61% rispetto al 2009;

inoltre al momento dell’assegnazione dei lavori, la concorrenza sempre più pressante fra piccole imprese, genera ribassi d’asta medi che superano il 22-23%, tanto che sempre nel primo bimestre di quest’anno, si è registrato un calo del 20% rispetto all’anno precedente, con appalti aggiudicati pari a 407,5 milioni di euro a fronte dei 510,9 milioni del 2009;  

sebbene nell’ambito del Piano delle Infrastrutture prioritarie approvato dal Cipe il 26 giugno 2009, il Governo abbia previsto quattro programmi di intervento di media e piccola dimensione finanziaria, per un importo complessivo pari a 2.433,5 milioni di euro,  soltanto il 44%, secondo dati ANCE, risulta confermato dal Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica;  

dalla metà del 2008 a oggi l'edilizia ha perso, secondo dati Cresme-UIL, 157mila posti di lavoro, a cui se ne potrebbero aggiungere altre migliaia fra il 2010 e il 2011 per ANCE, ANCI e Confindustria. A tal proposito sempre il Cresme, istituto di ricerca specializzato nell'edilizia, prevede che entro il prossimo anno chiuderà il 15% delle piccole imprese del settore delle costruzioni;

riqualificare e rinnovare il patrimonio edilizio pubblico e privato individuando provvedimenti immediati ed efficaci, cantierabili da subito, può essere un volano per rilanciare l’economia nel segno della qualità. Questo deve avvenire nell’ambito di una politica industriale del settore delle costruzioni che migliori la qualità del prodotto, sostenga la professionalità e la competenza degli attori del processo, stimoli l’interesse e la sensibilità dei consumatori verso prodotti di qualità;

nei maggiori Paesi industrializzati ed, in particolar modo nei principali Paesi Europei, il percorso più efficace individuato è di legare la riqualificazione del patrimonio immobiliare ad obiettivi di efficienza energetica e di diffusione dell’uso delle fonti rinnovabili. Un obiettivo ribadito dalla nuova direttiva 91/02 in discussione al Parlamento Europeo che ne prevede l’applicazione in tutti gli interventi di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente.  Anche un Italia, lo sgravio fiscale del 55% introdotto dal Governo Prodi è stata una misura che ha ottenuto degli effetti ingenti e importanti. Ha messo in moto un volano di affari superiore ai 3 miliardi di euro e ha permesso di ripagare lo sgravio fiscale previsto, attraverso l'emersione del sommerso e l'attivazione di una nuova economia. Inoltre ha coinvolto migliaia di imprese e decine di migliaia di occupati

Ciò premesso si chiede
ai Ministri interessati quali azioni urgenti e concrete intendano mettere in campo, per rilanciare il settore dell’edilizia delle piccole e medie imprese;

se non intendano rilanciare il piano nazionale per le piccole opere pubbliche volto alla manutenzione del territorio e della rete stradale, finanziando completamente il piano di opere piccole e medie licenziato dal Cipe nel giugno del 2009;  

se non intendano rivedere la normativa del “patto di stabilità”, per consentire ai Comuni di investire fondi bloccati in piccole opere pubbliche cantierabili da subito per rimetter in modo il settore dell’edilizia e le piccole imprese del settore che operano sul territorio;  

se non intendano, come previsto anche da diversi ordini del giorno approvati anche alla Camera dei Deputati e vista la scadenza della proroga a fine 2010, stabilizzare lo sgravio fiscale del 55% per gli interventi di efficienza energetica estendendolo anche agli interventi di protezione sismica in edilizia.
 

Roma, 16 marzo 2010

Ermete Realacci
Mariani Raffaella 
TAG:  EDILIZIA  QULITÀ  TERRITORIO  OPERE  PICCOLO IMPRESE  RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA  INTERROGAZIONE  PICCOLI LAVORI PUBBLICI  IMPORTO  INFERIORE  UN MILIONE DI EURO  TAGLIO FONDI 

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