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contributo inviato da bassoon85 il 8 febbraio 2010

Buongiorno a tutti,

il giorno dopo delle primarie in Umbria (che si sono svolte tra due candidati dello stesso partito, il NOSTRO partito), possono essere fatte una serie di riflessioni che riguardano soprattutto il ruolo degli organi eletti dal recentissimo congresso.

Infatti tali primarie ai miei occhi apparivano DEMENZIALI una settimana fa e tutt'oggi sono per me incomprensibili.

Quello che ho visto è la peggior guerra tra faide(o "anime del partito" come le vogliono chiamare i più filosofi) mai vista in tutta la mia vita.

Un conteggio di voti che appare ancora più demenziale per il fatto che il 25 Ottobre si è celebrato un congresso che ha eletto organi locali che sono PREDISPOSTI a sbrogliare tali matasse.

E le mie domande sono chiare:

  1. A che serve un segretario regionale che non sà dettare una linea e che permette una tale corsa agli armamenti?
  2. A che serve una assemblea regionale che riesce a non far ricandidare la Presidente uscente,ma che non riesce a votare a maggioranza un candidato, visto che EVIDENTEMENTE non ne era stato trovato uno condiviso fra le due "anime"?(filosofeggio pure io)
  3. E' mai possibile che alle primarie possano votare esponenti anche noti del centrodestra locale (alcuni addirittura candidati alla scorsa tornata elettorale)?
  4. E se gli alleati ci chiedono le primarie di coalizione che facciamo?? rivotiamo tra una settimana??

Potete per favore dare risposta alle domande di un iscritto che trova DEMENZIALE "la politica aperta e trasparente delle primarie" come l'ha definita recentemente l'on. Verini (sul quale non esprimo giudizi a causa di una pessima esperienza personale), se poi si tramuta in questo Far West??

Buon lavoro a tutti

Piero Montanucci

bassoon85@gmail.com

TAG:  PRIMARIE  UMBRIA  MARINI  BOCCI  BOTTINI  CONGRESSO 

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commenti a questo articolo 0
commento di claudio fondelli inviato il 9 febbraio 2010
Certamente si è trattato di una pagina non particolarmente eccelsa, tuttavia dimostra – con tutti i limiti e le critiche che giustamente devono essere sollevate e discusse – che il PD, pur con tutte queste contraddizioni, resta l’unica forza regionale di centrosinistra in grado di affrontare la sfida di governo, tutte le altre (quelle che lei chiama alleati) sono (purtroppo perchè una sinistra più vitale potrebbe rappresentare un utile stimolo per il PD) poco più che una pantomima che oramai (come è già successo alle precedenti elezioni provinciali – con la pseudocandidatura di Granocchia – e che con ogni probabilità si ripeterà adesso alle regionali con Goracci) non ha più neanche il senso del ridicolo.
Certo è che di strada il PD regionale ne deve fare ancora molta, ma sono convinto che con l’impegno di tutti – pur con più di una contraddizione – sia ancora possibile essere al servizio della comunità in cui viviamo.
commento di claudio fondelli inviato il 9 febbraio 2010
Il problema di quello che lei chiama "la corsa agli armamenti" investe un livello più profondo del partito e soprattutto chiama in causa l'incapacità degli attuali dirigenti politici del PD (la maggioranza con qualche eccezione) di farsi "classe dirigente", continuando a privilegiare eccessivamente i propri interessi carrieristici (avrà notato sicuramente che negli ultimi anni, e del futuro non sarà certo più roseo, si sono sensibilmente ridotti gli spazi di rappresentanza nelle istituzioni per il "ceto politico" del centrosinistra) rispetto alla necessità di trasmettere nei confronti dell'elettorato una visione unitaria - o quantomeno coerente - dell'azione del partito.
In Umbria poi ha sicuramente pesato negativamente l’indisponibilità (ed una certa arroganza) della governatrice uscente che ha tentato di forzare lo statuto del partito non disponendo dell’ampia maggioranza (2/3 dell’assemblea regionale) richiesta per poter delegare al limite dei due mandati.
Da ciò dipende – almeno in misura maggioritaria – lo spettacolo non edificante che il PD a livello regionale ha mostrato.
commento di claudio fondelli inviato il 9 febbraio 2010
In generale le primarie servono come strumento democratico di partecipazione, servono cioè a candidati non espressione della maggioranza di potersi misurare sulla base dell'effettivo consenso che questi possono avere nei confronti dell'elettorato. Le primarie, come altre regole statutarie che in Umbria si è cercato di forzare, sono strumenti di tutela delle minoranze, sono forme di bilanciamento dei poteri. Dunque non solo utili ma indispensabili se vogliamo un partito capace di rappresentare gli interessi e le istanze di una realtà così vasta ed eterogenea com'è oggi chi si riconosce nel centrosinistra.
Certamente, come anche lei sottolinea, lo strumento delle primarie non è perfetto e presenta alcuni problemi gestionali, tuttavia - a mio parere - la scelta di allargare la partecipazione anche a non iscritti presenta più vantaggi che svantaggi, oltre a svolgere (pur con qualche eccezione dovuta a chi ne fà un uso strumentale) egregiamente la funzione di coinvolgere i cittadini alla vita del partito. Potrei sbagliarmi ma l'alta affluenza che si registra ogni volta che il PD indice delle primarie (anche quando queste vengono indette e disputate in una settimana com'è successo in Umbria), sembra proprio indicare il contrario.
commento di claudio fondelli inviato il 9 febbraio 2010
Gentile Pietro Montanucci, provo a dare un modesto contributo per sviluppare una discussione sui suoi interrogativi. Penso di poterlo fare godendo del privilegio di vedere alla realtà umbra con il sufficiente distacco che ad oggi mi consente il mio essermi trasferito in questa splendida regione da poco meno di tre anni.
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