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contributo inviato da team_realacci il 11 marzo 2010
A Parma, fino al 12 marzo, è in programma la quinta Conferenza interministeriale su ambiente e salute. Radunati rappresentanti dei 53 paesi della regione europea dell’Organizzazione mondiale della sanità, ministri della Salute e dell’Ambiente, membri della Commissione europea, partner intergovernativi e della società civile, esperti della comunità scientifica e giovani delegati. Affrontando il tema “Protezione della salute dei bambini nel cambiamento ambientale”, il summit fa seguito agli appuntamenti di Francoforte,  Helsinki, Londra e Budapest. In Ungheria, nel 2004, furono identificate quattro principali cause di rischio per la salute dei più piccoli: l’acqua e l’igiene; gli incidenti (stradali e domestici) e l’attività fisica; l’inquinamento dell’aria e le minacce che arrivano dalle sostanze chimiche e dai rumori; e il tema della salute e della sicurezza sul lavoro.
 
Nella dichiarazione finale si farà il punto sulla minaccia rappresentata da questi fattori, alla luce delle nuove sfide globali: il cambiamento climatico e le diseguaglianze socio-economiche. Un epilogo, fissato per venerdì, che si preannuncia funesto, a giudicare quel che è stato l’incipit della tre giorni. Secondo i dati del dipartimento di Sanità pubblica e ambiente dell’Oms, ogni anno in Europa muoiono 13mila minori a causa delle emergenze climatiche e più del 33 per cento delle malattie nei bambini al di sotto dei 5 anni è dovuto a fattori ambientali, causa del 24 per cento delle malattie e del 23 delle morti nel mondo a livello di popolazione generale. L’aumento della temperatura media della superficie terrestre, 0,74 gradi in più negli ultimi 100 anni, mette a rischio la salute dei più piccoli, in particolare quelli sotto i quattro anni. Prima causa di morte è il freddo, mentre l’asma riguarda il 9,5 per cento dei bambini e il 10,4 degli adolescenti.
 
Tra le altre patologie infantili legate alle mutazioni del clima, le infezioni da salmonella, yersinia, listeria e leptospirosi, bronchite cronica, le malattie trasmesse dalla scarsità di acqua e dall’ozono, senza contare gli annegamenti, le infezioni e i traumi dovuti alle inondazioni e alle alluvioni, che sono il disastri naturali più comuni nel nostro continente. L’Oms ricorda che, in tutto il pianeta, 908 milioni di bambini non hanno ancora accesso a servizi igienici di qualità e che, complessivamente, le patologie attribuibili a cause ambientali, nel pianeta, sono stimate tra il 25 e il 30 per cento.
 
Altri nemici per la salute dei bambini si nascondono all’interno delle classi scolastiche, dove i ragazzi trascorrono almeno un terzo della loro giornata e dove l’aria è più irrespirabile che nelle strade. Pm10 (polveri sottili) e formaldeide (gas emesso dagli arredi interni) presenti in concentrazioni maggiori che all’aria aperta. Lo studio, condotto dal ministero dell’Ambiente con il Rec (Regional Environmental Center) di Budapest, sottolinea l’aumento dei casi di asma, allergie e malattie varie delle vie respiratorie. Tra le cause, l’età avanzata degli edifici: la metà è stata costruita prima del 1960 e in molti casi le ristrutturazioni non hanno migliorato la situazione per via dell’uso di materiali contenenti composti tossici e formaldeide. Per la questione Pm10, il problema è costituito dalla combinazione tra polveri sottili provenienti dall’esterno e dal traffico, e quelle generate dal gesso e dalle lavagne.
 
Tra gli altri focus previsti durante il summit di Parma, una sessione organizzata dall’Oms con il supporto dell’Ispesl (Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro) sul tema “Disparità sociale per la salute in ambito occupazionale” per affrontare l’emergenza europea di 400 milioni di lavoratori esposti a rischi per salute, causati da fattori presenti sia nell’ambiente, sia nei luoghi di lavoro. 

Fonte: Terra News
11 marzo 2010
Autorte: Diego Carmignani
TAG:  PARMA  SUMMIT EUROPEO  AMBIENTE  SALUTE  MALATTIE  EMERGENZE CLIMATICHE  OMS 

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