.
contributo inviato da Fabio1987 il 1 marzo 2010
di Marco Presta (Il Fatto Quotidiano)

I 4 Cavalieri dell'Apocalisse di questa settimana

Emanuele Filiberto


Diciamola tutta: durante la Rivoluzione Francese, Luigi XVI fu decapitato per molto meno. Emanuele Filiberto, durante la sessantesima edizione del festival, ci ha regalato una canzone che a pestarla porta fortuna, definirla brutta equivale a dire che Hitler era solo un tipo po’ nervoso.
In passato, qualcuno ha voluto sottolineare come il principe abbia scontato anni e anni di esilio senza, in fin dei conti, aver fatto nulla di male. Ebbene adesso l’ha fatto, possiamo mettere da parte i sensi di colpa. Mala tempora currunt: Vittorio Emanuele II incontrò Garibaldi a Teano, il pronipote Emanuele Filiberto ha incontrato Pupo a Sanremo. Del resto, tutto cambia e quasi sempre in peggio.
Ma per ogni uomo c’è una possibilità di riscatto, anche per un babbeo con un nome da fermata della metropolitana: d’accordo, in quest’ultimo anno e mezzo Sua Maestà ha dimostrato di non saper ballare e di non saper cantare. Sembra però che a primavera parteciperà a Burp !, il campionato di rutti organizzato da Bibi Ballandi. Questa volta può farcela.
L’Unione Monarchica, nell’esprimere profonda amarezza per le tante critiche rivolte al giovane Savoia, ha fatto presente che il continuare ad accanirsi contro di lui configura, secondo lo Statuto Albertino, un grave reato, quello di cerebrolesa Maestà. Un merito però, in tutta onestà, gli va riconosciuto. Anche lui, come il suo grande antenato, è riuscito a realizzare l’unità d’Italia: sul palco dell’Ariston ha fatto cagare l’intera nazione, dalle Alpi alla Sicilia.

Augusto Minzolini

Grande professionista, non fosse per la singolare abitudine di sdraiarsi bocconi davanti all’entrata degli studi di Saxa Rubra, indossando una giacca sul cui retro è stampata la scritta Welcome. E’ lui il sicuro vincitore del prossimo, prestigioso premio Pulitzerbino. I suoi interventi al Tg1 sono editoriali sempre molto chiari, nel senso che si capisce benissimo chi è l’editore.
Dispiace che l’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai, abbia stigmatizzato con un comunicato i suoi pistolotti filogovernativi. E’ stata un’iniziativa davvero fuori luogo: che c’entra Minzolini col giornalismo? Questo dimostra ancora una volta quanto siano pretestuosi e strumentali certi attacchi dei media. Per anni, in Italia, abbiamo cullato il sogno di avere un’informazione in cui le opinioni fossero separate dai fatti. Il nostro Augusto è andato oltre: le opinioni separate dalla realtà. Migliaia di abbonati, ormai, aspettano trepidanti che Minzolini, la Bernadette del piccolo schermo, appaia la sera in tv e si ripeta così il miracolo di una telegiornale che, una volta di servizio, è adesso a mezzo servizio.

José Mourinho

Siamo di fronte all’uomo che ha rivoluzionato il gioco del calcio: è stato il primo a introdurre sulle fasce, al posto dei terzini, i secondini. Il gesto delle manette, con cui indicava a questi ultimi di stringere le marcature, purtroppo è stato frainteso e si è beccato tre turni di squalifica, rimanendone assolutamente incredulo (essendo portoghese, era convinto di non pagare).
Il comportamento di Mourinho dimostra che l’integrazione degli stranieri nel nostro Paese non è un’utopia: in capo a un paio d’anni,infatti, Josè è diventato insopportabile come un qualunque allenatore italiano.
Straordinarie le sue coreografie a bordo campo, con passi e figurazioni capaci di esprimere con squisita sensibilità gli immutabili, tormentati stati d’animo dell’Uomo contemporaneo: lo sgomento per un cartellino rosso, lo scoramento per un rigore negato, il vattelapijanelculo a un guardalinee distratto. In un Campionato come il nostro, maturo ormai per l’abolizione del fuorigioco e per l’introduzione dell’antropofagia a centrocampo, Mourinho ha svolto un ruolo fondamentale. L’Inter, a questo punto, gli va stretta. E’ pronto per allenare l’Isola dei Famosi.

Letizia Moratti e Sergio Chiamparino

Dopo i Magnifici Sette, i Fantastici quattro e i tre tenori, è il momento dei due sindaci. Letizia e Sergio hanno proposto ai colleghi della Pianura Padana il blocco domenicale delle auto per contrastare le continue impennate dei livelli di polveri sottili.
La proposta ha avuto meno successo di una prima serata condotta da Francesco Facchinetti. Non mancano le polemiche: in molti sostengono che i due terzi dello smog nel Nord Italia siano costituiti dalle enormi quantità di lacca che la stessa Letizia Moratti utilizza quotidianamente per tenere su l’imponente struttura pilifera denominata per brevità “pettinatura”: un tragico caso di chioma irreversibile.
Scartata l’interessante ipotesi di invitare i cittadini all’apnea (un modo stimolante ed economico di risolvere il problema), importanti rassicurazioni sono giunte dalla Presidenza del Consiglio. L’impressionante nuvola scura fotografata dal satellite sulla Padania non è imputabile all’inquinamento ma alla magistratura. Si tratta semplicemente di fumus persecutionis.

TAG:  SATIRA 

diffondi 

commenti a questo articolo 0
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
14 maggio 2008
attivita' nel PDnetwork