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contributo inviato da team_realacci il 4 marzo 2010
ROMA - Una specie di catastrofe. Da gennaio, i cavalloni forza 7 che hanno flagellato la costa laziale hanno divorato migliaia di metri cubi di spiaggia. E la situazione pare addirittura condannata a peggiorare: la Protezione civile ha diramato un bollettino in cui prevede, da giovedì, «possibili mareggiate» e annuncia che seguirà «l’evolversi della situazione in contatto con le Prefetture, le Regioni e i locali dipartimenti».

ESERCENTI & AMBIENTALISTI - La preoccupazione è forte un po’ ovunque, da Sabaudia a Santa Marinella. Le associazioni balneari paventano il pericolo dell’avvio della stagione senza che ci sia l’arenile su cui aprire sdraio ed ombrelloni mentre gli ambientalisti segnalano la mancanza di un piano complessivo di difesa delle coste.

ESPOSTI ALLA FORESTALE - Quando poi non è la forza del mare a «mangiare» il litorale, ci si mette l’uomo. E’ il caso di Capocotta, dove mercoledì, all’altezza del chiosco Settimo Cielo, Anna Catalani, coordinatrice dei verdi di Ostia, ha sorpreso «in flagranza» alcune persone che, badile alla mano, stavano spalando la sabbia delle dune, probabilmente per preparare difese «fai da te» o fare spazio a piccoli bungalow e ad altre strutture che serviranno per l’estate. Gli ambientalisti, che hanno denunciato l’accaduto al Corpo Forestale, parlano di «situazione gravissima su tutto l’ecosistema dunale compreso tra Castelporziano e Campo Ascolano, con le piccole montagne di sabbia, caratteristiche della costa laziale, in via di estinzione, scomparse dolosamente e non solo per colpa delle mareggiate».

SINDACI PREOCCUPATI - Ma più in generale a lanciare l’allarme erosione sono i sindaci e le amministrazioni delle località che s’affacciano sul mare. A Ladispoli la violenza delle onde ha addirittura aperto a metà, come fosse un soufflé esploso, la torre Flavia, il bastione d’avvistamento capace di resistere anche agli assedi dei pirati saraceni. Ma è crollata pure la parete di un hotel sulla spiaggia mentre è pericolante il museo cittadino nelle vicinanze. Per questo il sindaco Crescenzio Paliotta ha convocato per il 12 marzo una conferenza dei servizi e si è appellato direttamente alla Protezione civile. «La nostra è una corsa contro il tempo – dice allarmato il primo cittadino -. Dovremo discutere tutti gli interventi da realizzare per un importo totale di sei milioni e mezzo di euro finanziati dall'assessorato all'Ambiente».

OSTIA, «FARE IN FRETTA» - Lo stesso allarme arriva da Ostia, dove il presidente del XIII Municipio Giacomo Vizzani ha inviato una lettera al vicepresidente della Regione Lazio Esterino Montino chiedendo di «realizzare con sollecitudine gli interventi di ripascimento morbido necessari per ricreare la porzione di spiaggia scomparsa ed a far partire la stagione balneare 2010». «L’importante è fare in fretta» avverte in ansia il minisindaco che segnala problemi davanti al porto (qui la barriera sommersa è stata danneggiata dalle onde) a Ostia Ponente e in prossimità del Canale dei Pescatori, dove la spiaggia praticamente non esiste più.

CHIOSCHI A RISCHIO CROLLI
- Analoghe lamentele tra Fiumicino e Fregene, dove l’elenco dei danni provocati dalle mareggiate sembra un bollettino di guerra. Al lungomare della Salute sono scomparsi almeno 50 metri di spiaggia mentre molti chioschi sono sul punto di crollare. Un signore che abita in una villetta davanti al mare di Focene, Domenico di Malta, racconta allarmato: «Quando venni a vivere qui, oltre vent’anni fa, le onde si infrangevano sulla battigia lontana 100 metri. Ora sbattono sulla recinzione del giardino. L’altro giorno sono venuti i vigili a chiedermi se volevo andarmene, per motivi di sicurezza. Ma io da qui non mi muovo. Semmai è meglio pensare a proteggere la costa». A Sabaudia sono le associazioni balneari a sollecitare un «rinascimento urgente, sennò quest’estate non sapremo come accogliere i bagnanti» mentre a Torvaianica i problemi che segnala Enzo Foschi, consigliere regionale Pd, sono più pratici: «È dal 21 dicembre, dunque da circa tre mesi, che ben 35 piccole ditte di pescatori non portano a casa neanche un centesimo. La causa è da imputarsi al fenomeno sempre più grave dell'erosione che sta colpendo la spiaggia, facendo scomparire gli ormeggi».

Fonte: il Corriere della Sera
4 marzo 2010
Autore: Alessandro Fulloni
TAG:  COSTE  EROSIANE  SPIAGGE  SABAUDIA  SANTA MARINELLA  ABUSIVISMO 

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