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contributo inviato da team_realacci il 29 gennaio 2010
In piena campagna elettorale per le regionali il governo gioca la carta del condono edilizio. La nuova sanatoria per chi ha compiuto abusi edilizi è contenuta in tre emendamenti al decreto Milleproroghe in discussione in commissione Affari costituzionali al Senato. Una sanatoria che se da una parte riapre i termini per regolarizzare gli abusi compiuti entro il 31 marzo del 2003 (data di scadenza dell'ultimo condono varato sempre da un governo Berlusconi), estendendolo anche alle aree protette, dall'altra si prepara a condonare preventivamente gli abusi futuri, concedendo alle Regioni di autorizzare attraverso il piano casa ulteriori ampliamenti volumetrici in deroga ai piani regolatori.

Un vero e proprio via libera alla speculazione e allo scempio ambientale, utile al governo anche per far cassa contando sui ricavi derivanti dalla nuova sanatoria. «Il combinato disposto degli emendamenti al Milleproroghe prevede la devastazione dell'intero territorio nazionale, dalle città, ai centri storici fino addirittura alle aree vincolate», denuncia il senatore dell'IdV Felice Belisario. Di decisione «irresponsabile» parla invece la responsabile Ambiente del Pd, Stella Bianchi.
I tre emendamenti sotto accusa sono a firma del relatore del decreto e dei senatori del Pdl Carlo Sarro e Vincenzo Nespoli, e arrivano all'indomani della tragedia di Favara e quando sono passati solo pochi mesi dalla tragedia di Messina. Il primo degli emendamenti in questione fa slittare al 31 dicembre 2010 il termine fissato in precedenza per gli abusi compiuti entro la fine del mese di marzo del 2003. Gli altri si occupano invece di cancellare i limiti previsti per la regolarizzazione di abusi edilizi compiuti ai danni «di beni ambientali e paesistici» preoccupandosi di rendere retroattiva la norma, in modo da far rientrare nella sanatoria «anche agli abusi edilizi realizzati entro il 31 marzo del 2003» e concedendo agli interessati come nuovo termine per la presentazione della domanda di sanatoria il 31 dicembre del 2010. Prevista inoltre la sospensione di tutti i procedimenti sanzionatori già avviati, sia di natura penale che amministrativa «anche in esecuzione di sentenze passate i giudicato». Alle regioni, infine, è consentito di concedere ampliamenti volumetrici «anche in deroga alle norme e agli strumenti di pianificazioni vigenti in materia territoriale e urbanistica».

Difficile, per ora, quantificare quante potranno essere gli abusi edilizi interessati dal nuovo condono. Stime ancora approssimative parlano di almeno 15 mila abitazioni nella sola Campania. Di certo attraverso il condono il governo può contare su un duplice risultato: accattivarsi il consenso degli elettori quando mancano 60 giorni alla chiamata alle urne, e fare cassa contando sugli introiti derivanti dalla regolarizzazione.
 
«Il condono non è però l'unica nefandezza contenuta nel Milleproroghe», prosegue Belisario. «Cito solo la proroga dei tagli alle poltrone nei consigli comunali e provinciali che non si applicheranno prima del 2011 e un mini-condono sulle affissioni elettorali abusive che vale per il passato e addirittura per il prossimo futuro». Per Stella Bianchi, invece, «a stupire è l'assoluta indifferenza di fronte a tragedie come terremoti e alluvioni e al loro dolorosissimo tributo di vittime». Duro anche il commento di Angelo Bonelli: «Gli emendamenti pro-cemento trasformano di fatto il piano casa nell'ennesimo condono edilizio», spiega il presidente dei Verdi. «Negli ultimi quindici anni in Italia sono spariti più di tre milioni di ettari verdi sostituiti in gran parte da cemento e asfalto. Così si massacra il territorio favorendo la cementificazione selvaggia e mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini».


Fonte: il Manifesto
28 gennaio 2010
Autore: Carlo Lania

TAG:  CONDONO  EDILIZIO  PIANO CASA  SPECULAZIONE  MILLEPROROGHE  EMENDAMENTO  CARLO SARRO  VINCENZO NESPOLI 

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