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contributo inviato da maribarb il 17 febbraio 2010
 E’ appena il caso di sottolineare-anche a propos dell'ultima gaffe del premier sulla tratta delle albanesi-  la escalation di un attuale atteggiamento alienato e distruttivo nei confronti delle donne in particolare. E’ come se al fermento espresso quest'estate col dibattito (sull'Unità e altrove) sul silenzio delle donne (ne ho parlato allora p. es.nella nota "le donne i cavalier le armi gli amori..") fosse seguito -quasi una radicalizzazione della contraddizione- questo salto di qualità (di non qualità) della politica come malaffare, basata oltretutto sulla mercificazione della donna, con una complice o rassegnata passività di gran parte dell'opinione pubblica, ormai avvezza a tutto.

E’ come un espandersi di questo particolare aspetto della incultura che caratterizza questa fase da basso impero che il paese attraversa..perchè se è vero che il livello di una civiltà si misura dall'atteggiamento che ha verso la donna come persona, allora il declino della cultura di questo nostro paese fa impallidire quello di qualsiasi impero del passato..

In un paese in cui è diventato anomalo ed importuno indignarsi e opporsi, in cui si è passati da Tangentopoli a puttanopoli, dal voto di scambio al sesso di scambio, come grande risultato di "modernità" e del passaggio dalla prima alla seconda repubblica, invece di protestare contro questo continuo offendere l'identità delle donne si considera quasi normale oggi la disinvoltura con cui i nostri governanti, "uomini del fare" si scambiano donne -tangenti, e se ne vantano come se questo loro "fare" fosse un successo e non uno squallido mercato. Oppure si giustificano questi comportamenti corrotti come fossero normali (“così fan tutti” oppure “è sempre stato così”), tanto per offrire un pretesto ad ogni complicità (anche nel voto!) e ad ogni indifferenza, ad ogni passività e qualunquismo, ad ogni negazione della storia, della dialettica e del cambiamento.

TAG:  QUESTIONE FEMMINILE  SECONDA REPUBBLICA 

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