.
contributo inviato da antefattoblog il 16 febbraio 2010

Eutanasia, tutta la verità è il titolo del reportage - realizzato da Roberta Zunini, tra l'Italia e il Belgio - che Current tv manderà in onda questa sera alle 21.10 e in replica giovedì prossimo alle 19.10. Mentre Povia a Sanremo presenterà la sua canzone dedicata a Eluana Englaro, Current manderà in onda per la serie VANGUARD dedicata ai Diritti Umani, un reportage in cui si affronta la "questione sensibile" dell'autodeterminazione del malato e dunque della persona – troppo spesso ci si dimentica che il malato è innanzitutto una persona – di fronte al cosiddetto Fine Vita. Il reportage mette a confronto due realtà diametralmente opposte: quella belga in cui il rispetto della libertà di scelta del malato incurabile ha portato nel 2002 alla legalizzazione dell'eutanasia e quella italiana in cui nemmeno il cosiddetto testamento biologico o Disposizione di trattamento anticipato, è stato ancora definito in termini di legge.



Il professor Raymond Dombrecht parla soppesando a lungo le parole: non vuole essere impreciso nello spiegare il significato di morte per eutanasia. "Mia moglie, malata terminale di cancro, un anno e mezzo fa ha chiesto e ottenuto l'eutanasia. L'ha voluta per morire con dignità. Per mia moglie, per la mia famiglia, la parola dignità è molto importante, è molto più importante della vita stessa. Mia moglie non voleva perderla con la sofferenza causata dalla malattia e non voleva diventare un'altra persona a causa del cancro. Per lei l'eutanasia è stato un modo per conservare la dignità".

In Belgio, l'eutanasia è stata legalizzata nel 2002 e la possono ottenere i malati incurabili e anche coloro che soffrono di malattie psichiatriche inguaribili, purché sia stata richiesta più volte al medico curante da un malato incurabile o affetto da malattie degenerative. Le testimonianze di Dombrecht, del medico psichiatra Henry Picard, che venne in Italia per praticare l'eutanasia a Pier Giorgio Welby, dell'avvocato Jacqueline Herremans, della Commissione per il corretto svolgimento del processo eutanasico, chiariscono la procedura per chiedere e ottenere la morte. L'eutanasia, spiegano gli intervistati, non va però confusa con la richiesta di sospensione delle cure. "Qualsiasi malato, in qualsiasi condizione, può chiedere e ottenere la sospensione per esempio dell'alimentazione e idratazione artificiale – puntualizza Picard - e anche chi non è più in grado di intendere e volere può comunque ottenere la sospensione delle cure, purché l'abbia scritto sul proprio testamento biologico".

Un caso Englaro, in Belgio, non si sarebbe dunque mai verificato. In Italia da mesi il disegno di legge sul Fine Vita - approvato in Senato lo scorso anno – è in discussione presso la Commissione Affari Sociali della Camera. Il nodo da sciogliere riguarda sostanzialmente l'articolo sulla "alimentazione e idratazione artificiali", che la maggioranza parlamentare vorrebbe escludere dall'elenco delle terapie mediche per inserirle tra i sostegni vitali e come tali renderli non rifiutabili da parte del malato, mentre l'opposizione vorrebbe mantenerli nell'ambito dei trattamenti - come li definisce l'Organizzazione mondiale della sanità - e perciò passibili di rifiuto.

La mancanza di una legge in proposito era improvvisamente sembrata al governo Berlusconi una lacuna da colmare nel minor tempo possibile, proprio un anno fa, durante la sospensione dell'idratazione e dell'alimentazione artificiali a Eluana Englaro, in base a una sentenza della Corte di Cassazione. La morte di Eluana, avvenuta solo 3 giorni dopo la sospensione dei trattamenti, aveva reso vano il tentativo del Governo di impedirla, attraverso un decreto legge d'urgenza. A un anno di distanza questa fretta si è tramutata paradossalmente nel suo opposto: un infinito braccio di ferro tra i diversi schieramenti parlamentari, la cui conclusione è ulteriormente frenata dalle componenti cattoliche presenti in entrambe le coalizioni.

Unico dato certo è che per la maggior parte dei legislatori cattolici "l'alimentazione e l'idratazione artificiali non possono e non potranno essere rifiutati, indipendentemente dal volere del malato" , dice l'onorevole Paola Binetti, fresca di salto nell'Udc "Per noi cattolici", continua, "l'autodeterminazione della persona e dunque anche del malato. Indipendentemente da ciò che indica l'Oms, a proposito dell'alimentazione artificiale, io ritengo che questa legge dovrà impedire il rifiuto da parte dei malati dei sostegni medici artificiali perché le leggi hanno anche un valore pedagogico e devono tendere al bene comune".

Non la pensa così Paolo Ravasin,49 anni, malato di SLA, ormai completamente paralizzato e costretto a respirare attraverso un ventilatore artificiale, collegato alla sua laringe attraverso la tracheotomia. Per ora Ravasin riesce ancora a muovere gli occhi e a parlare, anche se a fatica, ma la sua voce si sta affievolendo sempre più rapidamente. Ravasin, qualche mese fa, aveva rivolto un appello al Presidente della Repubblica per ribadire che, quando non riuscirà più ad alimentarsi naturalmente chiederà di morire sotto sedativi. Se non glielo permetteranno, ha annuciato ieri, si farà portare all'estero. Perché, per lui, la dolce morte è un diritto.

TAG:  EUTANASIA  BINETTI  ACCANIMENTO TERAPEUTICO  SLA  RAVASIN 

diffondi 

commenti a questo articolo 59
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
21 dicembre 2009
attivita' nel PDnetwork