.
contributo inviato da raffaeleinnato il 10 gennaio 2010

Berlusconi torna sulle due aliquote irpef 23% e 33%, riprendendo un progetto annunciato e poi non realizzato nove anni fa dallo stesso premier in accordo con Tremonti. Il quale si dice ottimista sulla possibilità entro l'anno di vedere come priorità un riforma fiscale complessiva del sistema fiscale, all'insegna di serietà e rigore, da realizzarsi nel tempo che servirà. Secondo i due promotori, le due aliquote, fanno parte di una riforma fiscale seria di enorme rilievo politico, sociale, fiscale, culturale. Al momento non ci sono dettagli su come si vuole attuarla, però si può gia dire che, se i presupposti sono raffigurati nelle due aliquote 23 e 33, siamo di fronte ad una ennesima ingiustizia di un prelievo fiscale a danno dei redditi più bassi. Come si può notare dalle aliquote irpef in vigore ancora oggi qui di seguito rappresentate, si può notare che a beneficiare delle due aliquote saranno i più benestanti e di molto i ricchi che attualmente pagano il 43% del reddito.

Scaglioni reddito 2009 Aliquota Irpef lordo
da 0 a 15.000 euro 23% 23% del reddito
da 15.000,01 a 28.000 euro 27% 3.450 + 27% sulla parte eccedente i 15.000 euro
da 28.000,01 a 55.000 euro 38% 6.960 + 38% sulla parte eccedente i 28.000 euro
da 55.000,01 a 75.000 euro 41% 17.220 + 41% sulla parte eccedente i 55.000 euro
oltre 75.000 euro 43% 25.420 + 43% sulla parte eccedente i 75.000 euro

Non solo, ma c'è un ingiustizia tra chi guadagna di più e chi guadagna di meno. C'è da rilevare, inoltre, che chi supera la somma limite dell'aliquota del 23%, si troverà a pagare il surplus, ben 10% in più, rientrando tra i ricchi che pagano solo il 33% del reddito.

Quindi, si può essere d'accordo su una riforma del fisco moralmente ed economicamente più accettabile per far pagare di meno tutti, ma che sia proporzionale a seconda del reddito, pagando, man mano che si sale di aliquota, una percentuale tale che sia proporzionale al reddito suddiviso in tanti scaglioni. Per chiarire meglio il concetto deve essere come si fa con gli assegni famigliari, dove ci sono tante fasce di reddito ogni cento euro di differenza.

A seconda dell'esigenza della spesa pubblica, si partirebbe da una cifra, per fare un esempio, di 10.000,00 euro per pagare, non so, un' aliquota del 12%, per salire man mano ogni 100 euro in proporzione dello 0,2% in più e così via 12,02%... 12,04%... 12,06%... fino ad arrivare ad una aliquota massima del 40%.

In questo modo si potrebbe parlare di un fisco più equilibrato e più vicino ad un prelievo più equo. Se veramente si vuole attuare un fisco più etico e sopportabile.

http://raffaeleinnato.blogspot.com

raffaeleinnato@gmail.com

TAG:  ALIQUOTE  FISCO  BERLUSCONI  TREMONTI  INGIUSTIZIA  RIFORMA  SOCIALE  ETICO  REDDITO   

diffondi 

commenti a questo articolo 0
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
25 febbraio 2008
attivita' nel PDnetwork