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contributo inviato da redazionepd il 12 gennaio 2010

Torna QUESTION TIME su Youdem.Tv e su ww.pdnetwork.it.

Il primo appuntamento del 2010 sarà dedicato ai problemi dei trasporti. Nostro ospite per rispondere alle vostre domande sul tema Matteo Mauri, responsabile Infrastrutture e Trasporti nella segreteria del Partito Democratico.

Il 2009 si è chiuso con le ferrovie bloccate dalla neve e il governo pronto a sperperare miliardi per il Ponte sullo Stretto, mentre la nuova Alitalia ha comportato spese maggiori per 3 miliardi e meno tratte intercontinentali, con l’aeroporto di Malpensa a pagarne le conseguenze.

Per fare le vostre domane su questi e altri temi inseritele nei commenti a questo post. Avete tempo fino a venerdì 15 gennaio alle ore 12.

 

PS: buon 2010 a tutti

TAG:  ALITALIA  FERROVIE  INFRASTRUTTURE  QUESTION TIME  TRASPORTI  PONTE SULLO STRETTO 

diffondi 

commenti a questo articolo 1
commento di Parola Mia inviato il 15 gennaio 2010
Concordo pienamente con PiVi1962 a rigurado del Telelavoro ed agggiungo:

Teleservizi:
rendere pratica diffusa e comune gli sportelli virtuali per i servizi burocratici ed amministrativi al cittadino ed alle imprese (e magari con l'occasione semplificare anche qulcosina che mi sembra ve ne sia ampio margine).

Merci a trasporto zero:
incentivare decisamente (economicamente e culturalmente) il consumo di prodotti locali in modo da ridurre al minimo costi e danni ecologici dovuti al trasporto.

Le logiche di fondo sono veramente banali:
far muovere i dati e non le persone (Telelavaro e Teleservizi)
muovere merci il minimo indispensabile ed ottimizando l'operazione quando indispensabile (consumo prodotti locali, cooperative di consumo)

Sono provvedimenti che a costo relativamente basso potrebbero assicurare riultati sostanziali (mi si permetta il dubbio che propio per questo vengano ignorati, in quanto non prevedono opere ciclopiche dai costi faraoini sulle quali non pochi sperano di "inzuppare il cornetto" )

Grazie
commento di claudiabf inviato il 15 gennaio 2010
buongiorno,
ottime queste occasioni per discutere di questioni cosi' importanti per il nostro paese. Personalmente vivo da oltre 5 anni all'estero e guardando l'Italia da fuori con una visione piu' distaccata, forse, mi accorgo che cio' che manca realmente al nostro paese è una seria proggettazione delle infrastrutture su piu' anni. Nei vari programmi politici che ci vengono presentati sempre piu' frequentemente per ragioni sopprattutto elettorali non esiste un disegno di Italia futura. Non costruiamo niente con una logica di sviluppo permanente e sostenibile; siamo sempre in corsa per risolvere emergenze. I problemi tecnici, ambientali e via dicendo non nascono all'improvviso ma hanno radici profonde legati alla nostra storia economica e politica e conseguenze "scientificamente ovvie" che sfociano nelle suddette emergenze. Chiedo alla sinistra di iniziare a pianificare seriamente un avvenire e di cercare di mantenere gli impegni presi. Gli elettori capiscono.
Grazie
commento di wittenberg inviato il 15 gennaio 2010
Ferrovie. Assolutamente necessario un sistema da alta velocità per le lunghe distanze e transeuropeo sia per le persone, sia per le merci. Il PD deve essere più chiaro e deciso su questa opzione, opponendosi alla irresponsabilità dei Verdi in Val di Susa che sfruttano per motivi elettorali le preoccupazioni dei residenti, siano esse legittime oppure illegittimamente ispirate al principio del "mai nel mio giardino". Altra pèriorità fondamentale, il trasporto locale su ferro.Regolarità del servizio, adeguatezza dei mezzi, cura delle infrastrutture sono vincoli legati sia all'efficienza del trasporto, sia al contratto di servizio che dirotta su Trenitalia ingenti risorse prelevate ai contribuenti. Qui il ritardo delle FS è spaventoso, ma dal PD c'è un silenzio totale. Non vorrei che si tratti di complicità con Mauro Moretti - peraltro un manager competente - in quanto uomo di sinistra.
Raul Wittenberg
commento di valentinib inviato il 15 gennaio 2010
Sono un cosentino laureatosi al Politecnico di Napoli, nell’ormai lontano 1975, in Ingeneria Civile ramo Trasporti. Scelsi questa specializzazione dopo aver ascoltato Pier Luigi Nervi illustrare in televisione ( mi sembra nella trasmissione TV7 ) il suo magnifico progetto di ponte sullo Stretto, ad un’unica campata con le due torri di 300 metri d’altezza. Da allora ho sempre sperato che quest’opera meravigliosa potesse essere realizzata. Ritengo, infatti, che questa, così come tutte le altre grandi infrastrutture ed i più moderni sistemi di trasporto, potrà costituire un importantissimo volano di sviluppo economico e civile per le due Regioni Calabria e Sicilia. Questo è il pensiero non solo dei migliori macroeconomisti e dei politici più avveduti ma anche della maggioranza dei cittadini meridionali. Le chiedo, quindi, se il nostro PD, una volta liberatosi di quei piccoli partiti che, per pura demagogia ed interesse di parte, hanno impedito la realizzazione di queste opere, non debba rivedere la sua posizione, finora tenuta in maniera acritica, e sostenere i più autentici interessi delle popolazioni meridionali.
commento di nicolacs inviato il 15 gennaio 2010
TRENI VELOCI, MEZZI PUBBLICI URBANI ECOLOGICI, AUTO ECOLOLOGICHE, MIGLIORAMENTO INFRASTRUTTURE (in primis autostrada Salerno -Reggio Calabria, scandalosamente incompiuta e mal fatta) in luogo di un ponte costosissimo e sicuramente affaristico.
INVESTIMENTI IN RICERCA SU ENERGIE ALTERNATIVE, PIU' SIGNIFICATIVI INCENTIVI PER LA INSTALLAZIONE DI PANNELLI SOLARI E ACQUISTO DI AUTO ECOLOGICHE IN LUOGO DELLE IMMENSE RISORSE DA DESTINARE A UN NUCLEARE FUORI TEMPO E DI LA' DA VENIRE CON DISCUTIBILI RISULTATI E CON IL GROSSO PROBLEMA DELLE SCORIE, OLTRE A UN REFERENDUM CHE LO HA GIA' BOCCIATO E SE RIPETUTO VERREBBE CONFERMATO.
Infine, a costo quasi zero PISTE CICLABILI IN OGNI COMUNE.
commento di marikc inviato il 15 gennaio 2010
Buongiorno,
in provincia di Como sono circondata da leghisti che si riempiono la bocca di slogan su Padania Federalismo e Nord e poi si vendono per un po’ di posti a Roma.
Insomma, chiedo scusa per la mia FRUSTRAZIONE, ma sentire parlare di innovazione, sviluppo, futuro e poi faccio fatica ad arrivare a Milano in treno (in auto non ne parliamo nemmeno), devo prendere tre mezzi dibersi per arrivare al lavoro e pure l’aeroporto di Malpensa sembra un deserto dei tartari.
Ma come si può andare avanti così! Dove sono i soldi per le infrastrutture? Che ne hanno fatto? Mi sa dire qualcosa….dare qualche speranza?
Grazie, Marika

commento di bisontesaggio inviato il 15 gennaio 2010
Buongiorno a tutti, vorrei segnalare un gigantesco problema di legalità nel trasporto di merci su gomma. In questo momento le aziende di autotrasporto italiane sono "aggredite" finanziariamente dalla grandi associazioni di mafia organizzata che le acquisiscono coercendo trasportatori in gravi difficoltà economiche. In pratica queste aziende diventano enormi "lavanderie" dove il denaro sporco viene riciclato. Per le organizzazioni malavitose il vantaggio è dato principalmente dalla grande frammentazione delle imprese di autotrasporto italiane dove, vista la scarsità dei mezzi a disposizione dello Stato, è molto difficile fare controlli. A questo gioco si prestano naturalmente, consapevolmente o no, le industrie che si fanno allettare da tariffe di trasporto inferiori di oltre il 30% a quelle di mercato. Questo produce anche un rilevantissimo danno economico alle aziende di autotrasporto che lavorano in regola. Infatti chi assume regolarmente i propri dipendenti pagando i contributi, chi tiene revisionato ed efficente il proprio parco automezzi, chi rispetta i tempi di guida e i limiti di portata, non può certo reggere la concorrenza di chi, oltre ad avere afflussi finanziari praticamente illimitati, fa lavorare autisti in nero o assunti come braccianti agricoli, di chi paga tangenti per avere documenti dei mezzi in regola pur essendo in realtà dei "rottami", di chi non rispetta nè tempi di guida nè limiti di portata. La CNA di Reggio Emilia, nella persona del suo ex presidente Enrico Bini, ha posto da tempo la questione alle Istituzioni Locali (Municipalità, Prefettura, Ispettorato del Lavoro, ecc.) denunciando i fatti con nomi ed indirizzi ma ricevendone, spesso, risposte tiepide ed inadeguate. La cosa sembra ormai fuori controllo, la FITA-CNA di Reggio Emilia ha elaborato proposte serie (tipo l'introduzione del reverse-charge o l'obbligo per le industrie di richiedere il DURC alle imprese di autotrasporto) per cercare di fermare questo "cancro" che si stà diffonden
commento di ilbarbarosognante inviato il 15 gennaio 2010
La Regione Veneto, concludendo un percorso iniziato nel 2007, ha recentemente dato il via libera all’allargamento della Treviso-Mare ed alla sua trasformazione da strada pubblica in superstrada a pagamento. Il tracciato interesserà il tratto dal futuro casello di Meolo a Caposile.
È indubbio che ogni opera infrastrutturale crea impatti ambientali e vincoli per assetti residenziali e della mobilità delle popolazioni interessate a tali infrastrutture. Quindi è importante capire in modo dettagliato quali interventi si rendano necessari per un giusto equilibrio tra opportunità di accesso al territorio e problematiche per chi opera all’interno del territorio stesso. Inoltre si dovranno distinguere due livelli di giudizio: il primo connesso al tracciato e alle caratteristiche delle nuove infrastrutture, il secondo relativo alla gestione e all’uso delle stesse. Questo secondo aspetto riguarda in particolare la scelta della Regione di utilizzare il sistema del project financing che potrebbe permettere di ottenere un recupero di risorse dal mondo privato e quindi rendere fattibile un investimento che la mano pubblica, potenzialmente, da sola non sarebbe in grado di realizzare, ma nel contempo non devono esserci danni territoriali ed economici per la mobilità locale.
L’opera, proposta da un gruppo di privati che sosterrà l’investimento in cambio dei futuri pedaggi (si definisce finanza di progetto o project financing), è stata dichiarata di pubblica utilità senza nessuna consultazione pubblica con la cittadinanza ed i Comuni interessati.
commento di ilbarbarosognante inviato il 15 gennaio 2010
L’attuale sistema della Variante alla SS 14 e il Nuovo Ponte sul Piave, inaugurato lo scorso anno, ha portato i benefici che tutti attendevamo da tempo: spostare il traffico dai nostri centri abitati.
La decisione della Regione Veneto di trasformare la Variante alla S.S. 14 (Treviso- Mare) in strada a pedaggio, ci riporterà indietro nel tempo: il progetto infatti, trasformerà il tratto fra la Fossetta e Caposile, da arteria di attraversamento del territorio nelle direzioni Venezia – Trieste, a strada a pagamento a servizio del solo litorale.
La conseguenza sarà che il pagamento del pedaggio riporterà sulle nostre strade comunali migliaia di auto e mezzi pesanti provenienti da fuori che, per attraversare il nodo di San Donà-Musile, riempiranno nuovamente il nostro territorio di auto, rumore, smog, rendendo meno sicura la viabilità.
E’ il traffico di attraversamento il vero problema: a poco servirà, pertanto, l’esenzione dal pedaggio
per i residenti dei soli comuni toccati dal tracciato (Meolo, Musile, San Donà di Piave, Jesolo), invocata come risposta della Regione. ad ogni disagio.
commento di ilbarbarosognante inviato il 15 gennaio 2010
Su questa questione emerge il silenzio assenso da parte delle amministrazioni di centro destra dei Comuni del sandonatese. Tali amministrazioni accettano senza discutere questo progetto, svendendo il nostro territorio per favorire solo il turismo di massa del litorale jesolano e la speculazione di chi conta di far pagare al turista anche la strada per raggiungere il mare, compromettendo la soluzione dei problemi di viabilità degli abitanti dei Comuni del sandonatese. Questo silenzio non vede reali soluzioni alla necessità di snellire la viabilità di tali territori. Importanti opere come la realizzazione del Terzo Ponte vedono un sostanziale stallo a causa di divisioni partitiche interne alla Lega che compromettono il dialogo tra il Sindaco di Musile e San Donà e non si vedono reali soluzioni, neanche per la messa in sicurezza degli incroci a raso a Meolo di Via Diaz – semaforo – e di Via Castelletto.
L’Autostrada del Mare , come è stata concepita, peraltro, non risolve il problema dell’accesso a Jesolo: quattro corsie servono a poco se poi per entrare a Jesolo ci si imbottiglia tutti ancora nell’unico punto della rotatoria Frova (Centro Commerciale).
Rendere più scorrevole il traffico verso le spiagge è un obiettivo condiviso, ma la soluzione proposta è sbagliata.
commento di ilbarbarosognante inviato il 15 gennaio 2010
Infine:
- la privatizzazione, con il passaggio a pagamento tramite pedaggio del tratto rotatoria Fossetta-rotatoria di Caposile, presenterebbe una discontinuità dell’anello della Città del Piave;
- dai volumi di traffico degli ultimi anni, dall’andamento dei flussi turistici degli anni scorsi e dalle ragionevoli previsioni sul futuro, non si evidenzia la necessità di una soluzione autostradale, in quanto con il completamento della Treviso-Mare e la realizzazione della circonvallazione di San Donà si è già realizzato un razionale sistema viabilistico con l’alleggerimento del traffico stagionale sugli altri assi di traffico (segnatamente quelli di San Donà);
- dobbiamo anche chiederci se non sia l’attuale viabilità della città di Jesolo a porre eventuali problemi di congestione.
Il Partito Democratico è contrario alla privatizzazione di una strada pubblica quale l’attuale Treviso – Mare. Portare i turisti dall’autostrada direttamente a Jesolo significa, inoltre, chiudere per sempre ogni possibilità di valorizzazione dal punto di vista paesaggistico e di sviluppo delle valenze turistico economiche del nostro territorio.
commento di ilbarbarosognante inviato il 15 gennaio 2010
Per questo il Partito Democratico chiede una revisione radicale del progetto affinché la Variante alla S.S. 14 rimanga una strada pubblica con libero accesso a servizio degli spostamenti in tutte le direzioni e non solo verso il mare, e contemporaneamente siano valutate le soluzioni in grado di risolvere i punti critici per la sicurezza e la fluidità del traffico presenti lungo l’attuale tracciato.
Viene richiesta con urgenza una concertazione tra tutti i portatori di interesse per attuare l’indispensabile confronto e sintesi territoriale e apportare al progetto le migliorie necessarie.
La Treviso-Mare è un’opera che ha rappresentato un forte sacrificio per la comunità ed il territorio: è un bene pubblico e tale deve rimanere per garantire benefici e sviluppo ai cittadini ed alle imprese del nostro territorio.
commento di ilbarbarosognante inviato il 15 gennaio 2010
Non può essere svenduto a pochi privati attenti solo al proprio investimento.
Ad oggi vediamo discutere la Regione di opere importanti, quali SFMR nel tratto Quarto D’Altino Portogruaro e TAV/TAC. Le indicazioni definite in questo momento non fanno emergere un progetto di valorizzazione economica e strategica del nostro territorio, ma la realizzazione di progetti infrastrutturali che schiacciano, sviliscono e impoveriscono il potenziale di sviluppo. La Regione ad oggi non ha ancora chiarito quale sia il piano strategico di sviluppo del nostro territorio con progetti definiti dai tempi chiari e che considerino, anche, l’integrazione tra i diversi sistemi di trasporto. Il PD non è contrario alla realizzazione di queste infrastrutture, ma ritiene necessario che gli obiettivi di sviluppo produttivo ed economico appaiano sempre affiancati in modo evidente dai progetti infrastrutturali e che sia chiaro che lo sviluppo economico non è l’arricchimento di singoli privati, ma di un territorio nel suo complesso.
commento di ilbarbarosognante inviato il 15 gennaio 2010
Il PD dei Comuni del sandonatese è favorevole:
• alla messa in sicurezza, al potenziamento della sicurezza e alla riduzione dell’inquinamento;
• alla realizzazione di un sistema integrato di infrastrutture, anche con il ricorso all’intermodalità, che favorisca l’interscambio fra litorale ed entroterra creando ulteriori possibilità di crescita e sviluppo sostenibile;
• all’uso del project financing come strumento di finanziamento di nuove opere pubbliche di mobilità per creare nuovi servizi agli utenti, non per sottrarre ad essi una viabilità già esistente.
commento di ilbarbarosognante inviato il 15 gennaio 2010
Si ritiene, però, prioritario:
• che la progettazione di importanti infrastrutture viarie passi attraverso la concertazione preliminare con tutti gli enti locali e le associazioni portatrici di interessi sul territorio;
• che tutta la TV-MARE, dal casello autostradale TV Sud a Jesolo, venga interessata da un progetto di messa in sicurezza complessivo;
• che venga valutata la realizzazione di un secondo asse di collegamento con il litorale est sulla linea casello A4 di Noventa – nuovo ponte sul Piave;
• che sia valutata la possibilità di realizzare un asse intermodale integrato con la SMFR e interscambio per il trasporto viaggiatori dalla linea VE-TS verso le spiagge da Cavallino a Caorle.
Lo strumento della finanza di progetto è utilizzabile anche per la realizzazione della linea SFMR che passa da Meolo – Noventa e va verso le spiagge (Jesolo, Eraclea e Carole). La realizzazione di tale opera dovrà prevedere un’attenta analisi di fattibilità e sostenibilità ambientale aver cura che la linea di collegamento verso le spiagge non comprometta ulteriore territorio.
Giampiero Piovesan coordinatore PD Meolo - VE
commento di ilbarbarosognante inviato il 15 gennaio 2010
L’attuale sistema della Variante alla SS 14 e il Nuovo Ponte sul Piave, inaugurato lo scorso anno, ha portato i benefici che tutti attendevamo da tempo: spostare il traffico dai nostri centri abitati.

La decisione della Regione Veneto di trasformare la Variante alla S.S. 14 (Treviso- Mare) in strada a pedaggio, ci riporterà indietro nel tempo: il progetto infatti, trasformerà il tratto fra la Fossetta e Caposile, da arteria di attraversamento del territorio nelle direzioni Venezia – Trieste, a strada a pagamento a servizio del solo litorale.

La conseguenza sarà che il pagamento del pedaggio riporterà sulle nostre strade comunali migliaia di auto e mezzi pesanti provenienti da fuori che, per attraversare il nodo di San Donà-Musile, riempiranno nuovamente il nostro territorio di auto, rumore, smog, rendendo meno sicura la viabilità.

E’ il traffico di attraversamento il vero problema: a poco servirà, pertanto, l’esenzione dal pedaggio

per i residenti dei soli comuni toccati dal tracciato (Meolo, Musile, San Donà di Piave, Jesolo), invocata come risposta della Regione. ad ogni disagio.

Su questa questione emerge il silenzio assenso da parte delle amministrazioni di centro destra dei Comuni del sandonatese. Tali amministrazioni accettano senza discutere questo progetto, svendendo il nostro territorio per favorire solo il turismo di massa del litorale jesolano e la speculazione di chi conta di far pagare al turista anche la strada per raggiungere il mare, compromettendo la soluzione dei problemi di viabilità degli abitanti dei Comuni del sandonatese. Questo silenzio non vede reali soluzioni alla necessità di snellire la viabilità di tali territori. Importanti opere come la realizzazione del Terzo Ponte vedono un sostanziale stallo a causa di divisioni partitiche interne alla Lega che compromettono il dialogo tra il Sindaco di Musile e San Donà e non si vedono reali soluzioni, neanche per la messa in sicurezza degli incroci a raso a Meolo
commento di ilbarbarosognante inviato il 15 gennaio 2010
la regione veneto ha deciso di privatizzare la SR 89 conosciuta con il nome di treviso mare. come è possibile che una strada pubblica pagata con i soldi dei contribuenti venga privatizzata????????????????? è uno scandalo vergognoso.
www.esseremeolo.org www.stradatrevisomare.org

La Regione Veneto, concludendo un percorso iniziato nel 2007, ha recentemente dato il via libera all’allargamento della Treviso-Mare ed alla sua trasformazione da strada pubblica in superstrada a pagamento. Il tracciato interesserà il tratto dal futuro casello di Meolo a Caposile.

È indubbio che ogni opera infrastrutturale crea impatti ambientali e vincoli per assetti residenziali e della mobilità delle popolazioni interessate a tali infrastrutture. Quindi è importante capire in modo dettagliato quali interventi si rendano necessari per un giusto equilibrio tra opportunità di accesso al territorio e problematiche per chi opera all’interno del territorio stesso. Inoltre si dovranno distinguere due livelli di giudizio: il primo connesso al tracciato e alle caratteristiche delle nuove infrastrutture, il secondo relativo alla gestione e all’uso delle stesse. Questo secondo aspetto riguarda in particolare la scelta della Regione di utilizzare il sistema del project financing che potrebbe permettere di ottenere un recupero di risorse dal mondo privato e quindi rendere fattibile un investimento che la mano pubblica, potenzialmente, da sola non sarebbe in grado di realizzare, ma nel contempo non devono esserci danni territoriali ed economici per la mobilità locale.

L’opera, proposta da un gruppo di privati che sosterrà l’investimento in cambio dei futuri pedaggi (si definisce finanza di progetto o project financing), è stata dichiarata di pubblica utilità senza nessuna consultazione pubblica con la cittadinanza ed i Comuni interessati.

L’attuale sistema della Variante alla SS 14 e il Nuovo Ponte sul Piave, inaugurato lo scorso anno, ha portato i benefici che tutti atte
commento di emisama inviato il 15 gennaio 2010
Le scelte delle FS sono ovviamente fondamentali. Negli ultimi anni l'AD di Trenitalia ha tracciato una linea vergognosa di totale abbandono delle linee regionali e locali e di privilegio assoluto dell'alta velocità. L'AV è in italia molto poco praticabile, i treni non potranno mai andare veloci come quelli francesi o tedeschi o spagnoli, per motivi orografici, ciò si è sempre saputo. Lo spreco di fiumi di soldi per un progetto così poco utile ha avuto come risvolto un indiscriminato aumento dei prezzi e una politica di costrizione a prendere i costosi treni AV che di veloce hanno ben poco (30 anni fa per andare a Firenze da Roma ci si mettevano 2h ora 1:30 ma il biglietto costa enormemente di più tanto che una famiglia per fare una gita a Fi da Roma deve spendere più di 250 euro di biglietti - una cosa improponibile!!!). Questa logica continua a favorire il trasporto privatto perchè le linee a basso costo sono state penalizzate in modo spudorato dal punto di vista dell'orario. Di fronte a tutto ciò il PD non ha mai detto nulla: Moretti ce l'ha messo D'Alema e la destra se l'è tenuto stretto visto che uno peggiore non lo aveva. Attualmente quale posizione vuole assumere il nostro partito di fronte al perpetrarsi di questo scempio?

Uno dei 3,5 milioni di pendolari (per la cronaca ingegnere meccanico)
commento di arconte inviato il 15 gennaio 2010
Buondì, Mauri,io vorrei porre l'accento su un tema troppo spesso dimenticato o trascurato dei trasporti, quello dei trasporti locali in Lombardia. E' necessario cominciare a guardare anche da questa parte se si vuole recuperare un po' del terreno perso: la Lombardia, col suo megagovernatore Formigoni che si vanta perennemente dei successi e della magnificenza della sua amministrazione.Va tutto bene? Assolutamente no e quello dei trasporti è un tema cruciale e delicato in quanto essi sono tutti in crisi. La viabilità è quasi al collasso, nelle città ci si sposta a ritmi di "lento da mattonella",le FS sono quel che sono,ma la chicca sono le FNM, fiore al'occhiello di questo millantatore. Si tratta di un sistema ferroviario cruciale per la regione eppure i treni viaggiano con perenni ritardi (per un pendolare anche 5 minuti in 10 o 15 km sono pesanti!),sono luridi e in parte stravecchi,troppo caldi in inverno e in estate, superaffollati nelle ore di punta quando si viaggia pigiati come le sardine, oggi come 30 o 40 anni fa. Ci si lamenta sottovoce, si mugugna ma nessuno si è mai occupato concretamente della questione. Ho scritto più volte alle FNM per protestare per le irregolarità (per ritardi abnormi o ingiustificati anticipi della partenza e non di rado per treni soppressi per motivi svariati),le risposte sempre vaghe e insoddisfacenti.C'è qualcuno che si vuole occupare di questo "territorio" o ormai ci si è rassegnati a lasciarlo in mano a quei bisonti teste quadre dei leghisti? Grazie e saluti.
commento di angela maria d'onofrio inviato il 15 gennaio 2010
Vorrei portare all'attenzione del sig Mauri le difficoltà che i passeggeri hanno per raggiungere i paesi del Gargano.
Dalla stazione di San Severo occorrono oltre due ore per raggiungere Vieste (una delle località turistiche più frequentate del Gargano) con un viaggio massacrante in cui il treno si alterna all'autobus.
Aver soppresso la fermata degli Eurostar della stazione di San Severo, renderà ancora più difficoltoso raggiungere le località del Gargano,oltre che per i residenti, anche per quanti decideranno di passare sul promontorio un periodo di vacanza!
Lo sviluppo di un territorio dipende anche dalle infrastrutture; ridimensionare i trasporti, in un'area già difficile dal punto di vista orografico, significa minare alla espansione turistica di una zona importante della Puglia.
commento di nicolacs inviato il 15 gennaio 2010
Trasporti e infrastrutture appropriate ed efficienti consentono e stimolano lo sviluppo economico e rappresentano lo stato di civiltà e progresso di una nazione,nonchè motivo di orgoglio e soddisfazione per i suoi abitanti.
In Italia pare che la situazione stia continuamente peggiorando e differenziandosi così di parecchio dalle altre nazioni europee più evolute.
Il motivo principale è la cattiva gestione del denaro pubblico, utilizzato non per migliorare la qualità delle opere pubbliche e dei servizi, ma per gratificare tutti coloro che il denaro pubblico lo maneggiano, con il risultato quasi costante di grossi costi - agevolmente raffrontabili con quelli analoghi di altri Paesi a noi vicini - e risultati davvero scadenti: ciò è purtroppo spesso evidente sia per le infrastrutture che per i trasporti pubblici.
Detto questo è chiaro - come giustamente evidenziato da MATTEO MAURI che prima del ponte sullo stretto - i cui costi enormi è da augurarsi che non si abbinino a una non ultimazione o sua impraticabilità per carenze costruttive e pericolosità (come è nel caso di alcuni tratti della emblematica autostrada Salerno - Reggio Calabria, transitabile a doppio senso su due corsie, con sola vista panoramica sulle altre due corsie nuove non praticabili) bisognerebbe fare ben altro.
TRASPORTI PUBBLICI VELOCI su medie e grandi distanze e decisa svolta verso l'utilizzo generalizzato a breve di MEZZI PUBBLICI URBANI A ENERGIA PULITA e significativi incentivi per le AUTO ECOLOGICHE risolverebbero diversi problemi. Sicuramente apprezzata sarebbe anche la proposta, da molti auspicata, di un generalizzato provvedimento che imponesse in tutti i centri abitati la delimitazione di PISTE CICLABILI.
Se le enormi risorse programmate per un NUCLEARE non più tanto attuale, con seri dubbi sulla corretta realizzazione degli impianti, sullo smaltimento delle scorie e sui lunghi tempi occorrenti per la realizzazione (con rischi non trascurabili di obsolescenza) veniss
commento di kiakoakoe inviato il 15 gennaio 2010
Perché non si fa nulla per agevolare in qualche modo l’intermodalità treno+bicicletta? Ad esempio non è previsto un abbonamento agevolato per il trasporto delle biciclette, come in altre regioni (80 euro l’anno in Lombardia, 50 in Sicilia, gratis in Puglia e nelle Marche).
Molti politici torinesi hanno dimostrato grande attenzione per il tema dell’Alta Velocità. Nessuna parola è stata invece spesa per il futuro del Sistema Ferroviario Metropolitano, così importante per l’area metropolitana torinese. Infatti l’aera torinese è una di quelle con il più alto tasso di auto in circolazione e sfora ogni anno i limiti di inquinamento dell’aria. Un servizio ferroviario metropolitano efficiente, come molte città europee hanno, sarebbe una risposta efficace a questi problemi.
Esiste una reale volontà politica di lavorare per la mobilità sostenibile in termini di priorità e con risorse adeguate? Perché nei fatti le decisioni prese e le risorse economiche vanno spesso in senso opposto a ciò che per l’opinione pubblica sembrerebbe più logico. E nell’agenda politica la mobilità sostenibile sembra trovare poco spazio, mentre altre opere ne hanno molto (es. Alta Velocità e Tangenziale Est di Torino).
Su questi temi vorremmo che la politica si esprimesse, in modo chiaro e concreto, già nella campagna delle elezioni regionali di marzo 2010. Per avere delle risposte a queste domande, per avere delle garanzie reali, vi chiediamo un confronto aperto, diretto, urgente.
commento di kiakoakoe inviato il 15 gennaio 2010
Perché non è stato previsto da subito un collegamento diretto fra la stazione Lingotto della Metro 1 (presso 8 Gallery) e la stazione ferroviaria di Torino Lingotto? Come sarebbe stato naturale, tanto che la gente lo dà per scontato e rimane sconcertata quando gli si dice che non è ancora stata presa alcuna decisione al riguardo.
Perché l’integrazione del collegamento ferroviario Torino-Aeroporto nel SFM è stata quasi dimenticata, tanto che non si sa quando sarà realizzata? Anche questa è una cosa che che la gente dà per scontata, visto che nelle città europee è normale raggiungere l’aeroporto in treno.
Perché è rimasta sulla carta la ristrutturazione della tratta Chieri-Trofarello (costo stimato 12 milioni di euro, come 250 metri di Tangenziale Est o 200 di AV)? Ben sapendo che senza questo intervento sarà impossibile integrare realmente il chierese nel SFM.
Perché nei progetti dei Movicentro piemontesi, promossi e finanziati dalla Regione Piemonte, sono stati fatti errori che ne compromettono la funzionalità? Ad esempio i marciapiedi ad altezza inferiore allo standard europeo di 55 cm, che permette l’accesso a raso alle carrozze, sveltisce la salita e la discesa, favorisce chi ha difficoltà motorie e chi porta bagagli ingombranti e pesanti. Le scale di accesso troppo strette e prive di canaline per le biciclette. I parcheggi per le auto e per le bici nei punti meno adatti. A Trofarello, con tutti i soldi spesi, non si è pensato a mettere un pannello elettronico all’accesso dal parcheggio principale; così i viaggiatori devono percorrere tutto il corridoio sotterraneo, salire le scale e raggiungere l’atrio della stazione per avere un quadro completo dei treni in partenza! Sono stati adottati dei provvedimenti nei confronti dei progettisti e degli uffici che hanno redatto progetti sbagliati?
Perché non si fa nulla per agevolare in qualche modo l’intermodalità treno+bicicletta? Ad esempio non è previsto un abbonamento agevolato per il trasporto delle bici
commento di kiakoakoe inviato il 15 gennaio 2010
Quale futuro per il Sistema Ferroviario Metropolitano torinese?

L’inaugurazione in gran pompa dell’Alta Velocità Torino-Milano ha reso ancora più stridente e insopportabile la situazione del servizio ferroviario locale.
Troppe domande senza risposta vengono alla mente se solo ci si ferma a riflettere.
Perché è stata data la priorità all’Alta Velocità Torino-Milano (completata in 4 anni) e non al Passante e al Sistema Ferroviario Metropolitano torinese (ancora da completare dopo decenni di lavori)? Che cosa ha fatto preferire la prima opera, visto che il rapporto costi benefici (in termini di passeggeri/giorno, di benefici ambientali ed economici) avrebbe dovuto far preferire la seconda?
Come si può ragionevolmente sostenere che il SFM entrerà in funzione nel 2012, se mancano le risorse necessarie? Non sono ancora stati ordinati i treni adatti. Dopo che noi avevamo sollevato la questione, il problema se l’è posto lo stesso presidente dell’Agenzia per la Mobilità Metropolitana nell’incontro del 15 settembre scorso. I treni TTR di GTT sono treni a bassa frequentazione e perciò non adatti ad un servizio metropolitano che è per definizione ad alta frequentazione.
Abbiamo più volte chiesto garanzie per il SFM, ma le risposte sono sempre state evasive, per non dire imbarazzate.
Per quanto riguarda la disponibilità delle tracce di RFI per il SMF, non sembra così scontata la disponibilità di Trenitalia ad adattare il proprio orario alle esigenze del SFM. Né sembra scontato che RFI dia la precedenza al SFM. Sembra sottinteso che, se si facesse avanti un gestore che paga meglio (ad esempio per un servizio passeggeri a lunga percorrenza o per un servizio merci), RFI potrebbe anche preferire questo gestore rispetto al SFM.
Del resto il SFM ha perso dei pezzi prima ancora di partire. Infatti, il cadenzamento originario di 1 treno ogni 20 minuti è sparito da tutti i documenti e si è passati a 1 treno ogni 30 minuti. Perché?
Perché non è stato previsto d
commento di mancio88 inviato il 14 gennaio 2010
Carissimo signor Mauri... se le capitasse a tiro l'ad trenitalia Moretti gli racconti questo piccolo annedoto...
Quest'estate mia zia doveva andare in Sicilia in vacanza e da Londra si è fermata a Roma per salutarci e proseguire...
Io e mio padre decidiamo di accompagnarla, assieme alle mie due cuginette,alla stazione Termini..durante il tragitto mia zia ci dice che le hanno assicurato che le carrozze del treno erano nuove e immacolate...noi ci guardiamo stupefatti...sarà vero?
Arriviamo sulla banchina e....nel mentre, arriva il 486 TRINACRIA...con IL MUSCHIO SOPRA IL TETTO DELLE CARROZZE.
Mia zia non crede ai suoi occhi e le cugine all'unisono "WHAT A CRAP!!!" (che m....a!) 9 e 7 anni.
Mio padre e io...dopo una risata da disperati...Have a good journey and enjoy!

L'italia ha fatto la sua scelta negli anni 50 e ha deciso di investire sulla circolazione dei mezzi privati e non c'è stato MAI un investimento programmatico serio per il trasporto su rotaia.
e il gioco è fatto. Moretti sta finendo di distruggere FS cancellando tratte regionali fondamentali e puntando tutto su L'etr 600 (un treno già vecchio)per l'alta velocità.
Firmato La Freccia SPUNTATA.
commento di libe87 inviato il 14 gennaio 2010
Buonasera, sempre riguardo al trasporto ferroviario regionale, ci sono proposte del PD per migliorarne i vari difetti e avvicinarlo un po' di più ai bisogni concreti della gente, senza affidare tutto alle regioni che spesso non possono sostenerne tutti i costi di bilancio e devono cedere di fronte alle sempre più esose richieste dell'AD di trenitalia?
Anchè perchè il servizio AV su cui si è tanto investito è usufruito (e usufruibile!) solo a una piccola parte dei pendolari, e la maggior parte delle promozioni Trenitalia si concentrano su questa categoria. Molte regioni non hanno nemmeno una tariffa scontata per studenti (affidate al contratto con le regioni), per non parlare delle tariffe "a fasce d'età" degli altri stati europei (che costeranno di più ma il servizio non è nemmeno paragonabile!). Aggiungendo che lo sviluppo della rete ferroviaria italiana non si concentra sull'asse Torino-Milano-Roma-Napoli, ma è estremamente ramificata non si può mandare tutto all'aria per badare ai soli "viaggiatori d'elite" (in piemonte la linea Torino-Alessandria-Genova è stata abbandonata con l'ultimo orario!).
Cosa ne pensate di una liberalizzazione (o di una messa a concorso a lotti, come quella proposta dalla Bresso in Piemonte), del servizio ferroviario nazionale per garantire maggiore competitività?
commento di m77 inviato il 14 gennaio 2010
Roma e' stata governata per anni dal PD eppure non si e' mai cercato di far nulla per risolvere il problema del traffico, anzi il problema e' sempre stato ignorato. Perche?
Per favore, non mi risponda che sono state fatte cose qui o la' anche se non visibili. O che non c'erano soldi o battute del genere visto che per estate romana e festival del cinema i soldi sono stati sempre trovati...
Grazie,
Marco Sette
commento di PiVi1962 inviato il 14 gennaio 2010
Telelavoro.
Una soluzione che può costituire un salto di qualità per la nazione è quella di incentivare fortemente il telelavoro.
Meno inquinamento perché ci sarà meno uso dei trasporti.
Meno delinquenza perché aumenterà il numero delle persone presenti in casa durante tutto il giorno.
Innovazione tecnologica rivendibile (sicurezza delle teletrasmissioni, gestione ottimale della rete di telecomunicazioni...).
Investimento produttivo (rete informatica) capillare.
Basta mega-opere che servono a finanziare gli amici degli amici come il ponte sullo stretto di Messina.
commento di ilguru inviato il 14 gennaio 2010
Premesso che è ormai partita la corsa mondiale (USA, CINA, GIAPPONE,INDIA, UE) all' AV ferroviaria per spostamenti continentali dei passeggeri ( A DISCAPITO DEL TRASPORTO AEREO)con ingenti investimenti. Come si integrerà con queste politiche, il trafficco passeggeri metropolitano-regionale-nazionale in Italia ?
Competerà alle singole regioni il trasporto metropolitano-regionale e sarà integrato con l' av ( oggi non lo è affatto) ?
A chi competerà la gestione dei trasporto passeggeri-nazionale o quello che ne rimarrà (i mitici ir e ic sono praticamente spariti) ?
Le società come TLN srl in lombardia, e le altre che seguiranno non rischiano di creare poltrone e di ridurre l' integrazione con altri mezzi di trasporto in particolare quelli fuori regione ?

commento di f3d3rico75 inviato il 14 gennaio 2010
Salve,
il mio intervento riguarda la mobilità ciclabile perché non vi fate veramente promotori, e non solo a parole, di una linea volta a sostenere la mobilità ciclabile nelle città?
Le faccio tre esempi che ho visto con i miei occhi ( ho vissuto per un periodo a Zurigo)e che possono essere facilmente replicati se solo si volesse farlo veramente.

- Modifica del codice della strada introducendo le piste ciclabili non in sede protetta. Basta questo accorgimento per costruire chilometri di piste ciclabili semplicemente disegnado una linea per terra.

- Predisposizione in ogni stazione ferroviari di posteggi per biciclette anche a più piani, specialmente nelle stazioni interessate da grande traffico pendolare.

- Accordi di programma con le ferrovie per inserire treni pendolari adibiti al trasporto biciclette, basterebbe un solo convoglio giornaliero con maggiore disponibiltà di posti bici.

Alla fine è triste riconoscerlo ma anche se di facciata, limitato e in ritardo la Moratti( moglie di un petroliere) ha per lo meno istituito il bike-sharing a Milano.
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20 febbraio 2008
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