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contributo inviato da giorgio egidio il 21 febbraio 2010
 

Negli ultimi giorni sono stato tormentato da un senso di malessere fisico: nulla di clinico, però qualcosa che mi dava un senso di oppressione, di insoddisfazione, di irrazionale scontrosità. A una attenta analisi ciò era dovuto alla lettura di un libro terribile: ‘Sei milioni di testimoni’ scritto nel 1961 da Gideon Hausner e da poco ristampato da Einaudi.

Hausner era il procuratore generale del tribunale di Gerusalemme nel processo che giudicò Adolf Eichmann come esecutore dello sterminio nazista degli Ebrei. Poco prima che la corte distrettuale di Israele pronunciasse la sentenza, Hausner pubblicò in un volume la relazione introduttiva del processo: si tratta della trascrizione del suo discorso durato 8 ore, nel quale ripercorre le tappe dell’Olocausto: una sintesi dell’Inferno creato dagli uomini.

Elena Loewenthal su Tuttolibri di un paio di settimane fa ha scritto :”questo libro è storia e testimonianza a un tempo, è un’opera fondamentale … Hausner detta qui la prima storia della Shoah, una cronaca tanto misurata, quanto precisa nei dettagli.” Forse sono queste caratteristiche, la misura dei toni unita alla precisione dei dettagli che rende questa lettura impegnativa e straziante.

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