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contributo inviato da luimanc@libero.it il 16 gennaio 2010

In Calabria la sinistra è da anni allo sbando. Ci sono state continue defezioni, nuovi ingressi, nuovi leaders, ma il cambiamento non è mai avvenuto. Mi pare che anche il PD non abbia intenzione di staccarsi dai passati errori. In molte elezioni ho "svogliatamente" accettato le decisioni del partito o delle coalizioni del momento.

Questa volta non ripeterò l'errore. Non intendo votare chi non è stato in grado di cambiare nulla nel modo di gestire la cosa pubblica (Loiero); non mi va che a decidere sulle sorti del Partito ci siano ancora personaggi legati ad indagini giudiziarie su presunte truffe ai danni dello Stato (Adamo e consorte). In sintesi, ho la netta sensazione che il PD resti in mano a chi vuole fare business per sè (come Berlusconi).

In conclusione, così come è stato fatto nel Lazio, accettate la proposta di IDV di appoggiare Callipo. La risposta potrebbe essere "ma così perdiamo la regione". Io controbatto, meglio perdere la REGIONE che finire di perdere la RAGIONE.

 

PS. : mi ero iscritto al PD online, ma non sono stato contattato da nessuno: Forse non mi vogliono?

TAG:  POLITICA  REGIONE 

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commenti a questo articolo 0
commento di leburino inviato il 3 febbraio 2010
Sono Calabrese e mi chiedo .....come può il Pd calabrese presentare Bova e Loiero alle primarie? ma davvero si è così miopi? Io come tantissimi altri elettori di sinistra voteremo Callipo...
commento di vecchio vascello inviato il 18 gennaio 2010
Per quanto mi riguarda, mi pare di aver capito che questo problema della moralità nella gestione della res pubblica, non si risolverà, almeno per ora. Arrivati a questo punto, dopo la successione degli eventi catastrofici per il destino del paese, tutto fa presagire un futuro assai fosco. Le speranze della gente onesta sono state deluse sistematicamente. Si è andati oltre quello che sarebbe stato logico aspettarsi. Un giudizio sulle persone che manovrano le redini del potere, ci costringerebbe a trarre delle amarissime conclusioni. Infatti, tutto il nostro apparato politico, di destra o sinistra che sia, sembrerebbe essere precipitato in una condizione di inciviltà e barbarie. Il sapere che i nostri destini sono affidati a persone del genere è roba da far accapponare la pelle. Se l'azione della magistratura, con la rivelazione di tutto il marciume in cui si dilania la vita pubblica nazionale, non ha prodotto alcuna inversione di rotta da parte di questi spregevoli protagonisti, significa che abbiamo a che fare con uomini fortemente spregiudicati. E' inutile aspettarsi leggi, come queste che sarebbero del tutto indispensabili ed ovvie, dirette ad impedire che gli indagati o candannati, non solo per reati contro il patrimonio pubblico, ma per qualunque reato, possano assumere un incarico non solo pubblico, ma neppure politico. D'altra parte, se il certificato del casellario giudiziario viene richiesto per una qualunque assunzione al lavoro, privato o pubblico che sia, perchè dovrebbe stupire che venga preteso per un incarico istituzionale? Siamo costretti, nostro malgrado, a chiamare onorevoli i disonorevoli!!!!
commento di luimanc@libero.it inviato il 17 gennaio 2010
Grazie per i vostri commenti. Spero che altri si aggiungano a richiamare l'attenzione dei vertici. Spero anche che qualche dirigente, locale o nazionale esprima la propria opinione.
Sono convinto che con le mani pulite si possano vincere le elezioni, se non avessi(mo) questa speranza saremmo.....veramente ala frutta.
Quanto al campbiamento dall'INTERNO, non ci credo molto: il gruppo dirigente si chiude a riccio ed i cambiamenti mi sono sembrati più il frutto dilotte fra bande che il risultato di discussione politiche e programmatiche.
La prima cosa che mi verrebbe da proporre è un commissariamento, ma a bne pensarci, senza alcuni paletti non servirebbe a niente.
Sarebbe ora che il PD introducesse una regola ferrea: I CONDANNATI, ANCHE IN PRIMO GRADO, NON POSSONO ASSUMERE CARICHE DIRIGENZIALI O ESSERE CONDIDATI. Per i rinviati a giudizio o gli indagati proporrei una SOSPENZIONE CAUTELARE.
commento di vecchio vascello inviato il 16 gennaio 2010
Il mio pensiero è che se non si coglie questa occasione per candidare le persone oneste che ci stanno dentro al Pd, si commettono due fondamentali errori, destinati a farla pagare molto cara sia al partito, (se veramente lo è), sia alla nazione. Il primo è che così facendo, cioè regalando il comando della regione Calabria all'UDC, si dimostra di non voler assolutamente voltare pagina con la corruzione politica, ma, anzi, perpetuare il sistema, fino al punto in cui, arrivati all'estremo inimmaginabile, che nessuno dei favoriti e privilegiati al suo interno, sia moralmente integro, si preferisce lasciare spazio ad un altro schieramento politico. Il secondo, non meno grave, è che si reca offesa a tutti gli iscritti al PD, perchè si sostiene, così facendo, che nessuno di loro, o sia moralmente onesto, o sia in grado di ricoprire quelle funzioni. Già taciando di immoralità la totalità degli iscritti è cosa che li dovrebbe indurre ad abbandonare questa formazione politica, ma, poi, se si volesse, addirittura, sostenere, che solo i disonesti inquisiti o condannati siano coloro che hanno la capacità di governare, allora c'è proprio da buttargli un pesce in faccia. Non vorrei, inoltre, che, ancora una volta, si giustifichi il tutto con il consenso elettorale, che solo i grando corrotti monopolizzerebbero. Ebbene, a parte il fatto che una verità del genere farebbe di un popolo una tribù di bonobo, credo che ne verrebbe confermata la mia tesi, da tempo sostenuta, che tutta la politica di questo paese è espressione del controllo del sistema da parte dei poteri forti, tra cui, principalmente, quello clericale e massonico. Per non uscire da quei binari fissati dalle alte sfere dei gruppi di controllo il PD decide di cedere il passo ad una formazione avversa, a cui la unisce l'intesa di fondo, superiore e sovrana, imposta da queste organizzazioni superiori. A questo punto, a noi del popolo, del chi vinca o perda, non ci importa proprio niente. Che si arrangiassero, perchè sono so
commento di Anpo inviato il 16 gennaio 2010
In Calabria e in Campania bisogna candidare persone al di fuori del partito e di alto profilo nazionale, non un qualsiasi UDC. Facendo altrimenti si regalano 2 regioni al PDL.
Comunque meglio Calippo (malgrado i problemi di conflitto di interessi che pongono le sue attività imprenditorial, che Di Pietro sembra dimenticare) rispetto a Occhiuto e Loiero.
commento di no-rating inviato il 16 gennaio 2010
Il tema che sollevi e' tra i piu' delicati. Non votero' in Calabria, ma io stesso sento molto questo conflitto.
A tuo parere e' possibile in Calabria vincere le elezioni con le mani pulite? Non vuole essere un discorso Nordista in quanto le clientele ed il voto di scambio sono diffusissimi anche al centro nord. In regioni come Calabria-Campania-Sicilia-Puglia-Lazio l'impressione e' che il tutto sia piu' sistemico. La tentazione di "mollare" presi dallo schifo deve essere altissima e non ho veramente risposte a questo dilemma tranne che l'unico modo per cambiare il sistema e' dall'INTERNO. Magari nel 2005 i corrotti erano il 90%, ma nel 2010 potranno essere l'80%. Il punto di partenza a mio parere non puo' essere eliminare la corruzione, bensi' renderla un minimo virtuosa: per esempio faccio assumere 2000 guardie forestali, ma allo stesso tempo cerco di cambiare la struttura in modo che facciano qualcosa di utile!
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