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contributo inviato da CondizioniAlContorno il 19 febbraio 2010

Gentili lettori,

tutto quello che abbiamo letto in questi giorni sui giornali (per quel che riguarda la televisione è meglio sorvolare, ma è evidente una volta di più quanto il problema informativo sia molto grave e necessiti di un'opposizione che se ne faccia carico subito... anche in campagna elettorale!), da Repubblica al Corriere della Sera fino a L'Unità ha interpretato da molti punti di vista e secondo diverse sfaccettature lo scandalo che ha colpito i dirigenti della Protezione Civile e i referenti politici di questa grande e nobile organizzazione civile e moderna. Ora è necessario tuttavia affrontare il nocciolo della questione, ovvero capire quale sia la causa primaria di quanto è accaduto e quali siano le conseguenze di tutti questi comportamenti sulla vita dei cittadini italiani. Sarò breve: per quanto riguarda il primo punto è evidente come sia sempre lo stile di leadership utilizzato dai detentori del potere organizzativo (e politico) a determinare i risultati e i processi implementati per ottenere i risultati stessi. In una qualsiasi azienda "sana" questo comporta immediatamente le dimissioni del detentore del potere organizzativo qualora si verificassero dei default ed è dimostrato come nei paesi più avanzati ciò accada anche a livello politico. La conclusione mi sembra ovvia. Per quanto riguarda il secondo punto, cioè quali siano le conseguenze sulla nostra vita di queste pratiche al di fuori della legge, cerco di illustrare sempre in breve. La recente riforma scolastica, ossia i recenti tagli fatti al sistema scolastico pubblico, porteranno ad un risparmio strutturale (a regime) grosso modo di 500-700 milioni all'anno. I dati pubblicati sui costi della corruzione e delle pratiche illecite da cui siamo afflitti ammontano a cifre che oscillano dai 20 miliardi ai 60 miliardi (speriamo sia un errore di stima!) all'anno. Ossia, i tagli alla scuola non riusciranno nemmeno in 20 anni a coprire il buco creato dalla corruzione (ammesso che questa pratica si fermi). Se così è, mi sembra evidente dove risieda il problema: possiamo accettare noi cittadini che ci vengano continuamente chiesti sacrifici (e cosa c'è di più grave di non fornire istruzione di qualità alla società?) che vengono resi del tutto inutili da questa gestione malsana delle cose pubbliche?

Roberto

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16 febbraio 2010
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