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contributo inviato da tribo il 1 marzo 2010

Vi sottopongo la traduzione veloce di un articolo di Handelsblatt del 26 febbraio, che mi sembra contenga elementi di grande interesse.


Demonstration in Athen am vergangenen Mittwoch.
Im Zuge der Krise in Griechenland mehren sich die Vorwürfe gegen den deutschen Staat. Quelle: dpa
 
Anti-deutsche Ressentiments in Griechenland
 
In Griechenland kochen im Zuge der schweren Finanzkrise weiter anti-deutsche Emotionen hoch.
 
Im Parlament in Athen forderten Abgeordnete der kommunistischen und der ultra-konservativen Opposition am Freitag, die Regierung müsse von Deutschland Reparationszahlungen für den Zweiten Weltkrieg einfordern. Eine Verbraucherorganisation (Inka) rief zu einem Boykott deutscher Produkte in Griechenland auf. Für eine Überraschung sorgte ein Besuch des Chefs der Deutschen Bank, Josef Ackermann, beim griechischen Regierungschef Giorgos Papandreou.
 
Vize-Regierungschef Theodoros Pangalos hatte Deutschland bereits am Mittwoch vorgeworfen, im Zweiten Weltkrieg griechisches Gold gestohlen und damit die Wirtschaft ruiniert zu haben. Papandreou versuchte derweil, die Wogen zu glätten und kündigte zugleich einen Besuch in Berlin in der kommenden Woche an.
 
Die Bundesregierung wies die Vorwürfe energisch zurück, die Entschädigungszahlungen Deutschlands seien nicht vollständig geklärt. Die stellvertretende Regierungssprecherin Sabine Heimbach bekräftigte die Position, wonach Deutschland seinen Reparations-Verpflichtungen nachgekommen sei. Bundeskanzlerin Angela Merkel (CDU) und Papandreou kommen am nächsten Freitag in Berlin zu Gesprächen zusammen.
Themen bei dem Antrittsbesuch Papandreous seien bilaterale, europa-politische sowie internationale Fragen. Sicher würden auch aktuelle Ereignisse erörtert, hieß es.
 
Papandreou wies den Vorwurf zurück, er fordere von Deutschland nicht tatkräftig genug Kriegsreparationen ein. "Wenn wir dies (die Reparationen) heute auf die Tagesordnung setzen würden, dann würden viele es als eine neue Ausrede, einen neuen Versuch interpretieren, von unseren Problemen abzulenken." Griechenland müsse seine Probleme mit Hilfe seiner Partner in der EU lösen.
 
Mit seinen Äußerungen distanzierte sich Papandreou von seinem Vize Pangalos, der Deutschland in einem Interview mit der britischen BBC vorgeworfen hatte, die griechische Wirtschaft ruiniert und tausende Menschen während der Nazi-Besatzung ermordet zu haben. "Sie haben das griechische Gold weggenommen, das in der Bank von Griechenland lag, sie haben griechisches Geld weggenommen, und sie haben es nie zurückgezahlt", sagte Pangalos.
 
Papandreou stimmte seine Landsleute derweil auf weitere, noch schmerzhaftere Sparmaßnahmen ein. Er rief alle Griechen auf, "nur noch ans Überleben des Vaterlandes" zu denken. Griechische Medien schrieben am Freitag, in dem nächsten Tagen werde "ein Hagel von Sparmaßnahmen" auf die Griechen niedergehen.
 
In Athen fanden am Freitag intensive Gespräche darüber statt, wie das Land vor einem Staatsbankrott bewahrt werden kann. Der griechische Rundfunk (NET) berichtete, Deutsche-Bank-Chef Ackermann habe darüber mit Regierungschef Papandreou und Experten der griechischen Banken gesprochen. "Kein Kommentar", sagte Ackermann Reportern nach dem Treffen mit Papandreou im Parlament. Die Ankunft Ackermanns wurde zunächst streng geheim gehalten.
 
Die Regierung in Athen muss in den nächsten drei Jahren die maroden Staatsfinanzen wieder in Ordnung bringen. Griechenland ist derzeit das schwächste der insgesamt 16 Euro-Länder. Das Land hatte in den vergangenen zehn Jahren das wahre Ausmaß seiner Schulden und Defizite verschleiert. Das tatsächliche Haushaltsloch beträgt derzeit 12,7 Prozent des Bruttoinlandsprodukts (BIP), was haushoch über dem in der EU erlaubten Anteil von maximal drei Prozent liegt. Griechenland hat zudem mehr als 300 Mrd. Euro Schulden. Mit dem "Schock-Sparplan" will die Regierung nun die drohende Zahlungsunfähigkeit des Landes abwenden.
 
Dimostrazione in Atene. Mercoledì scorso. Con la crisi in Grecia, sono in aumento le denunce contro lo Stato tedesco. Fonte: Reuters
 
Risentimento anti-tedesco in Grecia
 
In Grecia ribollono in concomitanza della grave crisi finanziaria forti sentimenti antitedeschi.
 
Nel parlamento di Atene venerdì scorso si fecero avanti con una richiesta al governo i parlamentari del partito comunista e gli ultra-conservatore di opposizione, il governo dovrebbe chiedere risarcimenti dalla Germania per la seconda guerra mondiale. Una organizzazione di consumatori (Inca) ha chiesto un boicottaggio dei prodotti tedeschi in Grecia. Ha causato sorpresa una visita del capo della Deutsche Bank, Josef Ackermann al primo ministro greco Giorgos Papandreou.
 
Il Vice Primo Ministro Theodoros Pangalos aveva già accusato la Germania mercoledì, di aver rubato le riserve d’oro greche durante la Seconda Guerra Mondiale e con ciò di aver rovinato l'economia.
Papandreou, nel frattempo, ha cercato di appianare le cose e ha anche annunciato una visita a Berlino per la settimana prossima.
 
Il governo federale ha respinto le accuse con forza, l’entità degli indennizzi della Germania non sarebbero del tutto chiari. Il vice portavoce del governo Sabine Heimbach ha ribadito la posizione che la Germania aveva già adempiuto ai suoi obblighi riparatóri. Il Cancelliere Angela Merkel (CDU) e Papandreu si incontreranno a Berlino il prossimo venerdì per consultazioni.
Gli argomenti durante la prima visita di Papandreou saranno bilaterali, la politica europea e le questioni internazionali. Certamente si dicuterà anche degli eventi attuali, ha detto.
 
Papandreou ha respinto l'accusa di non aver chiesto dalla Germania in modo sufficientemente forte il tema delle riparazioni di guerra.
"Se noi ponessimo all’ordine del giorno questo (le riparazioni), molti potrebbero interpretarlo come una nuova scusa, un nuovo tentativo di distogliere l'attenzione dai nostri problemi". La Grecia deve risolvere i suoi problemi con l'aiuto dei suoi partner nella UE.
 
Con il suo intervento Papandreou si è distanziato dal suo vice Pangalos, il quale aveva accusato la Germania, in un'intervista con la BBC,di aver rovinato l'economia greca edi aver  assassinato durante l'occupazione nazista migliaia di persone. "Essi hanno portato via l’oro greco, che si trovava nella Banca di Grecia, hanno essi hanno rubato i soldi greci, e non li hanno mai restituiti", ha detto Pangalos.
 
Papandreou, nel frattempo, ha accettato di sottoporre i suoi connazionali ad ancora più dolorose misure di austerità. Ha chiesto a tutti i greci di pensare "solo alla sopravvivenza della patria". I giornali greci hanno scritto venerdì, che nei prossimi giorni "una pioggia di misure di austerità" cadranno sui greci.
 
Ad Atene, venerdì si sono tenuti colloqui intensi su come il Paese potesse essere protetto da un fallimento nazionale. La Radio Greca (NET) ha riferito che il capo della banca tedesca Josef Ackermann ha parlato con il Primo Ministro Papandreou e con esperti delle banche greche. "No comment", ha detto Ackermann ai giornalisti dopo l'incontro con Papandreou in Parlamento. L'arrivo di Ackermann è stato inizialmente tenuto strettamente segreto.
 
Il governo di Atene deve riportare le finanze in difficoltà dello Stato entro i prossimi tre anni, nuovamente in ordine. La Grecia è attualmente il più debole dei 16 paesi dell'area dell'Euro. Il paese aveva nascosto negli ultimi dieci anni, la reale portata dei suoi debiti e del suo deficit. Il deficit di bilancio effettivo è attualmente al 12,7 per cento del prodotto interno lordo (PIL), che è di gran lunga superiore a quello consentito nella UE chè è al massimo del tre per cento. Anche la Grecia ha più di 300 miliardi di euro di debito. Con "il piano di risparmio shock”, il governo ora vuole evitare il fallimento incombente del paese.

 La mia visione è la seguente:
-          L’economia della Grecia è paragonabile a quella di una buona provincia italiana in termini di PIL.
-          Lo stato di frustrazione dei greci che arrivano a reclamare risarcimenti bellici del 1945 è delicato e richiederebbe da parte di un popolo amico come quello Italiano attenzione, partecipazione e presenza.
-          Anche solo un’offerta di aiuto da parte dell’Italia oggi sarebbe per i greci, e di riflesso la loro economia, di grande valore.
Tra l’altro siamo stati noi ad aggredire la Grecia illo tempore, anzi qualcuno allora disse che le avremmo “spezzato le reni”, povera Italia!  Abbiamo fatto loro talmente pena che nonostante tutto ci chiamano sempre "stessa faccia stessa razza" con immutata amicizia.
I tedeschi ci tolsero le castagne dal fuoco, come spesso nella storia, oltre che i lingotti dalle casse della Banca di Grecia (e della Banca d’Italia).
 
Aiutando l'economi greca adesso, daremmo una mano importante alla conservazione del potere d'acquisto dell'Euro.
Un segno di vicinanza ai greci tutti ed all'amico storico Papandreu in particolare, che non costa nulla, lo trovo  dovuto da parte del paese e comunque da parte del PD.
TAG:  ITALIA  EURO  AMICIZIA  GERMANIA  GRECIA  INTERESSE 

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commenti a questo articolo 0
commento di nnnn inviato il 2 marzo 2010
Caro F.Rosso,
intanto la Grecia è piccola e con una parte dei soldi che abbiamo sperperato per l'Alitalia o per le corruzioni dell'Aquila il nostro contributo sarebbe già ridondante. E poi faremmo un investimento, perchè certamente i greci non accetterebbero un obolo senza impegno di restituzione, un interesse doppio come si può ben intendere, finanziario per quanto ragionevolmente possibile e soprattutto un investimento di fiducia e di amicizia che vale come un "tesoro".

E poi, fossimo anche morti di fame, una parola di amicizia varrebbe ancora di più di un pane diviso in due o anche 1/5 a loro e 4/5 a noi.

Io in gioventù ho passato dei Natali presso la comunità Emmaus di Verona. Lì degli uomini esclusi dalla società che nemmeno le loro famiglie vogliono più, si raccolgono per raccattare i rifiuti della società "opulenta" (vetro, carta, ecc.) e con i proventi di questo lavoro aiutano quelli ancora più discgraziati di loro. Si sentono utili, riacquistando dignità in primo luogo verso loro stessi.

Mi rendo conto che parlare è facile ed agire è più difficile, ma ciò non toglie il valore oggettivo di un aiuto, tanto più prezioso e produttivo a livello di sentimento e di voglia di vivere quanto più proveniente da chi meno può. E' un semplice meccanismo infallibile disponibile nella natura dell'uomo.
commento di F.Rosso inviato il 2 marzo 2010
E a noi chi ci salva? O credete che stiamo messi molto meglio?
commento di Indipendente1 inviato il 2 marzo 2010
Il risentimento greco verso i tedeschi -anche se eccessivo per certi adpetti- è comprensibilissimo date le accuse e gli insulti che sono stati rivolti alla Grecia dalla stapa tedesca, insulti che mettono a male sicuramente la coesione europea nell'ambito della zona euro.
Quello che mi colpisce di più in tutta questa storia è che gli stati europei della zona euro sembrano lasciare totalmente l'iniziativa delle misure da prendere per difendere l'euro e, quindi, sostenere la Grecia alla Germania e alla Francia soltanto come se solo questi due stati fossero in misura di dire agli altri quello che è bene per loro.
C'è un commissario europeo che si occupa di questioni economico-finanziarie, c'è una istituzione che si chiama Ecofin, c'è una banca centrale europea : perché queste istituzioni non propongono qualcosa -consultandosi con tutti gli stati membri- senza aspettare quelle che mi sembrano sempre di più essere le "direttive" di Parigi e, soprattutto di Berlino ?
commento di maxo7533 inviato il 1 marzo 2010
Non è salvare la Grecia, che è possibile, ma non dare un'alibi agli altri piggis.
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19 febbraio 2009
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