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contributo inviato da pdboffalora il 16 gennaio 2010

Il governo, già in campagna elettorale, imbroglia i cittadini rifiutandosi di dire dove vorrà realizzare le centrali nucleari. Una scelta impopolare che viene rimandata a dopo le elezioni

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Nucleare sì. Nucleare no. Tra gli spot dell'esecutivo, che non sa davvero cosa fare e che continua a semplificare un argomento, come quello dell'energia nucleare, che è tutt'altro che semplice, ora qualche cosa è più chiaro: il governo nasconde la lista dei siti per la realizzazione degli impianti. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, Elio Vito interrogato durante il Question time alla Camera dal Ermete Realacci sull'esistenza di possibili siti nucleari, dapprima ha temporeggiato, poi si è rifiutato di dare informazioni.

Un dato diventa sempre più marcato: a prescindere se la scelta del nucleare sia giusta o sbagliata, è certamente una scelta scomoda per le amministratori locali e per vincere le elezioni. Dichiarare che verrà creata una centrale nucleare a Montalto di Castro o a Caorso è davvero un autogol in vista delle prossime elezioni regionali. Quindi la scelta è quella di rimandare il dove, il come e il quando parlare di nucleare al giorno dopo l'esito delle urne. Una strategia che sa tanto di inganno e di truffa.

Realacci ha dichairato in Aula che “i criteri di base per localizzare un sito per la costruzione di una centrale nucleare, a cominciare dalle caratteristiche geo-morfologiche dell’Italia che non sono certo cambiate negli ultimi anni, sono noti a tutti, per primi ai soggetti interessati alla realizzazione degli impianti. Sui siti il Governo mente. La realtà è che si vogliono superare le elezioni regionali, negando ai cittadini, che con il referendum avevano detto di no al nucleare, la possibilità di fare di questo un punto di valutazione dei candidati in lizza. E magari Berlusconi e Scajola, come hanno già fatto nelle precedenti occasioni, in ogni regione che visiteranno in campagna elettorale rassicureranno che quello non sarà il sito dove costruire una centrale nucleare.  E’ uno stratagemma per aggirare il confronto democratico che il Partito Democratico ritiene inaccettabile”.
“Smaschereremo questo imbroglio nei confronti degli italiani” ha proseguito Realacci. “La soluzione ai problemi energetici del paese non è un ritorno al nucleare che, a questo stato di tecnologia comporta costi elevati, tempi molto lunghi, problemi legati allo smaltimento delle scorie radioattive, ma un forte investimento in efficienza, risparmio energetico, innovazione tecnologica, fonti rinnovabili per affrontare le sfide che abbiamo davanti oltre ad accompagnare, aiutare, sostenere le scelte di imprese, istituzioni, cittadini che consentono di migliorare la qualità della nostra vita e la competitività della nostra economia, cogliendo le opportunità offerte dalla green economy”.

“Il Governo in realtà vuole solo superare le elezioni regionali negando ai cittadini la possibilità di fare di questo un punto di valutazione dei candidati in lizza. Un vero e proprio imbroglio nei confronti dei cittadini considerando che il Governo ha anche varato una norma che, caso unico nei paesi occidentali, prevede la possibilità di avviare la costruzione di una centrale nucleare o di un impianto di trattamento di scorie anche in presenza di un parere contrario delle istituzioni locali e delle regioni interessate, militarizzando i siti scelti”.

“La soluzione ai problemi energetici del paese - ha concluso Realacci - non è un ritorno al nucleare che, a questo stato di tecnologia comporta costi elevati, tempi molto lunghi, problemi legati allo smaltimento delle scorie radioattive, ma un forte investimento in efficienza, risparmio energetico, innovazione tecnologica, fonti rinnovabili”.


"Sono due le aree nel Lazio candidate a ospitare siti nucleari: la zona costiera di Montalto di Castro e l'area alla confluenza di Tevere e Nera tra Orte e Magliano Sabina". Lo hanno denunciato i senatori Pd Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, che sul punto hanno preannunciato un'interrogazione urgente al ministro Scajola.
"Durante il 'question time' di martedì alla Camera – hanno continuato i due senatori ecodem - il governo, rispondendo a un'interrogazione di Ermete Realacci, si è rifiutato di indicare l'elenco dei siti nucleari, preoccupato per gli effetti sulle prossime elezioni regionali, ma non ha smentito che la lista in via di predisposizione ricalchi quella definita a suo tempo dal Cnen. Ciò significa molto semplicemente che degli oltre 40 siti della mappa nucleare dell'Italia, almeno due si trovano nel Lazio: uno è la zona costiera di Montalto di Castro, già scelta trent'anni fa per costruire una centrale atomica, l'altro è l'area alla confluenza del Tevere e del Nera tra Orte e Magliano Sabina. In base alla mappa stilata a suo tempo dal Cnen, questi due siti soddisfano i requisiti richiesti dal nucleare, a cominciare dall'ampia disponibilità di risorse idriche".

"I silenzi 'pre-elettorali' del governo – hanno concluso Della Seta e Ferrante - confermano che la scelta nucleare di Berlusconi e Scajola non è solo profondamente sbagliata in sé, per gli altissimi rischi ambientali e gli esorbitanti costi economici collegati alla realizzazione di nuove centrali atomiche: è anche una scelta inaccettabile per i metodi e le procedure seguiti. Mentre ai cittadini viene tenuto nascosto dove nasceranno gli impianti nucleari, la lista è perfettamente a conoscenza non solo del governo ma anche delle imprese interessate all'affare: di recente l'ha ammesso candidamente lo stesso amministratore dell'Enel Fulvio Conti, dichiarando testualmente che 'nemmeno sotto tortura avrebbe rilevato la lista'. Intanto, undici Regioni italiane, tra le quali il Lazio, hanno presentato ricorso alla Corte Costituzionale contro la norma che consentirebbe di realizzare le centrali anche contro la volontà delle amministrazioni regionali coinvolte: sarebbe bello sapere - concludono Della Seta e Ferrante - come la pensa sull'argomento il centrodestra del Lazio e la sua candidata alla presidenza della Regione".

A.Dra
TAG:  NUCLEARE  NUCLEARE ITALIA  CENTRALI NUCLEAR  MONTALTO DI CASTRO  CAORSO 

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