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contributo inviato da Marianna Madia il 19 gennaio 2010
 Italtel è una delle grandi aziende italiane di telecomunicazioni. Ha quasi 2000 dipendenti, per la maggior parte impegnati in  ricerca e sviluppo, e detiene commesse importanti con Telecom Italia e altre aziende pubbliche e private.



Il suo management ha deciso per una drastica riduzione di personale: si parla di 450 esuberi e della chiusura totale di uno stabilimento a Roma o a Palermo. Lo richiede, dice la direzione dell'azienda, la contrazione delle commesse da parte di Telecom. Già 1400 dipendenti lavorano con i "contratti di solidarietà" al fine di evitare i licenziamenti.

Italtel e i suoi lavoratori potrebbero allontanare tale prospettiva se il governo utilizzasse almeno la prima tranche degli 800 milioni di euro stanziati per la banda larga.  C'è stata una risoluzione approvata dal parlamento e l'esecutivo continua a reinviarne l'attuazione.

Si parla tanto di banda larga e infrastrutture digitali. Adesso, e non "quando finirà la crisi", è il momento di investire in questi settori. Altrimenti cresce solo la disoccupazione. Come PD presentiamo un'interpellanza su banda larga e Italtel che vi allego.

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dello sviluppo economico - per sapere - premesso
che:

Italtel detiene circa il 74% dell’installato della rete fissa Telecom in Italia, ha realizzato la rete interdistrettuale di telecom e la rete fastweb in standard Ip (Internet Protocol), inoltre ha sviluppato
una tecnologia all’avanguardia, softswitch, per il passaggio rapido dalle reti tradizionali di fonia a quelle nuove Ip, che possono veicolare contemporaneamente le telefonate, internet e la televisione;oltre al mercato italiano, Italtel è presente in Spagna, America latina (in particolare Brasile eArgentina), e nuovi mercati/clienti importanti come France Telecom, Cegetel, Belgacom, Cable eWireless, in Grecia con Tellas e On Telecom. Inoltre Vodafone Romania e oggi si sta puntando su Algeria e Libia;

il 24 marzo 2009 durante un incontro tenutosi in Assolombarda, con Fim Fiom Uilm nazionali ed il
coordinamento nazionale delle RSU del gruppo Italtel, l'Amministratore Delegato di Italtel dichiarò
al termine dell'esposizione del piano strategico 2009-2011, che Italtel doveva ridurre il proprio
organico di 450 persone nel biennio 2009-2010;

in quell’occasione l'Amministratore Delegato attestò che Italtel è un'azienda sovradimensionata rispetto al fatturato realizzato nel 2008 e che pertanto tale dolorosa riduzione del personale risulta
necessaria;

in particolare, l’Amministratore delegato asserì che - nonostante la leggera crescita del fatturato neiprimi mesi del 2009 rispetto allo stesso periodo del 2008 - per la sopravvivenza dell'azienda è
necessario aumentare il fatturato ma soprattutto l'efficienza procedendo al taglio dei costi e in primo luogo dell'organico, e che, a tal fine, risulta doverosa la riduzione dei dirigenti, del personale
impegnato all'estero, la non sostituzione del personale dimissionario e la non riconferma di tutti i
contratti a termine;

ad oggi 1400 persone in tutto il gruppo sono in Contratto di Solidarietà per un anno e mezzo, da
luglio 2009 a dicembre 2010, lavorando mezza giornata in meno alla settimana per ridurre gli
eccedenti, impedendo così il licenziamento di un centinaio di lavoratori, ed entro la fine del 2010,
circa 150 persone andranno comunque in mobilità;

il Governo a fronte di quanto promesso a luglio 2009 avrebbe dovuto emanare il decreto attuativo
per l’aumento della copertura economica dal 60 all’80% per coloro che stanno facendo i Contratti di Solidarietà;

l’8 gennaio di quest’anno l’Amministratore Delegato di Italtel ha annunciato 400 nuovi esuberi, per
effetto dei tagli sul fatturato di decine di milioni di euro da parte di Telecom che, sommandosi ai
450 del biennio 2009/2010 risultano essere complessivamente circa 850;
a seguito dei preannunciati 400 nuovi esuberi, si prevede la chiusura di una sede “periferica”;
nei prossimi giorni l’AD di Italtel presenterà un nuovo piano industriale al CDA in quanto quello
presentato nel 2009 è ormai superato; secondo notizie di stampa il Ministro Scajola nel corso dell'ultimo Cipe del 2009 , ha consegnato al Presidente del Consiglio un appunto per chiedere l'avvio di alcuni progetti, per la Banda Larga, per i quali sono già state definite le risorse, "misure che attuate consentirebbero di dare risposta anticiclica a molte crisi in atto" potendo così difendere e creare, complessivamente, oltre 60.000 posti di lavoro;

quali urgenti iniziative intenda intraprendere affinché vengano attivati tutti gli strumenti necessari al
fine di evitare ogni ipotesi di taglio dell'organico della Italtel e se ritenga opportuno emanare il
decreto attuativo dell’aumento della copertura dal 60% all’80% per coloro che hanno i contratti di
solidarietà;

quali siano le iniziative che il Governo intenda mettere in atto affinchè si dia avvio a quei cantieri
per la banda larga che potrebbero sbloccare molte situazioni in difficoltà e quali risorse intenda
impegnare nei prossimi anni.

 Peluffo, Veltroni, Quartiani, Lulli, Tonino Russo.

 

TAG:  LAVORO  BANDA LARGA  ITALTEL 

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