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contributo inviato da team_realacci il 3 febbraio 2010
Dichiarazioni di lotta anti-Co2: i paesi mettono nero su bianco le loro promesse di riduzione delle emissioni ma, per arrivare a un risultato, occorrerà attendere ancora un anno o poco meno. Da qui ai primi di dicembre prossimo, infatti, alla Conferenza numero 16 a Città del Messico, è ancora tutto da fare a parte un accordo politico di cui la Conferenza di Copenaghen ha solo 'preso atto' e non ha valore vincolante. In base a questo accordo i Paesi industrializzati e quelli in via di sviluppo entro il 31 gennaio dovevano infatti inviare all'Onu i loro target. Sono finora 55.
Intanto è allarme per l'obiettivo di limitare a 2 gradi il riscaldamento globale: gli impegni annunciati dalle maggiori nazioni industrializzate sulla riduzione nelle emissioni di gas serra sono un passo avanti, ma non sufficienti per arrestare i disastrosi effetti dei cambiamenti climatici per la metà di questo secolo. A parlare Janos Pasztor, il maggior consigliere del segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon.
Secondo Pasztor con gli obiettivi presi con le Nazioni Unite come parte di un piano volontario per invertire la tendenza sulle emissioni, sarà molto improbabile che il mondo possa prevenire l'innalzamento della temperatura globale al di sopra dei limiti stabiliti nella conferenza Onu sul clima di Copenaghen, il dicembre scorso.
 

Ecco la situazione dei piani anti-emissione:

- 55 PAESI CONSEGNANO PROMESSE: 55 paesi - inclusa Cina, Usa e i 27 dell'Ue - hanno rispettato la data limite del 31 gennaio per formalizzare i loro obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra. Insieme, questi paesi, sono responsabili per il 78% delle emissioni derivanti dall'uso di combustibili fossili.
Altre 'lettere di impegno' sono attese nei prossimi giorni.

- LE PROMESSE AL 2020: Le Maldive, che rischiano la scomparsa a causa dell'aumento del livello dei mari, annunciano zero emissioni totali nette, fino al livello di carbon neutral. L'Ue spinge sull'acceleratore, Usa e Russia ci vanno caute, mentre India e Cina - a capo dei Paesi emergenti - parlano di minor intensità energetica in base al Pil;

- PAESI SVILUPPATI: Tra i Paesi sviluppati, l'Unione europea ha ribadito il proprio impegno di una riduzione del 20% entro il 2020 rispetto ai livelli del 1990. Inoltre, rilancia l'offerta - all'interno di un accordo globale per il periodo post-2012 - di una riduzione del 30% a condizione che anche altri Paesi sviluppati si impegnino altrettanto e che i Paesi in via di sviluppo contribuiscano adeguatamente. Per gli Usa la riduzione dovrebbe essere al 2020 del 17%, in linea con l'obiettivo della legge interna (il pacchetto energia) che prevede una riduzione del 30% delle emissioni al 2025, del 42% al 2030 e dell'83% entro il 2050, rispetto ai livelli del 2005. La Federazione Russa promette impegni di riduzione delle emissioni nel 2020 del 15-25% rispetto al 1990 condizionati da un'indennità adeguata per le foreste e dall'adozione di impegni giuridicamente vincolanti. Il Giappone prevede una riduzione delle emissioni per il 2020 del 25%, il Kazakistan del 15% (rispetto al 1992), la Norvegia potrebbe tagliare fino al 40% delle proprie emissioni al 2020, e la Nuova Zelanda è disposta a tagliare tra il 10% e il 20% delle emissioni (rispetto ai livelli del 1990) con un accordo globale sul clima e il ricorso a un efficiente mercato internazionale di carbonio;

- PAESI EMERGENTI: Tra i Paesi in via di sviluppo, gli impegni della Cina pervenuti all'Onu parlano di riduzione della intensità delle emissioni (calcolata dal rapporto Co2/Pil) del 40-45% rispetto al 2005. Anche l'India intende ridurre l'intensità delle emissioni, ma del 20-25% rispetto al 2005. Il Sud Africa si impegna a ridurre del 34% l'attuale tasso di incremento delle emissioni, mentre il Brasile del 36-39%. Per Israele la riduzione sarà del 20% rispetto all'attuale tasso di incremento delle emissioni. Altri Paesi poveri (Costa Rica, Giordania, Madagascar) non mancano di parlare di impegni di mitigazione e riduzione di gas serra ma li agganciano agli aiuti e ai finanziamenti che riceveranno dalla cooperazione internazionale.

Fonte: Ansa
3 febbraio 2010

TAG:  PROMESSE  ANTI-CO2  CO2  RIDUZIONE  EMISSIONI  COPENAGHEN  CITTÀ DEL MESSICO  USA  CINA  UE  MALDIVE 

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