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contributo inviato da raffaeleinnato il 26 gennaio 2010

Caro Bersani,
le primarie svolte in Puglia, portano la vittoria straordinaria di Nichi Vendola. Io sono un pugliese "doc" e amo la mia terra e la mia gente. Noi del tavoliere abbiamo una grande storia con personaggi e uomini famosi della politica, della cultura, dell'arte. Siamo un popolo di lavoratori e di gente a cui piace vivere ed essere solidali. Vendola incarna e rappresenta la nostra terra e la nostra gente. Egli non ama solo parlare della gente, ma ama parlare con la gente. Nei cinque anni del suo mandato ha saputo dare una svolta alla Puglia, chiedendo ed ottenendo rispetto da chi per molti anni è stato abituato a deturpare e inquinare un territorio fantastico. Un esempio è stato costringere Riva (Ilva) ad aprirsi alla città di Taranto per collaborare a disinquinare ed a investire sul territorio per migliorare un ambiente, che parla di morte sul lavoro e per il lavoro. Ha investito su una politica ambientale rivolta alle nuove forme di alternativa al petrolio, diventando la prima in Italia per produzione di nuove energie. Ha investito sulla scuola dando più risorse all'università. Ha trasformato centinaia di precari in lavoratori stabili. Ha dichiarato la sua contrarietà a privatizzare l'Acquedotto Puglliese, tanto caro a qualcuno. Insomma, ha iniziato a fare un lavoro di miglioramento per una Puglia migliore. Questa politica che attiene più ai fatti e all'interesse della gente, è stata recepita e accettata dal popolo pugliese, che ha visto nella persona di Nichi, un uomo del popolo, che sa parlare e capire le esigenze e i problemi della gente, un uomo che sa entrare nei cuori e nei sentimenti di chi si aspetta dalla politica, non inciuci, non baratti, non compromessi rovinosi, ma fatti concreti e onestà. La politica non è solo vincere le elezioni, costi quel che costi con alleanze incoerenti, per abbattere un avversario duro e compromesso. La politica è stare vicino alla quotidianità della gente, saper ascoltare, saper programmare soluzioni utili alla collettività, mettersi al servizio della comunità, avere idee che servono realmente a migliorare, non riformare per riformare, ma solo se è necessario e opportuno. Fare politica non può essere considerato un mestiere, significa partecipare con passione e amore al benessere della società, per costruire una migliore società, senza schemi precostituiti e preconcetti, ma per guardare verso la evoluzione dell'uomo per la sua salvaguardia e per il suo bene.
Perciò, mi aspetto, da ora in poi, che il PD diventi un partito della gente e per la gente, che non si chiuda in stanze con bottoni scollegati, ma per progettare e programmare un percorso lineare, che abbia come punti essenziali: la laicità dello stato, la riduzione dei parlamentari, la giustizia uguale per tutti, candidati senza macchia, riforma delle elezioni con candidati scelti dal popolo, meno tasse al lavoro e al sociale, più tasse ai patrimoni e alle rendite, riforma del fisco più proporzionale con tanti scaglioni di reddito, lotta all'evasione più capillare, meno soldi alle scuole private e più investimenti alla ricerca e per quella pubblica, sanità pubblica più efficiente e di merito e meno convenzioni con i privati ad eccezione di strutture molto specialistiche, razionalizzazione della spesa pubblica con risorse a favore dei più deboli e delle famiglie più bisognose, migliore gestione delle forze dell'ordine rafforzando i quartieri e le città con più criminalità, premiare con agevolazioni fiscali le imprese che dimostrano merito per correttezze delle regole, migliori collegamenti ferroviari per tutte le città, norme più severe per chi possiede animali domestici con obbligo di patentino, luoghi di divertimento e di svago devono avere un limite di orario e più controllo per alcolici e bevande dannose, immigrazione regolarizzata alle neccessità del paese, aiutando l'integrazione a coloro che dimostrano di volere accettare le regole democratiche insegnando loro la lingua e le leggi e dandogli per un periodo di tempo un'accoglienza decente fino a diventare autonomi, per i casi di rispetto dei diritti umani lo stato deve occuparsi di dare strutture che abbiano il minimo indispensabile, e che da parte di questi ci deve essere reciproca collaborazione a lavorare per mantenerle sane. Insomma, una politica umana ma più razionale che tiene conto dei problemi dei più deboli, ma che guarda attentamente ai bisogni e alle necessità di un paese che ha bisogno di crescere economicamente e socialmente con politici all'altezza del compito, non facile ma certamente possibile.
Un caro saluto
Raffaele Innato

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raffaeleinnato@gmail.com

TAG:  IMMIGRAZIONE  REDDITO  SANITÀ  RAZIONALIZZAZIONE  COLLABORAZIONE  INTEGRAZIONE  REGOLE  PRIMARIE   

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commenti a questo articolo 0
commento di cristinasemino inviato il 26 gennaio 2010
Mom sono pugliese, ma sottoscrivo l'accorato appello di Raffaele.
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