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contributo inviato da Edocapulli il 16 febbraio 2010
Non so se nello statuto o nel codice etico del PD, ci siano regole che impegnino i parlamentari a scelte coerenti e rispettose dell'elettorato democratico. Esiste però un vero impegno morale nel fatto di essere stati eletti nelle sue fila. Esprimendo fiducia con il proprio voto, gli elettori non hanno mai veramente pensato di far prevalere in modo assoluto la loro personalissima visione del mondo. La scelta di campo per il PD, ha in se l'accettazione di un metodo che media tra posizioni diverse, in modo democratico. 
E' un partito cattolico, solo in senso democratico, allo stesso modo in cui è di sinistra od è ambientalista. E' infatti un partito capace di essere tutte queste cose insieme, democraticamente. E' un non luogo di confronto, in un contenitore che stimola il dibattito e sostiene chi argomenta posizioni a volte anche molto distanti, creando il consenso finale sulla base di una misura del loro peso. 
I suoi parlamentari non siedono sugli alti scranni in quanto rappresentanti di singoli ideali, ideologie, credo, chiese, o magari di Dio. Sono posti su quei seggi dal voto degli elettori, per rappresentarli. 
La signora Binetti ha tolto a questi ultimi un pezzo del loro peso democratico, così come hanno fatto mesi prima alcuni suoi colleghi. Quegli elettori contano oggi di meno, nel consesso civile a cui con il loro voto, hanno voluto partecipare.
Non so cosa non avesse capito o cosa avesse potuto equivocare, sui suoi obblighi di rappresentanza, chi oggi sottrae a così tante persone un pezzetto della loro rappresentatività. Migliaia di ore di dibattiti e centinaia di pagine di regole e statuti, dovrebbero chiarire a chiunque cosa significhino la misura ed il confronto democratici.
Ci sarebbero stati molti altri modi di far valere la specificità di una posizione diversa e profondamente critica. Dall'astensione su alcune votazioni, al manifestare il proprio dissenso, fino alle dimissioni da un Parlamento in cui si siede per rappresentare gli elettori del PD. E' corretto tenere dentro un partito un serio confronto e sostenere la lotta per le proprie idee. Fuori da esso, laddove si operi in suo nome, ci deve però essere l'accettazione del peso della rappresentatività del tutto, che nasce dall'espressione della maggioranza interna. Chi non capisce questo, mostra di non amare il prossimo suo e di ritenersi superiore agli altri, tanto da derubarli del loro spazio. Non riesco ad immaginare una posizione meno caritatevole di questa. L'onorevole Binetti, a mio modo di vedere, si è comportata in questi giorni, in modo poco onorevole. Spero sappia restituire agli elettori del PD il maltolto. Le chiedo proprio questo, facendole arrivare il mio semplice messaggio di cittadino e di elettore. Sappia accettare la correzione fraterna di un democratico che comunque l'ha già perdonata, ed è passato oltre.
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