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contributo inviato da raffaeleinnato il 9 febbraio 2010

Le affermazioni di Massimo Ciancimino, figlio dell’ex sindaco di Palermo Vito della Democrazia Cristiana legato alla corrente di Salvo Lima e Andreotti, al processo di Palermo secondo cui Forza Italia sarebbe nata dalla trattativa fra lo stato e la mafia all’nizio degli anni ‘90, ha provocato una netta condanna da parte del Popolo della Libertà, che parla di “agguato al governo”, la Lega sottace. L’Udc non ci crede. Il Partito democratico mostra prudenza, mentre l’Italia dei Valori mostra attenzione e preoccupazione per le sorti dell’Italia, con questo governo “paramafioso”. Berlusconi evita ogni replica ufficiale, ma in privato non nasconde la sua indignazione, parlando del solito copione che si ripete ogni volta che c’è una campagna elettorale.
Il ministro della Giustizia Angelino Alfano parla di un tentativo di delegittimazione dell’azione di un governo che combatte la mafia, mentre il senatore Marcello Dell’Utri (già condannato in primo grado a 9 anni di reclusione con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa)annuncia querela nei confronti del “folle totale” che lo ha direttamente chiamato in causa.
Tutte risposte legittime, da parte di chi è chiamato direttamente in causa e opinioni altrettanto legittime da chi vede le parole di Ciancimino come un’attenzione a capire meglio cosa può essere accaduto. Ora, secondo una logica democratica spetta alla magistratura e alle indagini ed eventuali riscontri, se queste affermazioni portano ad una verità o sono solamente dichiarazioni giusto per portare caos in una politica che chiara non è. Ora, se realmente si vuole dimostrare nei fatti che le parole di Ciancimino siano solo diffamazione, credo che la cosa più semplice da fare per eliminare ogni dubbio, sarebbe quella di rispondere con documenti alla mano e non solo per il fatto di essere stati eletti dal popolo(anche Vito Ciancimino è sempre stato eletto dal popolo). Se invece, quelle parole sono accompagnate da una qualche verità, il fatto di rispondere: “agguato al governo” non è proprio la risposta che il popolo si aspetta da chi ha il potere della Nazione. Anche perchè è stato rimarcato più volte che il legame politica e mafia è abbastanza reale.

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commento di frederica inviato il 10 febbraio 2010
Aggiungerei che le parole di Ciancimino non arrivano come un fulmine a ciel sereno, ma sono cose dette e ridette negli anni da giornalisti che si sono occupati di mafia e che hanno pubblicato grossi libri che stanno in bella vista negli scaffali delle librerie. Le parole di Ciancimino non sono enormità inaudite e scandalose, non destano nessuno scandalo per il solo fatto che sono cose "già sapute". Inoltre, al di là di questa testimonianza, ci sono anche indagini giudiziarie già avviate, intercettazioni telefoniche, mafiosi legati a Berlusconi da amicizia già condannati, etc. etc. Lo scandalo sta invece nell'ottuso silenzio con cui continuiamo a berci tutto, non so fino a che punto, sempre sotto scacco e intimiditi da reazioni urlate e minacciose, reazioni "preventive" (basti ricordare l'attacco di Berlusconi ai giudici di Palermo solo perchè stavano cominciando ad occuparsi di cose che parevano non riguardarlo minimamente, ma lui sapeva che invece lo riguardavano....). Certo, se Ciancimino avesse detto che Bersani è una creatura di Provenzano, allora sì che ci saremmo scandalizzati. Ma se parla di Berlusconi, ma dov'è lo scandalo?
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