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contributo inviato da raffaeleinnato il 29 gennaio 2010

Le elezioni regionali di marzo, sempre di più stanno evidenziando una classe dirigente solo interessata a costruire o smontare alleanze, ad adoperarsi per il proprio tornaconto, a pensare di trarre vantaggi personali e fare affari. Mentre il paese resta immobile, senza idee e progetti, con una disoccupazione a due cifre e con centinaia di migliaia di persone che non sanno più a chi rivolgersi per poter sopravvivere. Tutti coloro che si propongono per guidare l'Italia, non hanno la capacità di presentare un progetto che guardi al futuro e ai problemi delle nuove generazioni. Si va solamente a slogan, senza contenuti e senza idee, mortificando le attese e le speranze degli italiani. Si avvertono segnali preoccupanti di disagio e di ostilità dei cittadini nei confronti delle istituzioni e di chi le rappresenta, spesso non all'altezza del compito. E mentre ciò accade, la nostra classe dirigente appare interessata solo agli interessi personali e ai propri equilibri interni di correnti, senza rendersi conto che l'intero sistema si sta progressivamente sfaldando. Tutti i contendenti candidati auspicano di vincere le elezioni, si fanno le somme dei partiti e dei voti e il totale sembra dare ragione sia agli uni che agli altri. Comunque vada, un posto in prima fila lo si ottiene, uno stipendio congruo è assicurato e i vantaggi pure. Il vincitore si preoccuperà di assicurare al popolo che il suo impegno sarà per il paese. Il vinto, si preoccuperà di convincere la gente che vigilerà attentamente sull'operato della maggioranza. E i cittadini? I cittadini che hanno votato per i vincitori saranno contenti di brindare per la vittoria che li ripagherà nella speranza di raccogliere qualche briciola di favore o di soddisfazione di parte. Quelli, che hanno votato per i perdenti, mestamente si diranno che la colpa è stata di chi non ha saputo costruire bene le alleanze o di chi non avrebbe dovuto candidare persone poco convincenti. Quindi, ancora una volta, il paese avrà sprecato l'opportunità di guardare più alla risoluzione dei problemi reali e ad un progetto di riscatto e di crescita generale per tutti, per favorire una classe politico economica che da decenni tiene bloccata un Italia incapace di migliorarsi. 

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commento di maxo7533 inviato il 30 gennaio 2010
E' semplice, il centrodestra vive perhè esiste Berlusconi con le sue Televisioni e Giornali, ed è costretto a concentrarsi sulle malefatte del Premier trascurando gli interessi del Paese.
Molti lo votano per interessi propri, moltissimi perchè soggiogati dalla comunicazione pilotata.

Il Centrosinistra è logorato da guerre intestine, l'abbiamo visto con Veltroni, invece di fare opposizione al Centrodestra, si occupavano di farsi i vari sgambetti, frà correnti rivali (La Torre-Bocchino), non esiste una regia di politica unitaria, ma varie ideologie in contrapposizione, che confondono l'elettore, alla fine lo sgangherato Governo di Destra pur non facendo niente sembra quello con le idee più chiare, in poche parole, troppi cuochi imbrattano la cucina.(l' abbiamo visto con il II Governo Prodi)

Guardate Dini e Mastella, nel centrosinistra facevano il buono o cattivo tempo, nel Centrodestra non dicono una parola, perchè nel Centrosinistra tutti parlano e nel centrodestra tutti stanno zitti?

Vuol dire che nel Centrodestra c'è qualcuno che comanda, che faccia bene o faccia male, le decisioni le prende.

Nel Centrosinistra tutti dicono la Sua, dando l'impressione che nessuno comandi e che le decisioni non vengano prese (anche sè non è vero), ma anche lì, danno l'impressione di farsi i fatti Loro, trascurando il Partito.
(l'abbiamo visto nelle varie discussioni in questo network, dove gli argomenti erano principalmente, contro di noi o addosso a noi, poche volte, contro l'avversario) quando un opposizione non riesce ad esprimersi perderà sempre, l'alleanza con l'UDC non può essere ondivaga, qualcuno la vuole, altri no.
Un opposizione così fà il gioco dell'avversario, anche con 100 condanne sulla testa è l'unico che può tenere la barra dritta, con gli altri andiamo a zig e zag.
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