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contributo inviato da Altra Scuola di Francesca Puglisi il 10 febbraio 2010
Questo il testo pubblicato oggi dal quotidiano l'Unità (nella pagina dei Commenti) Francesca Puglisi.

©Tania/fotoa3/Contrasto

Al di là della propaganda governativa di queste ore, valgono i fatti e presto studenti, insegnanti e famiglie si accorgeranno del male fatto al sistema scolastico dal Governo Berlusconi.
A guidare il riordino delle superiori non è uno spirito riformatore, ma la concezione elitaria dell’istruzione (basti pensare che i ragazzi dei professionali saranno destinati alle fabbriche già a 15 anni) e la politica dei tagli con una drastico ridimensionamento della spesa per l’istruzione pubblica (circa 8 miliardi di euro in tre anni), attuata senza discussione in Parlamento e senza alcuna logica educativa.

Si tratta della stessa logica di tagli che ha già comportato per l’anno scolastico 2009-2010, nella sola scuola secondaria superiore, l’eliminazione di 11.347 posti docente, con l’aumento oltre misura del numero di studenti per classe. Ora, a fronte della riduzione del tempo scuola, saranno eliminati altri 20.339 insegnanti nei prossimi due anni, un licenziamento di massa di cui faranno le spese soprattutto i precari.

Il ministro afferma che con il riordino dei licei avranno più ore materie come le lingue straniere, la matematica e le scienze. In realtà si tratta delle materie che la Gelmini ha azzoppato senza pietà. Per fare solo qualche esempio, nel liceo linguistico la seconda lingua straniera avrà il 33% in meno delle ore, nei licei scientifici viene eliminata la sperimentazione dello studio della seconda lingua comunitaria per tutto il quinquennio, fiore all’occhiello delle recenti sperimentazioni. Bisogna chiedersi, inoltre, come faranno i ragazzi a sostenere una materia in lingua nell’ultimo anno visto che non l’avranno appresa alle elementari, dove sono stati tagliati i fondi per gli insegnanti specialistici.
La matematica non sta meglio delle lingue: si accorpa con la Fisica e diventa un’unica disciplina nei licei delle scienze umane e linguistici, con un’ ulteriore riduzione oraria.
Altra perla ‘gelminiana’ è l’assenza, in tutti i licei, dell’insegnamento almeno quadriennale di Scienze, una delle caratteristiche della moderna scuola del XXI secolo.

Il ministro dichiara anche che la scuola “deve avere un legame più stretto con il mondo del lavoro''. Parole sacrosante; peccato che la Gelmini razzoli male. Il riordino degli istituti tecnici è una brutta copia della riforma approntata dal governo di centrosinistra con l’aggravante che non ci sono risorse per i laboratori, e senza la didattica di laboratorio l’insegnamento si riduce a un apprendimento pedante e libresco.

Il Partito Democratico ha avanzato le proprie proposte nelle Commissioni competenti di Camera e Senato, ma a parte la “riduzione del danno” di far partire il riordino dalle nuove iscrizioni, su tutti gli altri punti c’è stata un’insensata sordità. Per questo, il Partito Democratico promuoverà nelle prossime settimane una giornata nazionale di mobilitazione per la scuola pubblica di qualità, il più grande investimento nel capitale umano del Paese.

TAG:  SCUOLA  PUGLISI  GELMINI  TAGLI  BERLUSCONI  PARTITO DEMOCRATICO  PD  CAMERA  SENATO 

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