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contributo inviato da fabio1963 il 25 gennaio 2010

 E' ormai chiaro a tutti che il fenomeno dell'immigrazione ha portato ad una diminuzione del consenso per il PD specialmente al Nord che è preda del razzismo strisciante della Lega.

Secondo me questo è avvenuto perchè il Partito Democratico non ha saputo comunicare ai cittadini la natura del problema.

Il problema andrebbe inquadrato dal punto di vista scientifico e con una prospettiva planetaria.

Punto 1) Recenti studi cha hanno completato quelli del Club di Roma del 1971, hanno ormai appurato in maniera scientificamente oggettiva che dall'anno 1988 circa l'umanità consuma più di quello che la natura può produrre incorrendo in fenomeni irreversibili di inquinamento, estinzione delle specie ecc. ecc. http://www.galileonet.it/dossier/7556/oltre-i-limiti  di Luca Pardi (vedi articolo con immagini).

Quindi il fenomeno dell'emigrazione di massa dai paesi del terzo mondo, quello dell' ambiente e quello della sovrappopolazione sono collegati in maniera neomalthusiana. Malthus già nel 1800 aveva previsto questi fenomeni che erano studiati, però, solo su scala nazionale.

Quindi, vista la prospettiva planetaria del fenomeno, non ha più senso arroccarsi su posizioni di sinistra o di destra a seconda della maggiore o minore solidarietà verso le persone più sfortunate del terzo mondo!

La sinistra deve far capire al cittadino che anche se si chiudessero ermeticamente le frontiere e addirittura si rispedissero ai loro paesi gli extracomunitari, non servirebbe a niente: il fenomeno descritto al punto 1 comunque sta consumando la natura in maniera irreversibile, e nel giro di 40 anni il Pianeta Terra non avrà più la Foresta Amazzonica e i Ghiacciai.

Malthus nelle nostre memorie del liceo, è situato nella parte negativa. Però la rielaborazione critica di Luca Pardi, ne ha evidenziato la modernità delle sue teorie riviste con l'accesso ai nuovi farmaci che abbiamo oggigiorno, e alla possibilità di una laicità dello stato.

Sotto questa ottica persino le ragioni religiose dell'egoismo del controllo delle nascite, assumono un aspetto non realista: paradossalmente il controllo demografico nel lungo periodo può garantire la vita sul pianeta Terra al maggior numero di persone possibili. Infatti inutile arrivare a 10 miliardi di persone sulla Terra, se piano. piano il consumo irreversibile delle risorse del pianeta porterà ad una riduzione drastica se non all'estinzione dell'umanità entro 3-4 generazioni.

Si sa infatti che finora sono vissuti 60-80 miliardi di persone appartenenti alla specie homo sapiens sapiens sul pianeta Terra nel corso degli ultimi 150.000 anni, e andando avanti così si arriverà al massimo a 100 miliardi totali per il 2100. Poi tutto finirà per il consumo irreversibile delle risorse. Invece se si incominciasse a regolare la popolazione mondiale fin da adesso, nulla impedisce che l'umanità  possa esistere per un altro milione di anni. Considerando una popolazione fissa stabile sulla Terra di 4 miliardi di persone, con generazioni di 25 anni, in un milione di anni si arriverebbe al numero di 160.000 miliardi di persone. E poi non è detto che finisca lì la storia dell'uomo!

Per tale motivo bisogna ripristinare l'equilibrio della specie umana col pianeta Terra, e per farlo si deve ritornare alla popolazione che c'era nel 1988.

TAG:  SVILUPPO SOSTENIBILE  MALTHUSIANESIMO  PICCO DEL PETROLIO  ISA  INDICE SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE  CONTROLLO DEMOGRAFICO  OVERSHOOT 

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commento di fabio1963 inviato il 25 gennaio 2010
Purtroppo dai recenti studi citati nella nota, sembrerebbe che il pianeta Terra è a numero chiuso. Con le nostre attuali conoscenze scientifiche tale numero si aggira attorno ai 4 miliardi di persone. Questo numero potrebbe ridursi ulteriormente se non si troverà rapidamente un'alternativa al petrolio: sembra infatti che l'oro nero serva anche per produrre cibo (infatti con esso si producono concimi chimici, si lavora la terra ecc. ecc.). Senza petrolio il numero chiuso andrebbe calato di un altro miliardo di persone (http://www.galileonet.it/dossier/7556/oltre-i-limiti).
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25 gennaio 2010
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