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contributo inviato da team_realacci il 15 gennaio 2010
REPUBBLICA BARI VENERDÌ, 15 GENNAIO 2010
Pagina XIII - Bari

L´assessore Losappio attacca la maggioranza di centrodestra per l´individuazione dei possibili insediamenti

Otto località sono già state indicate nella lista che l´esecutivo ha preparato

Quarantacinque in tutta Italia, otto in Puglia. È una lista preparata dal Cnen (Comitato nazionale per l´energia nucleare) nel 1979 il documento che individua i «siti potenzialmente idonei per la costruzione di impianti nucleari in Italia. Una mappa sulla quale il Pd ha chiesto chiarimenti al governo due giorni fa. Un´interrogazione alla Camera durante la quale - denunciano i deputati del Pd Ermete Realacci e Alberto Losacco - il governo, si è rifiutato di indicare l´elenco dei siti nucleari, preoccupato per gli effetti sulle prossime elezioni regionali, ma non ha smentito che la lista in via di predisposizione ricalchi quella definita a suo tempo dal Cnen».
In Puglia la notizia degli otto siti che potrebbero ospitare un reattore nucleare ha sollevato numerose polemiche. «Come si vede, le dichiarazioni di Scajola alla Fiera del Levante ed il profilo minimalista e tranquillizzante del ministro Fitto e del governo sono solo chiacchiere destinate a chi le vuole bere», attacca l´assessore pugliese al lavoro Michele Losappio. «La verità - prosegue - è che si apprestano a calpestare l´autonomia delle Regioni e a violarne il territorio e questo espone la Puglia a rischi gravissimi».
Losappio giudica «grave» il ricorso del governo contro la legge della Regione Puglia, la n.30/09, che «esclude ogni possibilità di impianti nucleari (centrali e siti) senza la volontà e l´intesa della Regione». Per l´assessore, «il governo, su sollecitazione del ministero dello Sviluppo economico ha deciso di mostrare i muscoli alle Regioni impugnando la legge della Puglia e quella successiva della Campania e annulla i piani energetici delle Regioni che sono costrette a riformularli tendendo conto della decisione governativa e soprattutto abroga tutte le leggi vigenti in materia incompatibili con il decreto».
Quelle che il governo definisce "macro aree idonee ad ospitare una centrale" in Puglia sono otto: due nel foggiano (nel Gargano, vicino Lesina e la costa del golfo di Manfredonia); uno nel tarantino (la costa al confine con la Basilicata); tre nel Salento (la costa ionica a nord di Porto Cesareo, la costa ionica a sud di Gallipoli e la costa adriatica a nord di Otranto); due nel brindisino (costa a sud di Brindisi e costa in corrispondenza di Ostuni). Il sottosegretario dello Sviluppo Economico, Stefano Saglia afferma che «una mappa dei siti non c´è e non ci sarà nemmeno tra un anno. Il percorso di autorizzazione inizierà sulla base di una domanda dell´operatore per costruire una centrale in un determinato luogo». Una rassicurazione che non convince il Pd. «Il governo è stato elusivo nella sua risposta durante il question time - spiega Losacco - è evidente che l´intenzione è quella di superare le regionali prima di riprendere il discorso sul nucleare. E invece è giusto che i pugliesi siano informati adeguatamente e siano informati subito di come il governo intende gestire la partita del nucleare».
Realacci parla di «un vero e proprio imbroglio nei confronti dei cittadini, considerando che il Governo ha anche varato una norma che, caso unico nei paesi occidentali, prevede la possibilità di avviare la costruzione di una centrale nucleare o di un impianto di trattamento di scorie anche in presenza di un parere contrario delle istituzioni locali e delle regioni interessate, militarizzando i siti scelti».

TAG:  GOVERNO  REPUBBLICA  REGIONALI  SITI  NUCLEARE  PUGLIA  CENTRALI  QUESTION-TIME  CNEN  LOSAPPIO 

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