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contributo inviato da cesare pisano il 9 gennaio 2010

Visto quello che è successo a Rosarno si può affermare il fallimento della politica anti-immigrazione del governo, anzi, della Lega, visto che il PDL se ne sta a guardare il bello e brutto tempo, che i loro alleati decidono; eppure la Lega è una minoranza che non raggiunge il 10%, che si comporta come fosse maggioranza assoluta !!!!!

Non ancora, le città italiane subiscono la presenza delle “ banlieau, “ tipicamente francesi; ma, non siamo tanto lontani da questa realtà.

Rosarno è divenuta un campo di battaglia; in un primo tempo attaccano gli immigrati, in un secondo tempo diventano preda dei gruppi dei cittadini che si sono organizzati per una vera e propria caccia all’uomo; nel terzo tempo sono costretti ad andarsene.

E lo stato con le sue Istituzioni regionali, provinciali e governative?

Interviene solo per constatarne la violenza ed agire in modo repressivo; chiaramente e giustamente, per colpire coloro che hanno scatenato la violenza.

Ma, a scatenare la violenza sono stati gli immigrati o i cittadini o alcuni balordi locali?

Ad ascoltare SkyTg24 ieri, ed attraverso le dichiarazioni del prefetto, e del Presidente della Regione Loiero, e leggendo i giornali di questa mattina, dopo avere visto quasi tutti telegiornali, ho capito che la versione dei fatti è un po’ diversa, dalla percezione che si potrebbe ricavare, attraverso un primo approccio.

Alcune migliaia di immigrati sono stanziati da anni nella zona di Rosarno e lavorano nelle imprese e nelle zone agricole e, spesso, producono in nero; con paghe da sottoalimentazione, bastanti solo per la sopravvivenza, come ai primi anni della rivoluzione industriale.

Il rapporto di lavoro nulla lascia intendere che si possa basare sui giusti ed equilibrati livelli di umanità; probabilmente schiavi moderni alla mercè di chi li sfrutta.

Le strutture, in cui sono insediati e vivono, sono aberranti e nulla hanno di umano; sembrano tane: cattivi odori, sporcizia, lerciume, supportano l’esistenza di quanti si costringono ad una vita di stenti, pur di racimolare il tanto che possa bastare per la sopravvivenza.

Un’ atmosfera di degrado e di sovraffollamento che adatta a situazioni disumane ed invivibili.

Una fonte di potenzialità, che avrebbe nel tempo, com’è accaduto, fatto esplodere tutta la violenza che un tale esistere avrebbe provocato; una piccola banlieau i cui effetti si sono fatti sentire; una violenza da condannare in toto, come tutte le violenze, che non portano a nulla, se non a sicura distruzione delle cose e degli uomini.

La reazione è esplosa in quanto, pare che un gruppo di balordi del luogo abbia sparato colpi con fucili ad aria compressa, contro alcuni immigrati, ferendoli.

Da questo fatto, da condannare, è esplosa e si è organizzata la caccia a tutto ciò che capitava nelle mani e nei bastoni degli immigrati.

Nelle parole di Loriero si comprendono i limiti di una legislazione che non responsabilizza la Regione, ma, direttamente il governo.

Loriero afferma di avere fatto conoscere la situazione ed il degrado; infatti, contro il reiterato silenzio del governo, scaturito dalle prime promesse di intervento, si è fatto carico per affrontare con una spesa di 50.000 euro, distratta, da altre entrate, la ricostruzione, dei sanitari ed offrire una funzione più dignitosa alle esigenze personali.

DOPO AVERE CONDANNATO LA VIOLENZA perché NON COSTRUISCE NULLA, MA DISTRUGGE, RESTANO GLI EFFETTI ED IL MONITO.

Il problema degli immigrati va affrontato definitivamente e con una legislazione che sia il frutto di un’analisi storica ed esistenziale, che prenda in considerazione società di provenienza, motivazioni, guerriglie, malattie, lotta per la sopravvivenza. la fame, la disoccupazione, regimi repressivi incapaci di tutelare i propri cittadini, etc…

L’immigrazione, frutto della globalizzazione e della speranza, nata dalle immagini del mondo occidentale, conosciuto, attraverso le realtà televisive, non va vista con l’occhio di chi ha paura e ne teme gli effetti, da cui, facilmente, scaturiscono razzismi e xenofobie, ma con occhio pronto a comprenderne i fatti in tutta la loro crudezza, per agire con la capacità di affrontare il problema nella prospettiva di volerlo risolvere, tenendo conto, e non ignorando, che il mondo è cambiato e che il multiculturalismo è un fenomeno che ci troviamo accanto e di cui non potremo farne a meno.

Il problema non è solo italiano, ma mondiale; e va affrontato.

I modi della repressione si confanno solo nei casi in cui si riscontra una violazione della legge; ma, prima, ancora, che essa si possa verificare, o, per evitare che ci possiamo trovare in condizioni estreme, bisogna sedersi al tavolo delle trattative e pervenire ad una soluzione condivisa da tutti e non da una sola parte, per definire una nuova realtà, che sia il frutto di una visione cristiana, laica ed umana.

Non ci troviamo di fronte ad animali, ma a persone che cercano una soluzione ai loro problemi; la cercano da noi e noi non possiamo sbattere contro la porta, ma ascoltare ed intervenire, per dare risposte alle loro domande.

Fondare tutta la politica sugli immigrati a colpi di respingimenti, di leggi repressive e limitative, non giova a nessuno; non la reputo umanamente accettabile, visto gli effetti negativi, le tante distruzioni, i tanti morti che sono frutto di un fenomeno, che non può sfuggire a responsabilità.

Io so che il primo di marzo gli immigrati di tutte le categorie, che lavorano in Italia, scenderanno in sciopero per dimostrare agli italiani che i milioni di lavoratori regolari o no, sono di vitale importanza per la nostra crescita economica, soprattutto, perché si adagiano su lavori che i nostri giovani rifiutano di fare.

E non dimentichiamoci che moltissimi di costoro lavorano in nero, perché i loro datori di lavoro si rifiutano di metterli in regola.

Dal lato delle contribuzioni, lo Stato perde miliardi di lire.

Ed ecco, quindi, che si affaccia l’importanza della qualità della politica; una politica senza qualità è destinata a fare parlare negativamente di sé e dimostra incapacità nella risoluzione delle questioni.

Il risultato dell’accumulo delle continue frustrazioni, può sfociare in allarme alla sicurezza ed ai disastri, che possano arrecare morte e distruzione.

Uno Stato con una identità certa e forte del suo modo di essere democratico, non può abdicare alla capacità di risolvere i problemi, per optare a soluzioni limitative e repressive o a disconoscere un problema mondiale e sociale.

Per finire, mi viene da ridere a pensare i limiti posti dal Ministro Gelmini, del 30%, che limita l’iscrizione degli immigrati; ma, che senso ha?

Non c’è logica, né razionalità, né efficienza…c’è qualcosa di altro che si fa passare per amore …; ma, amore non è; amore non è limite o reprimere, ma riconoscere, nella solidarietà e nella pietà umana, l’ALTRO, soprattutto, se diverso, apparentemente, da noi, ma, identico a noi.

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http://www.leftlab.info/index.php?option=com_content&view=article&catid=&id=2446

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TAG:  ROSARNO  IMMIGRATI  VIOLENZA   

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commenti a questo articolo 0
commento di protoni inviato il 10 gennaio 2010
CIAO CESARE MI SENBRA STRANO CHE A DIVERSE ORE DALLE DRAMMATICHE IMMAGINI DATE DAI TG SUGLI SCONTRI DI ROSARNO CI SIA TANTO SILENZIO SUL NOSTRO SITO,CERTO NON E^ FACILE FARE DECENTEMENTE INTERVENTI CHE TENGANO CONTO DEI PROBLEMI DEI CITTADINI CHE HANNO BISOGNO DI LAVORO E SICUREZZA,DI ALCUNI DELINQUENTI CHE AGIRANNO PER AFFERMARE IL PROPRIO POTERE SUL TERRITORIO,DI DISPERATI IMMIGRATI CHE SONO QUI^MOLTI IN CERCA DI LAVORO MA ALCUNI DI SOLDI FACILI, E SCELGONO DI DELINQUERE,TUTTO CIO QUANDO IL NOSTRO PARTITO E' IN FASE DI ESTREMA DEBOLEZZA DI RAPPRESENTATIVITA',E PER CONTRO CHI CI GOVERNA DIMOSTRA OGNI ORA LA SUA IRRESPONSABILITA E IL DISPREZZO PER LA VITA SOCIALE DEL POPOLO ITALIANO,E' UNA MISCELA ESPLOSIVA DI PROBLEMI DA NON SOTTOVALUTARE,CONTINUA LA GUERRA TRA POVERI PER UN TOZZO DI PANE,MENTRE IN ALCUNI LUOGHI SI GOZZOVIGLIA CI SI DIVERTE ,SI FILOSOFEGGIA,CHE DIO CE LA MANDI BUONA .....POVERA ITALIA IN CHE MANI SEI CAPITATA..........CIAO......PROTONI....
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