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contributo inviato da acalisi il 11 gennaio 2010

Da qualche giorno il centro-destra va ripetendo che è ora di attuare una profonda riforma fiscale che riduca le imposte a due sole aliquote (al 23% e al 33%) e sposti progressivamente le imposte dalla tassazione diretta (sui redditi) a quella indiretta (sui beni e sui servizi). Finora non ho sentito il PD prendere una posizione precisa su questo progetto.
Cosa significa disporre di due aliquote soltanto? Significa lasciare le tasse sostanzialmente invariate per i redditi più bassi, ridurle di poco per quelli medi e abbatterle drasticamente per quelli alti. Esattamente il contrario di ciò che occorrerebbe per una azione di redistribuzione dei redditi, di cui si avverte da tempo la necessità!
Cosa vuole dire spostare la tassazione dalle imposte dirette a quelle indirette? Ancora una volta significa che sul povero e sul ricco gravano le stesse imposte sui beni acquistati.
Davanti a questo evidente regalo alle classi più abbienti, c’è da augurarsi una forte mobilitazione di tutto il centro-sinistra, non solo con un’opposizione che non sia solo di facciata, ma con proposte concrete, che tendano a riequilibrare una situazione già troppo sbilanciata a favore dei ricchi.
Mi aspetto che il PD non cerchi di rincorrere il centro-destra sulla strada della riduzione del numero delle aliquote (accettando magari che queste vengano ridotte a 4 o a 3), ma si muova in senso opposto: proponendo un’ulteriore aliquota - al 45-46% - per i redditi che superano i 120-150 mila euro annui. Ricordo che la necessità della progressività delle imposte sta scritta persino nella nostra Costituzione (“I cittadini sono tenuti a concorrere alle spese dello Stato in ragione della propria capacità contributiva”)!
Mi aspetto una proposta sulla tassazione delle rendite finanziarie al 20%, tante volte annunciata, ma mai attuata; mi aspetto anche una spinta a un maggiore rigore rispetto al recupero dell’evasione.
Sull’altro versante, compatibilmente con le esigenze di cassa, è auspicabile, se non una riduzione generalizzata della tassazione sui redditi più bassi, almeno un aiuto consistente per le famiglie numerose e per coloro che hanno perduto il lavoro.
La mia considerazione finale è la seguente: vuole il PD distinguersi con chiarezza dalla politica del centro-destra? Allora abbia il coraggio di fare proposte controcorrente, sostenendole con forza, anche appoggiandosi alla piazza se necessario, invece di accontentarsi di strappare qualche concessione marginale.
A proposito di aliquote, vorrei chiedere: perché gli Stati Uniti, patria del liberismo economico, hanno un sistema fiscale per le persone fisiche basato su ben 6 aliquote, mentre l’Italia dovrebbe averne soltanto 2?

Astro Calisi

TAG:  FISCO  RIFORMA FISCALE  ALIQUOTE   

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