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contributo inviato da Giutre il 12 marzo 2010
Caro sig. Zingales, con qullo di questa settimana, sono  due gli articoli euroscettici che, lei scrive per L'espresso, in un breve lasso di tempo. In entrambi gli scritti dice, per la maggior parte dei fatti storici ed economici, cose senzaltro vere. Ma fa, nel primo articolo, una serie di previsioni pessimistiche sulla futura permanenza dell'Italia nell'EURO, a meno che non avvengano o non si operino alcune ben precise operazioni di macroeconomia che, se ho bencapito, in sintesi sono del tipo:
Riduzione di stipendi ,salari e pensioni per aumentare la competitività delle nostre produzioni mantenimento inalterato il livello della spesa pubblica per sostenere la domanda.
Mi pare che sia un'operazione alquanto ardua. Poichè nel momento che si riducono i consumi si riduce automaticamente anche la spesa pubblica, sia pure in momenti conseguenti e sfasati  nel tempo dei due flussi finanziari.
Nel secondo articolo: dopo una serie di constatazioni storiche relative all'unità d'Italia che, condivido fino a che, non tira in ballo il senso civico dello Stato che,  certamente, dipende dal grado di istruzione e da come lo stesso viene imposto. Certo è che , come lei dice, il risultato che si è ottenuto, è l'inverso dellaspettativa. Cioè il livellamento verso il basso (profondo) del senso civico nazionale. Se però ci chiediamo il perchè la risposta viene immediata: Si tratta di valutare come è stato e con quali mezzi viene richiesto il benedetto "senso civico".
Quì sta il nodo della questione, il vizio nazionale che dall'unità d'italia in poi non  è mai cambiato: Quello di fare leggi, leggine, imporre di lacci e lacciuoli senza riuscire o avere i mezzi per farle rispettare e da ultimo scardinare l'odinamento giudiziario che, sia pure in modo limitato e forsanche soft, erano l'unico deterrente al rispetto delle istituzioni e delle regole imposte a salvaguadia del senso dello Stato.
Quanto poi all'attribuire forte perdita di competitività all'unificazione europea dovuta  all'imposizione della moneta tedesca e della regolamentazione francese al resto dei paesi più deboli dell'Unione tra cui l'Italia mi pare proprio un'affermazione fuori da ogni grazia di Dio.
Per dire che: L'Unione europea si stia avviando ad un percorso favorevole al clientelismo mafioso, credo non basti far riferimento alla Grecia (se i bilanci sono truccati è solo perchè chi li trucca è un ladro) e al suo  "senso Civico" per le note disavventure di quel paese.
Altrettanto fuori luogo credo sia l'affermazione che, nel 2051 la "questione meridionale" riguarderà l'intero nostro paese. Da quì al 2051 mancano ancora 41 anni quindi più che una previsione a lunghissimo termine, mi pare un'affermazione di tipo "astrologico" ipotizzata attraverso la sfera di cristallo.
Spero proprio che ciò non avvenga anche se non mi riguardera più da vicino.








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