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contributo inviato da Riot il 2 marzo 2010

Da La Repubblica del 26 febbraio 2010   (http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/02/26/cassazione-mills-fu-corrotto-ma-il-reato.html)

Fu corruzione, ma il reato, ormai, per l' avvocato inglese David Mills è prescritto. L' accusa era fondata, ma l' imputato non va più condannato per «estinzione del reato».  Mills, in questo modo, evita la condanna, ma non le pene accessorie. Ma, soprattutto, il verdetto della Cassazione parallelamente rimette nei guai Silvio Berlusconi. Mills è accusato di aver raccontato il falso in veste di testimone in due processi che si sono svolti a Milano e che vedevano l' attuale premier imputato: quello per le tangenti alla Guardia di Finanza, e per l' affare All Iberian, per una lunga serie di irregolarità fiscali. Ideatore del comparto estero Fininvest, l' avvocato inglese per sua stessa ammissione aveva annacquato la verità fornita ai giudici, «per evitare ulteriori guai a Mister B.», come familiarmente veniva chiamato il Cavaliere. Nel ' 98, poche settimane dopo la convocazione di Millsa Milano, lo scomparso manager Fininvest, Carlo Bernasconi, gli aveva comunicato che quei 600 mila dollari erano un dono «del capo», per il suo atteggiamento processuale.

Da Il Corriere Della Sera del 26 febbraio 2010   (http://archiviostorico.corriere.it/2010/febbraio/26/reato_prescritto_Cassazione_annulla_condanna_co_9_100226003.shtml)

La sentenza di Cassazione che annulla la condanna dell' avvocato inglese David Mills a 4 anni e mezzo è la stessa che lo riconosce testimone ricompensato con 600.000 dollari, nell' interesse di Silvio Berlusconi, per le sue deposizioni false o reticenti nel 1997 e 1998 in due processi milanesi al Cavaliere. Sì, Mills commise falsa testimonianza pro-Berlusconi. Sì, Mills è il corrotto di una «corruzione in atti giudiziari susseguente», nella quale cioè la tangente fu stanziata a compenso del teste dopo che egli rese la falsa testimonianza. «Nell' autunno 1999 Bernasconi (scomparso, ndr) mi disse che Berlusconi, a titolo di riconoscenza per il modo in cui ero riuscito a proteggerlo nelle indagini, aveva deciso di destinare a mio favore una somma di denaro».

Il succo del discorso mi sembra limpido come acqua di fonte: Mills (il corrotto) è colpevole di aver testimoniato il falso in due processi contro B., e di aver ricevuto da questo (il corruttore), per meriti guadagnati sul campo, una bella tangente di 600 mila sonanti dollaroni. Punto.

Purtroppo, fra legittimo impedimento e lodo Alfano, anche il processo contro Berlusconi sta cadendo, e cadrà  in prescrizione. E quando questa arriverà i giornali e le televisioni della ditta confonderanno l'assoluzione con l'innocenza e ci tartasseranno con la storia dei famosi teoremi di giudici talebani (come sono stati da poco definiti dal nostro mite premier), rievocando quello che già è successo ad Andreotti (ricordiamolo brevemente: è accertato che il senatore a vita ebbe rapporti con famosi boss della mafia siciliana, ma per questo non fu condannato perchè il reato cadde in prescrizione). Non deve però sfuggire all'opinione pubblica il fatto che questa vicenda ci sbatte in faccia: il nostro premier è un CORRUTTORE ABITUDINARIO. Prima infatti sgancia una bella "mandola" ai finanzieri affinchè chiudano entrambi gli occhi di fronte alle irregolarità fiscali delle sue aziende. Poi paga l'avvocatuculo inglese perchè testimoni il falso a suo favore. Non dimentichiamo inoltre "l'affair Mondadori".  Alla luce di questi fatti, suonano come ridicole le intenzioni di una legge che garantisca "liste pulite" alle  elezioni. 

Ciò che muove queste mie parole, che, per carità, non scuoteranno di certo le masse, non è l'antiberlusconismo, il giustizialismo, l'odio comunista o l'invidia di fronte a chi "si è fatto da solo" (abbiamo appena visto come tra l'altro). E' semplicemente la rabbia di una persona normale, giovane, che fra poco uscirà dall'università e che non chiede altro di poter gareggiare, in quella grande corsa che è la vita, con le stesse regole degli altri, ma che si sente impotente di fronte a chi utilizza i propri mezzi=soldi per prevalere scorrettamente sugli altri. E che, dopo essersi allegramente fatto i cazzi suoi, si dà persino del perseguitato.

TAG:  BERLUSCONI  ANDREOTTI  MEDIASET  FININVEST  MAFIA  TANGENTI  CORRUZZIONE  MILLS 
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