.
contributo inviato da galfra il 8 marzo 2010

Il localismo della Lega. «È certamente un pregio, ma ti impedisce di avere una visione generale - dichiara Galan -. Se curi l'interesse del quartiere, l'interesse della strada, l'interesse che viene rappresentato al bar, non puoi avere a mente l'interesse generale. Infatti Zaia, quand'era presidente della Provincia di Treviso, era contrario al Passante di Mestre. La Lega è stata contraria al rigassificatore; è stata contraria al Mose. Tutte cose che avevano una valenza enorme».

«La Lega era a favore dei dazi - ricorda il presidente -, la Lega era per la chiusura dei mercati, non comprendendo quello che a me è sempre parso evidente: se Giorgione ha dipinto quello che ha dipinto, se Palladio - solo per fare alcuni esempi - ha fatto quello che ha fatto, se Benetton - per venire ad un'epoca più recente - è stato quello che è stato negli ultimi anni, se Renzo Rosso fa quello che sta facendo, è perchè qui si sono incrociati fiamminghi, cinesi, turchi, musulmani, cattolici, protestanti, neri, albanesi. Da qui è derivata la nostra ricchezza».

Cosa penso realmente di Zaia. «Non so come un ministro dell'agricoltura possa restare tre giorni alla Fiera Cavalli di Verona - punge Galan -. Cosa fa? Il remake dell'Uomo che sussurrava ai cavalli?

Le giravolte del Carroccio. «Erano per l'abolizione delle Province, sono diventati a favore delle Province. Erano per l'abolizione delle comunità montane, adesso le difendono stranuamente. Erano contro i consorzi di bonifica, adesso adirittura presentano le loro liste. Da qui vengono i miei timori: per ricercare continuamente il consenso rischi di governare male. Raccolta del consenso e buon governo non sempre vanno a braccetto».

 

TAG:  GALAN 

diffondi 

commenti a questo articolo 0
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
27 febbraio 2009
attivita' nel PDnetwork